Alimentazione corretta 0-3 anni

Uova per bambini… buone e nutrienti a partire dallo svezzamento

Posso dare l’uovo al mio bambino? In che quantità? Quante volte a settimana? Sodo o alla coque?

Posso dare l’uovo al mio bambino? In che quantità? Quante volte a settimana? Sodo o alla coque?

Visto con occhio sospettoso per il suo alto contenuto in colesterolo, l’uovo è diventato negli ultimi tempi un alimento immancabile sulle nostre tavole, per le sue ottime qualità nutrizionali e per il prezzo molto economico. In particolare le uova per bambini sono consigliate fin dai 6 mesi quindi a partire dallo svezzamento.
Con il termine “uovo” si intende solitamente l’uovo di gallina. Il suo peso medio è di 61 g e fornisce 40 Kcal circa. Il suo guscio racchiude l’albume e il tuorlo con principi nutritivi diversi fra di loro.
L’albume, infatti, è una soluzione acquosa formata da proteine (ovoalbumina, conalbumina, ovoglobuline, ovomucina, avidina e lisozima), vitamine del gruppo B (B1, B2, PP, acido pantotenico, Biotina, B12) e sali minerali come sodio, potassio e magnesio.
Non contiene grassi, carboidrati e colesterolo e fornisce pochissime calorie (16 Kcal per uovo).

Il tuorlo, invece, è ricco non solo di proteine, ma anche di grassi (29%), soprattutto trigliceridi come fosfolipidi e lecitine, che donano all’uovo il suo caratteristico potere emulsionante (per esempio nella preparazione della maionese) e acidi grassi monoinsaturi e polinsaturi che hanno effetti benefici sulla nostra salute.
Un uovo contiene mediamente 200 mg di colesterolo, una quantità decisamente alta se si pensa che il fabbisogno giornaliero di un adulto è di 300 mg. Per fortuna le lecitine di cui è ricco l’uovo, favoriscono il trasporto del colesterolo dalle arterie al fegato, potenziando il cosiddetto colesterolo buono (HDL).
Il tuorlo contiene buone quantità di vitamine liposolubili come la vitamina A, D ed E, e rispetto all’albume è più ricco di calcio, ferro e fosforo.
Le uova sono alimenti che non dovrebbero mancare nell’alimentazione del bambino, fin dallo svezzamento. Sono buone per il corpo e per la mente, come conferma un nuovo studio della Washington University di St. Luis (Usa), pubblicato dalla rivista American Journal of Clinical Nutrition. Secondo i ricercatori, i bambini che iniziano a mangiare uova a partire dall’età di 6 mesi presenterebbero nel sangue concentrazioni più alte di colina, acido docosaesaenoico (DHA) e di altre sostanze essenziali per la formazione del cervello durante la prima infanzia.

Su questo prezioso alimento ci sono tante curiosità e molti genitori ci hanno interpellato per chiederci informazioni sulle uova per bambini. Eccone alcune:

Come si fa a capire quando le uova sono fresche?

Esistono tre trucchi che possono stabilire la freschezza delle uova.
Il primo è quello di immergerlo in un bicchiere con acqua salata (10% di sale). Se l’uovo affonda significa che è fresco, mentre se tende a salire sopra significa che è vecchio. Un altro trucco è quello di romperlo in una ciotola e vedere se il tuorlo si mantiene alto, sodo e compatto. Se si rompe e si mescola all’albume significa che l’uovo non è più fresco. Il terzo trucco è quello di osservare l’uovo davanti a una fonte di luce: il tuorlo deve essere ben visibile e ancorato al centro dell’albume anche se si ruota l’uovo.

Si possono dare uova durante lo svezzamento?

Sì, si può iniziare subito con lo svezzamento, quindi a partire dai 6 mesi di età. Sono cadute quelle pregiudiziali per cui si consigliava un inserimento tardivo delle uova, il tuorlo dopo gli 8 mesi e l’albume dopo l’anno. Oggi gli allergologi sostengono, infatti, che il rischio di allergia si riduce se i cibi, anche quelli più allergizzanti come le uova, vengono introdotti durante l’allattamento. Si è visto anche che il problema dell’avidina, l’antinutriente contenuto nell’albume che trattiene la vitamina B1, non si pone se le uova vengono mangiate cotte.

In che modo cucinare l’uovo? Alla coque va bene?

La modalità che sembra sinora più giusta è quella di partire dal tuorlo completamente separato dall’albume (l’unico modo è fare l’uovo sodo). Per quanto riguarda l’uovo alla coque non ci sono problemi, l’importante è che l’uovo sia molto fresco e controllato in quanto non subirà una cottura completa, in alternativa si può provare altre preparazioni come l’uovo strapazzato, in camicia, una frittatina etc.

Quante uova a settimana?

Quante uova a settimana è indicato dare considerando che in molte ricette è presente l’uovo nell’impasto? L’uovo viene spesso utilizzato sia come collante, sia sodo per arricchire paste o sformati di verdura. Va detto però che, volendo, sia nell’uno che, soprattutto, nell’altro caso, si tratta di quantità riducibili, se non addirittura eliminabili. Infatti, un tempo, le uova rappresentavano una sorgente di proteine diversa dai legumi, più a buon mercato e più facilmente reperibile rispetto alla carne, per cui arricchivano soprattutto i piatti della festa. Oggi le possibilità sono cambiate, ma anche le nostre conoscenze sui fabbisogni dell’infanzia, per cui rimane l’indicazione di mangiare 1 uovo alla settimana come secondo, ma nel bambino fino ai 3 anni si può tranquillamente salire anche a 2 uova alla settimana, dato che fino a quell’età il bambino ha bisogno di più grassi in generale e anche di una discreta quantità di fosfolipidi e colesterolo, necessari per una corretta costruzione del sistema nervoso. Dopo i 3 anni non è male scendere ad 1 volta a settimana. Quanto al suo utilizzo nelle altre preparazioni, come sempre tutto dipende dalle quantità usate… se si mette un uovo in mezzo chilo di carne per fare le polpette, delle quali il bambino ne mangerà (forse) una, non è il caso di preoccuparsi della quantità irrisoria di uovo presente nell’impasto di quella singola polpetta; diverso il discorso se si prepara una frittata di pasta o di patate, o una stracciatella. Queste raccomandazioni, nell’ottica di una alimentazione corretta, non valgono esclusivamente per i più piccoli ma anche per tutta la famiglia.

Il parere del Prof. Vania su quante volte a settimana un bambino può mangiare le uova

Un bambino le può mangiare anche 2-3 volte a settimana, tenendo conto, però, che ‘2-3 volte’ non significa sempre ‘2-3 uova’: a 6 mesi di età, infatti, la quantità ideale è di mezzo uovo, l’uovo intero si dovrebbe dare solo dopo i 2 anni, per la ormai ben nota ragione di non eccedere con l’apporto di proteine. Però si può aumentare il numero delle volte, se ci si trova in una situazione in cui è difficile accedere, per condizioni economiche o ambientali, ad altre fonti di proteine ad alto valore come la carne, oppure nella dieta latto-ovo-vegetariana, in cui l’uovo è un elemento da privilegiare.

Prof. Andrea Vania – Pediatra

È meglio comprarle dal contadino o vanno bene le uova del supermercato?

Da un punto di vista nutrizionale le uova di galline allevate all’aperto sono più ricche di grassi, mentre quelle da allevamento hanno un contenuto di Beta-carotene più alto. I livelli di colesterolo, vitamina A e vitamina E, invece, sono equivalenti.
È sempre bene essere sicuri della freschezza del prodotto (cosa che nelle uova da allevamento si può verificare dalla stampigliatura apposta per legge su ciascun uovo, mentre nel caso del contadino bisognerà fidarsi della sua parola).
Ciò che conta davvero dal punto di vista igienico è lavarsi le mani con il sapone tutte le volte che se ne apre o se ne maneggia uno. Infatti il rischio di una eventuale salmonellosi è legato alla possibilità che il guscio sia sporco di escrementi contaminati che quindi possano, attraverso le mani, passare nel cibo ed essere portati alla bocca. Attenzione però a non lavare mai le uova! L’acqua infatti aumenterebbe e faciliterebbe la possibilità di passaggio di eventuali salmonelle presenti sul guscio all’interno dell’uovo, che rappresenta un ottimo terreno di coltura per questi germi. Semmai, dunque, le uova un po’ sporche vanno spazzolate, ma mai lavate.

È vero che l’uovo è poco digeribile per i bambini?

La digeribilità dell’uovo, intesa come tempo di permanenza nello stomaco, è legata molto al modo di cottura. In generale l’albume è più digeribile quando viene cotto, mentre il tuorlo è più digeribile quando viene cotto poco. Per questo l’uovo alla coque o “in camicia” è più digeribile rispetto all’uovo fritto o sodo.

Che rapporto c’è tra uova e sviluppo cerebrale?

“È un rapporto molto forte e diretto, come è noto da tempo. E non solo per le ragioni evidenziate dalla ricerca, ma anche perché le uova hanno un alto contenuto di colesterolo, che per il bambino fino ai 3 anni di vita è un aspetto decisamente positivo, e di fosfolipidi, altrettanto determinanti per la costruzione del sistema nervoso centrale, che si trovano in abbondanza soprattutto nel tuorlo. Detto questo, un altro fattore importante, anzi importantissimo, è la qualità delle proteine delle uova, che è considerata di altissimo livello, seconda solo a quella del latte materno.” Prof. Andrea Vania

Alcune ricette gustose di frittate da cui prendere spunto

Come riconoscere se il bambino è allergico alle uova?

L’allergia alle uova è una delle allergie più comuni in età pediatrica, si può manifestare a qualsiasi età ma è più frequente nei primi due anni. Ciò che scatena la reazione allergica sono diverse proteine presenti nel tuorlo e nell’albume.
Come tutte le forme allergiche le manifestazioni e quindi la sintomatologia possono variare tra i diversi individui, andando da forme molto leggere a gravi forme allergiche fino ad arrivare ad un vero e proprio shock anafilattico.
Fortunatamente la maggior parte dei soggetti non ha forme così gravi di allergia, ma manifesta una sintomatologia più sfumata, questa si manifesta, in genere, nelle prime 2 ore successive all’ingestione di uova o alimenti contenenti uova (spesso nei primi 30 minuti).

Cosa fare in caso di allergia?

Quando viene diagnosticata una allergia alle uova è necessario eliminare totalmente dalla dieta le proteine delle uova, e quindi selezionare attentamente i prodotti da consumare. È importante leggere le etichette e la lista degli ingredienti di tanti prodotti, come biscotti, merendine e altri prodotti da forno, brioche dolci o salate, gelati, creme e pasta all’uovo o ripiena. Evitare anche tutti quei prodotti che in etichetta riportano la dicitura “può contenere tracce di uova”.

Quali alimenti possono sostituire le uova?

Le uova a tavola possono essere sostituite da altri alimenti ricchi di proteine, meglio se legumi, pesce e formaggi freschi. Al supermercato, invece, bisogna indirizzarsi verso quei prodotti che riportano sulla confezione “senza uova”, o leggere con attenzione l’etichetta.
Come sostituire le uova nelle ricette
Ci si può poi sbizzarrire nelle ricette casalinghe, infatti molte preparazioni possono giovare della sostituzione delle uova con altri alimenti; le uova infatti nelle preparazioni hanno un ruolo oltreché di gusto anche di legante o collante.

1 uovo equivale a :

  • ½ banana
  • ½ vasetto di yogurt
  • 2 cucchiaini di amido di mais
  • 50 ml latte vaccino o vegetale

Proverbi e modi di dire sulle uova

  • Meglio un uovo oggi che una gallina domani.
  • Rompere le uova nel paniere.
  • Cercare il pelo nell’uovo.
  • Trovare la gallina dalle uova d’oro.
  • La prima gallina che canta ha fatto l’uovo.
  • È come l’uovo di Colombo
  • È come bere un uovo.

È nato prima l’uovo o la gallina?
Senza risposta.

Alessandra Piedimonte nutrizione pediatrica

Dott.ssa Alessandra Piedimonte Medico Chirurgo specialista in Scienze dell'Alimentazione e Master di II° livello in Pediatria

Anna Maria Tomaselli, nutrizionista

Dott.ssa Maria Anna Tomaselli Dietista

Con la supervisione di:

Pediatra Margherita Caroli ECOG SIO OMS

Dott.ssa Margherita Caroli (past president ECOG)

Prof. Andrea Vania - Alimentazione bambini

Prof. Andrea Vania (presidente ECOG; consiglio direttivo SIO)

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