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Latte vaccino, di crescita, di soia, di riso: quale dopo 1 anno?

Un bambino beve latte

Il latte vaccino non deve essere dato prima dei 12 mesi: su questo principio, oramai, tutta la comunità scientifica, i pediatri e i medici nutrizionisti sono d’accordo. Prima che il bimbo spenga la prima candelina, quando il latte materno non c’è, per fortuna ci sono i latti formulati che proprio per le loro “formule”, complete di tutti i nutrienti importanti per la crescita e presenti nelle giuste quantità, tranquillizzano molto le mamme. Ma dopo l’anno capita di perdersi in una giungla di informazioni, spesso fuorvianti e pericolose, su questo importantissimo alimento.

Conosciamoli più da vicino per poter scegliere il latte migliore per il nostro bambino.

Il latte vaccino è il latte di origine animale più popolare. È un alimento utile per tutte le età perché contiene calcio (120 mg/100 ml) e proteine (3,2 g/100 ml), vitamine, zuccheri (5 g/100 ml) e grassi ( 3,6 g per il latte intero, 1,6 g per quello parzialmente scremato, sempre per 100 ml). Perché non va dato assolutamente prima che il bimbo compia un anno? Un motivo è il suo alto contenuto di proteine e sali minerali (sodio in particolare) che possono portare a un sovraccarico di lavoro per i reni del lattante, ancora impreparati a “smaltire” una concentrazione così elevata di proteine e minerali. Inoltre il latte vaccino contiene poco (o quasi niente) ferro, solo 0,1 mg ogni 100 ml di latte. Il ferro, ricordiamolo, è molto importante in tutta la nostra vita per proteggerci, ad esempio, dall’anemia, ma nei primi anni di vita lo è anche per un corretto sviluppo psicomotorio e comportamentale del bambino. Infine, il latte vaccino non contiene una sufficiente quantità di acidi grassi essenziali (indispensabili, tra le altre cose, per una corretta formazione delle fibre nervose e delle membrane cellulari).

Dunque, anche dopo l’anno di vita, quando normalmente il bambino ha una alimentazione più varia rispetto a prima, il latte vaccino in realtà non soddisfa ancora del tutto le esigenze nutrizionali di questa particolare età, perché troppo ricco di proteine e troppo povero di ferro e di acidi grassi essenziali.

Il latte di crescita è un prodotto che nasce da due esigenze, quella di ridurre l’introito proteico nell’alimentazione del bambino, perché molti studi hanno dimostrato una correlazione tra l’alto apporto di proteine nella prima infanzia e lo sviluppo di obesità negli anni successivi, e quella di introdurre più acidi grassi essenziali e più ferro, importante per lo sviluppo psico-motorio del bambino nel primo anno di vita e spesso carente con una dieta a base di latte vaccino.

A differenza del latte vaccino, il latte di crescita contiene più zuccheri, grassi insaturi essenziali, vitamine, minerali come ferro e zinco, meno sodio e meno proteine. Il latte di crescita è perciò un latte modificato per le esigenze nutrizionali del bambino, in special modo quando il biberon di latte è usato dalle mamme come jolly da giocare quando il bambino sembra inappetente o non apprezza quello che c’è in tavola.

Il latte di soia in realtà non è un latte (il termine “latte” indica esclusivamente il prodotto della secrezione mammaria mediante mungitura), ma una bevanda vegetale a base di soia molto consumata dalle popolazioni asiatiche. Si tratta di una emulsione composta da acqua (quasi il 90%), proteine (2,9%), grassi (1,9%) e zuccheri (0,8%). Rispetto al latte intero, quindi, contiene meno proteine, meno grassi e molti meno zuccheri. Spesso viene usato come sostituto del latte in caso di allergia alle proteine del latte vaccino, in caso di ipercolesterolemia o nelle diete vegetariane estreme. Per renderlo quanto più possibile simile al latte vaccino, il latte di soia viene arricchito di vitamina B12 e carbonato di calcio. Inoltre, anche se contiene più ferro (0,4 mg contro i 0,1 mg su 100 gr di latte di mucca), questo può essere assorbito meno a livello intestinale, per la presenza di acido fitico nel prodotto. Inoltre può contenere una discreta quantità di fitoestrogeni e allergeni. Per queste sue caratteristiche, quindi, questo tipo di latte vegetale non può essere un sostituto del latte vaccino, soprattutto nel caso di bambini in fase di crescita. Diverso il discorso per le “formule a base di soia”, costruite come le normali formule per lattanti (di partenza, di proseguimento e di crescita), salvo la sostituzione delle proteine del latte vaccino con proteine della soia.

Anche il latte di riso non è un latte, bensì una bevanda ottenuta industrialmente facendo macerare i chicchi di riso in acqua e filtrando il liquido ottenuto. Può poi essere arricchito di calcio, ferro, vitamina B12, vitamina PP e vitamina D. Come il latte di soia viene consigliato a chi è intollerante al lattosio o a chi è allergico alle proteine del latte. Anche in questo caso esistono “formule a base di proteine isolate di riso”, per lattanti, in cui le proteine vegetali vengono frazionate per renderle più semplici e meno allergeniche; poiché hanno un basso valore biologico, si aggiungono amminoacidi essenziali. Il comune latte di riso in commercio è invece una bevanda dolce per la sua ricchezza in zuccheri, facile da digerire e priva di colesterolo e grassi saturi. Si tratta tuttavia di una bevanda che non esiste in natura e dovrebbe essere presa in considerazione solo in casi estremi, quando non è proprio possibile consumare un latte vaccino.

Il latte di capra, infine, ormai si trova facilmente anche nei supermercati perché spesso viene – del tutto impropriamente! – consigliato ai bambini intolleranti alle proteine del latte vaccino. È un latte che contiene leggermente più proteine del latte di mucca, più grassi e la stessa quantità di zuccheri e ferro. È un po’ più ricco di calcio (141 mg contro i 120 mg/100 gr di latte vaccino) e pur essendo più grasso è molto digeribile. Non è un’alternativa valida al latte vaccino, in caso di allergie, perché in realtà la cosiddetta “allergia alle proteine del latte vaccino” è, più propriamente, una “allergia alle proteine del latte non-umano”, dovuta spesso alla presenza nel bambino della beta-lattoglobulina, proteina inesistente nel latte umano, ma presente sia in quello vaccino che in quello di capra.

La scelta quindi è ampia, ma poiché si tratta di un alimento che da sempre è ritenuto importante per la crescita del bambino prima di scegliere il latte più adatto al vostro bimbo è meglio affidarsi al proprio pediatra e… al buon senso. Se, per esempio, il vostro bambino è intollerante al lattosio non è necessario passare a un latte vegetale, ma basta scegliere un latte delattosato (di solito hanno la sigla HD) che conserva tutte le altre caratteristiche nutrizionali del latte vaccino.

Dott.ssa Maria Anna Tomaselli
Dietista
Tomaselli