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L'esperto risponde

Risvegli notturni e latte

Buongiorno, mio figlio Gabriele ha 11 mesi, da quasi un mese abbiamo deciso di non farlo più mangiare dal seno (causa continui pianti la notte per la tetta consolatoria); ora dorme decisamente di più. Il problema è che sta prendendo un altro brutto vizio: ogni 2 giorni si sveglia alle 01 di notte e pretende di essere consolato facendomi fare camminate interminabili per casa. Il momento in cui mi fermo, mi fa capire con la mano o con la voce che devo continuare. Spesso il tutto finisce con 200 ml di latte. Ho provato a dargli la camomilla ma non si fa fregare.So che è essenziale che dorma molto la notte per lo sviluppo psicofisico e per il proseguimento della giornata vissuta in maniera meno nervosa e per questo vorrei capire come disabituare Gabriele a queste maratone notturne che Enrico Mentana si sogna. Cordiali Saluti continua
Dott.ssa Alessandra Piedimonte
Medico Chirurgo esperta in Nutrizione Pediatrica

Caro David capisco la situazione e la fatica che comporta, ma purtroppo i risvegli notturni non sono legati (come ha potuto lei stesso provare) all’allattamento al seno. Tendenzialmente per limitarli esistono diverse tecniche o meglio diverse “strategie” di educazione al sonno e a tal proposito la invito a leggere anche il nostro articolo.

Detto ciò, somministrare latte di notte a Gabriele non mi pare una buona soluzione e soprattutto costituisce ormai un probabile surplus di energia di cui non ha bisogno, e che potrebbe a lungo andare determinare anche problemi nella struttura e nei ritmi dell’alimentazione diurna. Per iniziare a farlo disabituare potreste provare a diluirlo progressivamente con dell’acqua in modo tale da riuscire poi a sostituirlo totalmente. Per il resto cercate di avere un po’ di pazienza e di cercare di far addormentare Gabriele direttamente nel suo letto sia all’inizio della nottata, sia durante la notte.

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Non obbligate il piccolo a stare a tavola troppo a lungo

Ebbene sì, la maggior parte dei bambini non riesce a stare ferma troppo a lungo, e non c’è niente di peggio per loro che obbligarli a rimanere fermi nello stesso posto per un sacco di tempo. Quando vostro figlio comincerà a mangiare con altri, fatelo stare a tavola a mangiare un’unica portata, poi fatelo tornare per il dolce. Si abituerà con il tempo. E cercate di trasformare ogni pasto in un momento gradevole, è l’aiuto migliore.

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