L'impegno di Coop Equipe Medica
×

E se l’adolescente sceglie di mangiare vegetariano?

vegetariano

Il vegetarianismo, termine che fu coniato nel 1847 in Inghilterra, presenta molte diverse sfaccettature che variano dalle diete nelle quali vi è comunque un apporto di proteine animali attraverso i prodotti derivati quali latte, formaggi e uova a quelle che includono soltanto prodotti e dunque proteine vegetali.

Una classificazione molto minuziosa dei diversi tipi i dieta vegetariana fu fatta nel 1990  da J.S. Ruud, ma è stata ciò nonostante ulteriormente ampliata, per cui oggi possiamo identificare i gruppi che seguono:

 

 

 

 

 

  • semi-vegetariani che mangiano in modo preponderante prodotti vegetali con alcuni gruppi di prodotti animali; una loro variante sono i
  • pesco-vegetariani che consumano solo vegetali e pesce
  • latto-ovo-vegetariani che associano ai vegetali latte e derivati e uova (è la forma più diffusa)
  • latto-vegetariani che associano ai vegetali solo latte e derivati
  • ovo-vegetariani che al contrario escludono latte e derivati ma assumono uova e derivati
  • vegani che escludono dalla dieta qualunque prodotto di origine animale, anche solo derivato; anche qui ci sono varianti, come le seguenti tre:
  • crudisti che consumano solo i vegetali che possono essere consumati crudi, o al massimo cotti a basse temperature
  • macrobiotici che utilizzano solo alimenti vegetali non trattati e non raffinati, prevalentemente granaglie e legumi (in alcune varianti di questa dieta vi è anche una restrizione nell’assunzione di liquidi)
  • fruttariani o fruttivori che consumano esclusivamente frutta cruda o secca, semi, miele ed olii vegetali.

La scelta di un regime dietetico vegetariano però non sempre è sinonimo di scelte corrette e sane (una dieta a base di patatine e Cola sarebbe vegetariana ma certo non è sana!!) né di contro un regime alimentare che espone necessariamente al rischio di gravi carenze nutrizionali, ma come in tutte le cose basta utilizzare un pizzico di attenzione e seguire una dieta vegetariana correttamente pianificata che includa l’utilizzo di integratori ove sia realmente presente una carenza di assunzione di un particolare elemento con la dieta.

Solo le diete vegetariane molto restrittive e quando non vengano accettate supplementazioni espongono al rischio di carenze anche gravi: la vitamina B12 ad esempio si trova solo nei cibi di origine animale; il ferro di origine vegetale, essendo meno biodisponibile di quello contenuto negli alimenti di origine animale, potrebbe non raggiungere le quantità necessarie;il calcio si trova in buone quantità nei cereali, purché non raffinati, oppure negli spinaci, che però contengono anche una grande quantità di ossalati che ne riducono la biodisponibilità e dunque l’assorbimento a livello intestinale.

Spiegati questi concetti di base, che peraltro avevamo avuto modo di delineare anche in un precedente articolo, va ricordata qualche altra cosa in merito all’adolescenza. Questo è un periodo critico della vita, sia dal punto di vista organico che emotivo, nel quale il bisogno di trovare ed accettare una propria identità fisica insieme alla ricerca di una identità comportamentale portano spesso l’adolescente ad andare controcorrente. Il bisogno di pensare oltre il proprio pensiero  seguendo grandi ideali, a quest’età, può avere una grande influenza anche nel determinare le scelte alimentari.

Così, non è infrequente che un adolescente che ha sempre mangiato di tutto diventi all’improvviso vegetariano. Le motivazioni possono essere varie: per distinguersi dai propri genitori,per andare controcorrente, perché prova compassione per gli animali, perché sensibile ai problemi ambientali, per seguire il gruppo di coetanei che frequenta o correnti religiose particolari, ad esempio il buddismo.

Come detto, l’adolescenza è anche un momento di rapido accrescimento, nel quale nelle femmine compare il primo ciclo mestruale. Una dieta latto-ovo-vegetariana correttamente pianificata è del tutto indicata anche in questo periodo della vita, anzi può perfino apportare dei benefici. Gli adolescenti rivolti al vegetarianismo, infatti, hanno un consumo molto più abbondante di frutta e verdure di stagione rispetto ai loro coetanei onnivori, e, cosa ancor più salutare, un più basso contenuto di fuori pasto, sia dolci che salati. Questo ha sicure ricadute positive sulla salute, tanto è vero che gli adolescenti vegetariani presentano una minore incidenza di obesità e sovrappeso e livelli più bassi di colesterolo. Nelle adolescenti vegetariane, poi, la prima mestruazione tende a comparire più tardi, forse perché hanno meno tessuto adiposo rispetto alle loro coetanee, ma una corretta dieta vegetariana favorisce comunque una crescita regolare.

Va anche ricordato che ci sono molte indicazioni in letteratura medica che una dieta vegetariana sarebbe preventiva nei confronti del diabete “alimentare”, delle malattie cardiovascolari e di alcune forme di tumore (ad esempio il carcinoma del colon per l’alto contenuto di fibre e il basso contenuto di grassi).

Dove iniziano allora i problemi? Va fatta particolare attenzione all’adolescente che d’improvviso sceglie una dieta vegetariana, soprattutto se fin da subito è particolarmente restrittiva: tale scelta repentina può infatti camuffare un disturbo del comportamento alimentare più o meno grave e in stadio più o meno avanzato. È certo, infatti, che le diete vegetariane sono molto diffuse tra gli adolescenti dove preesiste un disturbo della condotta alimentare.

Per evitare carenze alimentari dettate dal fai da te e da notizie false diffuse da internet (che è ormai diventata la Bibbia, soprattutto dell’adolescente) occorrerebbe dunque sostenere il/la giovane nella sua scelta alimentare, ed educarlo/la ad una dieta ben pianificata e corretta che lo metta al riparo dal rischio di carenze nutrizionali. Ciò che è importante è avere piena consapevolezza che unire vegetarianismo e corretta alimentazione non è affatto impossibile: la storia ci insegna che centinaia di generazioni per scelta o per necessità sono sopravvissute con una dieta vegetariana, e, a ben guardare, cos’è l’antica dieta mediterranea se non una dieta vegetariana, magari nelle sue varianti con latte e uova, o con pesce, o con pollame?


Dott.ssa Assunta Martina Caiazzo
Medico Specialista in Scienza dell’Alimentazione
caiazzo