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Allattamento al seno: consigli pratici alle mamme

allattamento

L’abbiamo ripetuto tante volte che l’allattamento al seno e il latte materno hanno una grande importanza per la salute del bambino e della mamma sia a breve che a lungo termine. I neonati ricevono un alimento che, per le sue caratteristiche, non solo li farà crescere in modo più naturale e indipendente da orari e quantità precostituite, ma li difenderà anche da infezioni e allergie e permetterà loro di sviluppare una relazione intima e personale con le madri. Quest’ultime, a loro volta, vivranno questa simbiosi senza l’assillo delle poppate, dell’igiene dei biberon e della qualità del latte, certe di stare fornendo al piccolo l’alimento ideale per soddisfare i suoi bisogni di crescita e sviluppo.

La naturalezza e la spontaneità dell’atto dell’allattare, però, non devono far dimenticare che in alcuni casi, e in particolare nelle donne che allattano per la prima volta, è utile un “sostegno tecnico”, nel senso di consigli pratici che impediscano che si insinui nella mente della neomamma un senso di sfiducia e di inadeguatezza tale da far rinunciare all’allattamento.

Il punto fondamentale per un buon allattamento al seno, che l’Organizzazione mondiale della sanità e l’Unicef hanno congiuntamente ribadito già nel lontano 1989 – ma che, ahimè, spesso viene disatteso – è legato al contatto pelle a pelle tra madre e bambino che si dovrebbe garantire subito dopo la nascita. È veramente tenera l’immagine del cucciolo d’uomo, appena nato, nudo sul seno della madre che cerca spontaneamente il capezzolo, già nella prima ora, e della donna che soddisfa questo suo bisogno, stimolata dal contatto intimo. Ma al di là dei romanticismi, se solo ci soffermassimo ad osservare la natura capiremmo quanto artificioso, medicalizzato e spersonalizzato è diventato l’allattamento nelle prime fasi di vita del bambino.

È proprio in questo momento, invece, che è utile verificare che ci sia un buon attaccamento al seno, senza il quale c’è il rischio che si formino le ragadi e, ancora peggio, una suzione inefficace che porta inevitabilmente al disamore per il seno materno e quindi alla riduzione del latte per mancanza di stimolazione, ansia di prestazione e dolore.

Bisogna quindi verificare che il neonato abbia:

  • il mento che tocca il seno;
  • la bocca ben aperta;
  • il labbro inferiore estroflesso;
  • l’areola visibile più sopra che sotto la bocca.

Anche la posizione reciproca di madre e bambino durante l’allattamento deve essere la più comoda possibile, ovvero:

  • la donna deve avere la schiena, i piedi e il seno ben sostenuti;
  • il lattante deve avere il corpo in linea con la testa;
  • è la mamma che avvicina il piccolo al seno e non il contrario: il volto del neonato deve essere verso il seno con il naso di fronte al capezzolo in modo da riuscire a prendere in bocca gran parte dell’areola;
  • quando la madre è sdraiata su un fianco, il bambino deve essere posto di fronte a lei con il naso a livello del capezzolo in modo che non debba piegare il collo per raggiungere il seno.

Gruppi di sostegno all’allattamento sono sorti in tutto il mondo. Spesso si tratta di donne che aiutano altre donne in questo compito naturale, ma troppo spesso contaminato da consigli inadeguati e discutibili. Su internet sono inoltre presenti diversi siti (ma vanno valutati con il giusto distacco), ma per avere informazioni certe la vera fonte sono e restano i pediatri. Ciò che è veramente importante, soprattutto all’inizio dell’allattamento, è incoraggiare e sostenere le madri e spiegare loro che, a volte, anche un atto così naturale e spontaneo può difettare nella tecnica che quindi va semplicemente corretta per vivere al meglio, e il più a lungo possibile, questa magnifica, irripetibile intimità.

Dott.ssa Marina Cammisa
Pediatra
marina cammisa