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Frutta, verdura e legumi: così i bambini ne andranno matti

Una bambina cuoca con verdure

È sempre la stessa storia: quando si parla di frutta, verdura e legumi si elencano i loro benefici, si insiste sull’importanza del loro consumo e ci si sofferma sul loro scarso utilizzo. Anche il medico, per risultare più convincente, è costretto a ricorrere alle formule suggerite dall’Organizzazione mondiale della sanità, che raccomanda “cinque porzioni al giorno tra frutta e verdura”. Mai nessuno, però, sottolinea la bontà e i tanti e magnifici gusti di questi ingredienti.

Come abbiamo fatto ad arrivare a questo punto? Che ne è stato della nostra cultura gastronomica di solo una generazione fa? Tante persone seguono i programmi Tv dedicati alla cucina, ma in essi gli unici elementi in evidenza sono l’emotività e la competitività dei concorrenti su uno sfondo di frutta e verdura, che potrebbe anche essere sostituito da un paesaggio fiorito senza che nessuno se ne accorga.

Cosa è successo? Proviamo a dare qualche risposta:

  1. Il ritmo di vita all’interno delle famiglie non è più lo stesso. Non si fa la spesa tutti i giorni, a volte anche solo una volta a settimana, per cui è difficile farsi catturare dalla vista di magnifiche verze profumate o di coloratissime zucche. La conservazione in frigo e l’aumento dei prezzi ha tolto il piacere del fresco e ha svilito la creatività delle cuoche.
  2. Gli esperti che si avvicendano in Tv ci confondono le idee. Quali le quantità giuste, l’uso, meglio prima, dopo  o lontano dai pasti? Sono tutti maestri di allievi indifferenti e confusi, ormai incapaci di decidere.
  3. Le tradizioni alimentari familiari si sono perse. Il racconto dei nonni dei piatti poveri di qualche decina di anni fa non interessa più a nessuno e certo finirà con loro.

È vero, frutta, verdura e legumi fanno bene e dovrebbero essere la base indiscussa della nostra alimentazione, perché oltre alle fibre contengono molto di più. Alle fibre, infatti, pensiamo solo come materiale inerte, che aumenta il volume delle feci ripulendo l’intestino, e di cui, quindi, magari con un po’ di sforzo, si può fare anche a meno. In realtà questa è la funzione prevalente della parte insolubile delle fibre, ma vi è in esse una parte solubile che entra proprio nel meccanismo della digestione, interagisce con gli ormoni e modifica il metabolismo. E non solo: costituisce un buon substrato per la colonizzazione da parte della flora fermentativa intestinale permanente e fornisce micronutrienti essenziali.

E che dire del sapore? Nulla in natura è più vario, duttile, originale, versatile di frutta e verdura. È su questa associazione con sapori molto più monotoni come carne, pasta e pesce che si gioca tutta la buona cucina e si sono sviluppate le differenze regionali o nazionali.

Come rendere frutta, verdura e legumi graditi ai bambini? Semplicemente utilizzandoli quotidianamente per insaporire, decorare, variare tutti i piatti che prepariamo e soprattutto insistendo sul “Che buono!” e mai sul “Fanno tanto bene!”. Qualcuno ha mai usato questa espressione parlando della cioccolata?

In che quantità usarle ogni giorno? Nei bambini tra i 3 ai 13 anni si consigliano circa 250 g. di frutta al giorno (pari a 3 mandarini oppure 1 mela o 1 pera) 150 g. di verdura (sono 6 pomodorini) e 50 g. di legumi variamente assunti anche in rapporto all’eventuale associazione con cereali integrali e frutta secca.

Si tratta, in fondo, di piccole quantità che, se ben distribuite nella giornata e durante la settimana, fanno da supporto a una buona alimentazione, senza risultare forzate e obbligatorie, ma decisamente migliorandone il gusto e la varietà.

Frutta e verdura colorano la nostra vita alimentare, la arricchiscono, la variano ogni giorno, la insaporiscono, la trasformano, la personalizzano… Fanno anche bene? Non me ne ero accorta.

Dott.ssa Marina Cammisa
Pediatra
marina cammisa