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Grassi idrogenati, colesterolo cattivo e trigliceridi

Bambino patatine hamburger (grassi idrogenati)

Non molto tempo fa un adolescente mi ha chiesto: “In televisione in diversi programmi sulla salute dicono di stare attenti alle merendine e ai biscotti perché contengono i grassi idrogenati e i conservanti, ma che cosa sono i grassi idrogenati?”

Ottima domanda, in effetti tutti sappiamo che fanno male, ma quanti di noi genitori saprebbero rispondere a tale domanda postaci dai nostri figli? E allora cerchiamo di saperne qualcosa in più. 

Tutti noi sappiamo che ci sono tre grandi categorie di macronutrienti che compongono gli alimenti: i carboidrati, le proteine e i grassi. Inoltre sappiamo che un alimento è in genere composto da una quantità diversa di ogni macronutriente.

Sappiamo oramai a perfezione che i grassi possono essere divisi in due grandi categorie: i grassi saturi (quelli ad esempio della carne, burro, strutto, ecc. che sono i più dannosi e che si ritrovano in forma solida a temperatura ambiente) e quelli insaturi (come ad esempio quelli dell’olio d’oliva, che si ritrovano in forma liquida a temperatura ambiente).

Benissimo… ora aggiungiamo un piccolo elemento di conoscenza: i grassi idrogenati sono dei grassi insaturi, che vengono trattati chimicamente in modo da renderli solidi o semisolidi e quindi più adeguati all’utilizzo nell’industria dolciaria. Il processo chimico a cui vanno incontro si chiama IDROGENAZIONE.

Negli anni scorsi, ai grassi idrogenati si preferiva l’uso di grassi saturi animali (burro, strutto, lardo); oggi, invece, questi grassi sono stati quasi completamente scalzati dai grassi idrogenati. La scusa è quella della “buona alimentazione” che deve mirare a ridurre la quantità di grassi saturi consumati, ma in realtà dietro questa scusa spesso i celano  ragioni economiche (minor costo), di stabilità organolettica (il sapore rimane più palatabile, cioè più buono) e di maggiore conservabilità.

È così che questi grassi si ritrovano in tantissimi prodotti come merendine, snack, biscotti, gelati, budini, cioccolatini,  patatine, dadi da brodo, salatini e tanti altri.

La realtà è che i grassi idrogenati fanno male alla salute tanto quanto l’eccesso di grassi saturi, e forse anche di più. L’EFSA, l’autorità europea che controlla la sicurezza alimentare, già nel 2004 affermava la necessità di ridurre il consumo dei grassi idrogenati, che oltre ad aumentare i livelli di colesterolo cattivo e quindi il rischio di malattie cardiovascolari, vanno anche a ridurre i valori del colesterolo buono (HDL) e aumentano i livelli di trigliceridi, cosa che i grassi saturi non fanno.

Attualmente, la situazione è di molto migliorata con un netto decremento dell’utilizzo e quindi del consumo di tali grassi, un po’ per una maggiore attenzione ad opera delle industrie alimentari, un po’ per una maggiore consapevolezza del consumatore.

La nostra difesa quindi è come sempre quella di scegliere i prodotti dopo aver ben guardato e studiato l’etichetta ed è quindi importante insegnare ai nostri bambini a fare altrettanto, sia per creare il consumatore consapevole del domani che per soddisfare e contemporaneamente stimolare la loro innata curiosità, che forse noi a tratti abbiamo perduto e che invece è fondamentale per l’evolversi del mondo.

Dott.ssa Alessandra Piedimonte
Medico Chirurgo esperta in Nutrizione Pediatrica
Alessandra Piedimonte