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Energy drink ai bambini? Meglio una spremuta

Un bambino beve una limonata

Offrireste mai una tazzina di caffè a vostro figlio di 6 anni? Spero di no! Eppure ho visto tirare fuori dalle borse frigo sotto l’ombrellone piccole lattine brillanti per dare un po’ di “energia” al bambino che, forse, farà un po’ di attività fisica sulla sabbia o in acqua. Si chiamano, appunto, energy drink queste bevande che vanno tanto di moda e sono amate dai giovanissimi che, si sa, adorano le bollicine e il gusto dolce. Ma possiamo stare davvero tranquilli nel consumare queste bevande per rinfrescarci e ricaricarci un po’? Per rispondere conosciamo più da vicino gli energy drink.

Le origini. Anche se gli energy drink sono diventati famosi negli anni ’90, hanno una lunga storia che comincia nei primi anni del Novecento, quando un chimico inglese, William Owen, volle creare una ricetta per dare energia durante l’influenza o gli stati febbrili in genere. La sua bevanda rimase in commercio come farmaco fino al 1983. Successivamente fu proposta come bevanda commerciale energizzante e sportiva.

Che cosa contengono. In realtà le bevande energetiche che sono in commercio oggi non vanno confusi con i cosiddetti sport drink che contengono zucchero e sali minerali. Gli energy drink, oltre ad una quantità di zuccheri semplici (più di 10 g in 100 ml con un apporto calorico di 110 kcal per lattina), contengono sostanze stimolanti come caffeina, taurina, vitamine del gruppo B, glucuronolattone, sostanze vegetali eccitanti come guaranà e ginseng e, ovviamente, coloranti per dare alla bevanda il suo inconfondibile colore rosa fosforescente.

Gli effetti sull’organismo. Una lattina di energy drink contiene una quantità di caffeina equivalente o superiore a quella di una tazzina di caffè e 4-5 volte maggiore rispetto alle bevande a base di cola. Per questo non dovrebbe essere consumata nell’arco della giornata insieme a caffè, the o con lattine di cola. Un eccesso di caffeina, infatti, potrebbe aumentare la pressione arteriosa e la frequenza cardiaca e interferire con l’assorbimento del calcio (per approfondire invito a leggere l’articolo sulle bevande gasate presente sul sito). Inoltre se si eccede con la caffeina prima di fare sport si potrebbe causare una intensa disidratazione dovuta all’attività diuretica della caffeina stessa.

Palpitazioni, pressione alta e calo delle temperatura. La taurina è un aminoacido importante per l’attività muscolare solo dopo un intenso e prolungato sforzo fisico. Ne viene vantato l’effetto rigenerante e disintossicante sull’apparato muscolare. Anche il glucuronolattone sembrerebbe essere un potente disintossicante. La taurina tuttavia può provocare pressione alta, palpitazioni, calo della temperatura corporea e diarrea.

All’estero divieti e limitazioni. Per tutti questi effetti, la Norvegia e la Danimarca non hanno autorizzato la vendita degli energy drink, la Francia li ha classificati come medicinali e in Inghilterra vengono venduti liberamente, ma sono sconsigliati ai minori, alle donne in gravidanza e alle persone con patologie cardiache. E in Italia? Il Ministero della Sanità è intervenuto sugli energy drink con la circolare n.5 del 1998 in cui si stabilisce di specificare solo l’alto tenore di caffeina.

Meglio una spremuta. Sarà per questa scarsa informazione che quella mamma sotto l’ombrellone ha dissetato il suo bimbo con un energy drink? Non potrebbe essere più semplice, salutare e conveniente offrire e bere acqua fresca, magari con succo di limone? Siamo così tanto preoccupati di reintegrare subito i sali minerali persi con un po’ di sudore sotto il sole e non ci preoccupiamo degli effetti nocivi o collaterali che potrebbero avere quelle bevande gassate e coloratissime sul nostro organismo e su quello dei nostri figli. Meglio una spremuta, una limonata, un frutto, un the freddo preparato con poco zucchero per far recuperare l’energia (speriamo sia tanta!) che i nostri bambini consumeranno nelle lunghe e calde giornate d’estate.

Dott.ssa Maria Anna Tomaselli
Dietista
Tomaselli