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L'esperto risponde

Il pasto non dev’essere un momento di tensione

: Buonasera dottoressa, ho un bimbo di 13 mesi che fa tanti capricci per il pasto a casa. Va al nido da 3 mesi è lì non ci sono problemi, mi chiedo dove sbaglio. I suoi comportamenti mi distruggono mentalmente e mi dispiace che lui risenta di tutto ciò. Lo svezzamento non è stato facile, ma da quando va al nido è peggiorato tantissimo. Inoltre, volevo fare un’altra domanda: è normale che ancora abbia risvegli 4-5 volte a notte o anche più? Lo sto ancora allattando. Per favore mi dia qualche consiglio. Grazie in anticipo. Durante l'allattamento posso prendere qualcosa per stare un po' più tranquilla? continua
Dott.ssa Alessandra Piedimonte
Medico Chirurgo esperta in Nutrizione Pediatrica

Carissima Irina, il fatto che Nicolas al nido mangi tranquillamente e a casa invece faccia mille storie è indicativo del fatto che il problema non è tanto l’alimentazione, quanto il suo rapporto con il cibo a casa. Probabilmente Nicolas, come lei stessa afferma, risente del clima di “tensione” che accompagna il pasto e tenta di far riconoscere la propria individualità proprio combattendo attraverso il rifiuto del cibo. Questo è ovviamente poco auspicabile, soprattutto perché se il meccanismo si dovesse cronicizzare, anche in futuro potrebbe risultare una selettività e un rifiuto dell’alimentazione. A questa età, però, i comportamenti sono più facilmente modificabili. Il mio primo consiglio è quello di evitare “lotte” nel momento del pasto, cioè la mamma tenderà a preparare ciò che ha deciso di preparare (magari favorendo anche un’alimentazione simile a quella di voi adulti) e poi, se Nicolas mangerà, bene, altrimenti si passerà al pasto successivo. Il fatto che abbia molti risvegli notturni può essere normale per alcuni bambini, e questo non penso sia correlabile all’allattamento al seno. Poiché, infine, il nervosismo a tavola e il sonno disturbato possono effettivamente mettere a dura prova l’equilibrio psichico di ogni mamma, se ne sente la necessità potrebbe farsi consigliare dal suo medico di famiglia un percorso di tipo psicologico di supporto alla genitorialità, che la aiuterà a ritrovare un po’ di serenità e farla ritrovare così anche a Nicolas. Per ulteriori dubbi ci contatti nuovamente.

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La tata consiglia

Non obbligate il piccolo a stare a tavola troppo a lungo

Ebbene sì, la maggior parte dei bambini non riesce a stare ferma troppo a lungo, e non c’è niente di peggio per loro che obbligarli a rimanere fermi nello stesso posto per un sacco di tempo. Quando vostro figlio comincerà a mangiare con altri, fatelo stare a tavola a mangiare un’unica portata, poi fatelo tornare per il dolce. Si abituerà con il tempo. E cercate di trasformare ogni pasto in un momento gradevole, è l’aiuto migliore.

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