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L'esperto risponde

Smettere di allattare: una scelta della diade mamma-bambino

Salve, ho una bimba di 16 mesi che allatto ancora. Vorrei smettere ma è impossibile, ho provato gradualmente ma senza successo. La bimba rifiuta il latte di crescita e quello di mucca. Vuole solo ed esclusivamente il seno. Ancora ne prende mattina, metà mattina, pomeriggio e la sera. Vorrei sapere come posso fare. Io purtroppo sono sola. continua
Dott.ssa Alessandra Piedimonte
Medico Chirurgo esperta in Nutrizione Pediatrica

Cara Michelle, capisco come, essendo sola, il distacco dal seno risulterà di certo più complicato per entrambe, ma il primo passaggio fondamentale è quello di essere certa di volerlo togliere ad Olivia. Secondo l’OMS, l’allattamento materno andrebbe mantenuto fino ai due anni e magari anche oltre, ma oltre a questa frase sempre la OMS aggiunge “fino a che lo desiderano mamma e figlia e si può aggiungere anche finché è possibile. D’altra parte è vero anche che più il bambino diventa grande più il seno diventa meno indispensabile come nutrimento, anche se mantiene intatti i suoi vantaggi in termini di attaccamento alla mamma. A mio modo di vedere, nessuno può o deve giudicare quanto tempo una madre sceglie di allattare: ogni diade madre-bambino è un organismo a sé stante, ma proprio come in qualsiasi organismo, la decisione andrebbe il più possibile condivisa tra le parti. Forse, nel suo specifico caso, se con Olivia la gradualità non ha funzionato e se davvero è necessario interrompere l’allattamento, potrebbe essere appropriato smettere tout court. Si prenda però il tempo che vuole per decidere e una volta maturata tale decisione non torni indietro, soprattutto perché i cambi di idea non farebbero altro che mandare in confusione Olivia facendole accettare ancora meno la sua scelta, che diventerebbe un “capriccio” di mamma, del tutto incomprensibile. Si attenda, glielo dico con affetto, quando deciderà di mettere in atto questa cosa, dei giorni “drammatici” ma, verosimilmente, anche questo trauma si risolverà senza conseguenze nell’arco di qualche giorno. Semmai, mi preoccupa di più il trauma per lei, che potrebbe vivere questa decisione come una cattiveria – sia pure, mi pare di capire, necessaria – che fa a sua figlia. La abbraccio con affetto.

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Margherita Caroli
Vania
Alessandra Piedimonte
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Tomaselli

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La sfida della famiglia allargata

Vi sarà necessario un buon autocontrollo… i figli del vostro compagno ma anche i vostri potranno avere sfoghi di rabbia durante i quali faranno battute cattive, prendetele per quelle che sono, sfoghi appunto, e cercate di ridimensionare sempre. Per fare ciò, quando si tratta dei vostri figli è più facile perché potete appellarvi ai ricordi belli. Ma è probabile che i figli del vostro compagno vi vedano come un ladro dell’affetto del genitore: in caso di problemi o di rabbia da parte loro cercate di dialogare il più possibile tutti insieme, ascoltando il disagio di ciascuno e facendo capire che siete lì non per rubare ma per arricchire. Infatti, la stabilità e solidità della vostra relazione di coppia aiuterà i figli. Cercate dunque di fare tutti giorni il punto della situazione insieme al compagno in merito all’andamento delle cose. E ricordate che i problemi non vengono per forza dalla famiglia allargata ma che in tutte le famiglie si attraversano crisi.

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