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Alimentazione a scuola: consigli ai genitori per la mensa scolastica

Alimentazione a scuola

Questo mese nelle scuole di tutta Italia comincerà il servizio della mensa scolastica. Negli ultimi vent’anni il ruolo della mensa è profondamente cambiato, assumendo compiti e obiettivi importanti per la salute presente e futura dei piccoli utenti. Non ha più l’unico scopo di fornire un pasto nutrizionalmente equilibrato e completo, perfetto dal punto di vista igienico-sanitario, ma si veste del nobile fine di prevenire l’obesità e tutte quelle patologie cronico-degenerative, come il diabete, l’osteoporosi, le malattie del cuore o l’ipertensione, causate da un eccesso di peso e da una scorretta alimentazione.

Oggi, quindi, alla mensa scolastica, a quel riunirsi tutti ad un tavolo nella pausa tra le lezioni della mattina e quelle del pomeriggio, viene affidato questo importante dovere: promuovere la salute. Nell’introduzione delle Linee guida per la ristorazione scolastica del ministero della salute viene ricordato che tra i diritti dell’infanzia, pronunciati dall’Onu nel 1989, c’è il diritto ad avere “un’alimentazione sana e adeguata al raggiungimento del massimo della salute”. Diritto ribadito nei programmi e nelle strategie di prevenzione dell’obesità dell’Oms e del ministero della Salute a livello mondiale. Far rispettare questo prezioso diritto è, ovviamente, compito di tutti.

Come si legge nelle Linee guida, gli attori protagonisti che possono e devono favorire l’acquisizione di corrette abitudini alimentari attraverso la ristorazione scolastica sono:

  • ente committente (Comune o scuola paritaria);
  • gestore del servizio di ristorazione;
  • Azienda sanitaria locale;
  • utenti (bambini e loro familiari);
  • istituzioni scolastiche.

Cosa è cambiato rispetto al passato? Il peso della responsabilità di ciascun attore. Il bambino non va solo sfamato, ma educato. Nel menù proposto ci saranno sicuramente alimenti poco conosciuti o poco graditi dai bambini, come verdura e legumi. Per superare l’iniziale rifiuto del bambino è importante che insegnanti, addetti al servizio e genitori collaborino insieme, spingendoli, in un ambiente positivo e gioioso, all’imitazione dei compagni che invece gradiscono la pietanza.

Affinché tutto ciò accada è importante che l’inserviente porga il piatto con un sorriso e lo serva con calma, e che la maestra consumi lo stesso pasto con gusto, elogiando le proprietà sensoriali e nutrizionali del piatto, dicendo, per esempio, “quanto è buono! “, “oggi ci sono le lenticchie, il mio piatto preferito” oppure” che bello, c’è il pesce! Lo sapete che è ricco di fosforo e fa diventare più intelligenti? ”. Un atteggiamento negativo può creare molti problemi e cattive conseguenze, danneggiando non solo il servizio ma anche e soprattutto i bambini.

E i genitori? Anche loro hanno un importante compito in questo processo di educazione e di promozione della salute. E cioè continuarlo a casa. Ecco come:

  1. preparare anche a cena una porzione di verdura e di frutta. L’Oms consiglia ben 5 porzioni di frutta e verdura al giorno, quindi consumarne solo 1-2 porzioni a scuola non basta;
  2. non dare per spuntino di metà mattina alimenti troppo ricchi di calorie come panini imbottiti, merendine o biscotti farciti. Un frutto, uno yogurt o un pacchetto di cracker può essere sufficiente per “spezzare” la fame e apprezzare il pranzo. Non dimenticate che l’appetito è il miglior condimento;
  3. se l’insegnante vi riferisce che il vostro bambino non ha mangiato nulla a mensa, non accompagnatelo al primo bar vicino alla scuola per comprargli il suo gelato o le sue patatine preferite (l’ho visto realmente fare!), ma a casa fate una merenda leggera e anticipate la cena preparando quello che si è rifiutato a scuola o un pasto simile. Solo così potete essere sicuri di aver dato al vostro bambino tutti i nutrienti importanti per la sua crescita e per il suo stato di salute;
  4. se ci sono problemi con il menù elaborato dalla Asl o con la ditta che prepara i pasti non parlatene davanti ai bambini. Creare malcontento o un’aria di guerra può portare altri danni e a pagarne le conseguenze saranno solo i bambini.

Buon anno scolastico a tutti.

Dott.ssa Maria Anna Tomaselli
Dietista
Tomaselli