L'impegno di Coop Equipe Medica
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I “mammatrucchi”

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Tutti abbiamo sperimentato che per passare con i bambini dei momenti sereni dobbiamo assecondare i loro giochi preferiti. Il papà che rincorre la palla, che si rotola in terra, che guarda con lui  il suo cartone animato, che sfoglia la sua collezione di figurine, o la mamma che rilancia la palla, che canta canzoncine famose, che  si improvvisa ballerina e gioca a fare la signora con le bambole, sono situazioni ricorrenti  quando si hanno dei figli.

Il gioco è lo strumento di apprendimento più adatto ai bambini ed è attraverso il gioco che imparano a muoversi, a conoscere gli ambienti e le cose, che acquistano maggiore sicurezza in se stessi e negli adulti che si prendono cura di loro.

Perché, allora, non sfruttare il gioco per educare i bambini  ad una sana alimentazione in cui, oltre a rispettare delle porzioni adeguate, imparino ad assaggiare un po’ di tutto? Difficilmente pensiamo a sfruttare questo metodo, un po’ per mancanza di tempo, ma forse soprattutto  perché  non riteniamo di dovere educare i nostri figli a mangiar bene.  Eppure insegnare la buona alimentazione è fondamentale per lo sviluppo di un buono stato di salute che poi rimane nel tempo.

Che fare? Usiamo i “mamma trucchi“: stimolano la curiosità alimentare, aumentano il piacere di stare a tavola ed aiutano a rispettare le porzioni adeguate ad ognuno.

  • Apparecchiare insieme. E’ un modo per giocare con i bambini al momento del pasto e soprattutto per allontanarli dalle  loro occupazioni precedenti come giocare a palla o alla play station,  fare i compiti o guardare la televisione. Così i bambini hanno il tempo di capire che sta per cominciare un momento diverso dal precedente e che è ugualmente importante, inoltre li responsabilizza nella collaborazione familiare.
  • Indovinare gli ingredienti. E’ un modo per interessare i bambini a  quello che stiamo mangiando, devono essere coinvolti tutti i commensali  fino a proclamare il “gran gourmet” della giornata.  Sarebbe bene che durante la preparazione dello stesso piatto, ogni volta, si cambiasse un ingrediente o un aroma in modo da ripetere il gioco più volte,  anche con lo stesso piatto. Così si gioca, si fa  conversazione, ci si concentra su quello che si sta facendo  e nello stesso tempo si impara a riconoscere i diversi sapori.
  • Aggiungere verdure al primo piatto. E’ un modo per ridurre la quantità di pasta che il bambino mangia, se dovesse essere sovrappeso, mantenendo lo stesso volume della porzione. Inoltre aiuta i bambini che hanno difficoltà a mangiare le verdure come contorno ad imparare ad apprezzarle, perché con la pasta “tutto migliora!”.
  • Preparare piatti unici. E’ un modo per venire incontro alle esigenze dei bambini disappetenti che con molta difficoltà riuscirebbero a mangiare un primo ed un secondo. Un unico piatto completo  aiuta i bambini ad assumere i vari nutrienti,  rasserena i  genitori ed impedisce che il pasto si trasformi in un braccio di ferro.
  • Preparare un menù per la settimana. Questo impegno da assolvere insieme ai bambini, li rende partecipi del fatto che ogni giorno dobbiamo mangiare delle cose diverse e che per questo ogni giorno potremo accontentare solo alcuni componenti della famiglia. Il menù, affisso in cucina, permetterà a noi di risparmiare tempo nell’organizzazione dell’alimentazione quotidiana e a loro di non avere sorprese spiacevoli a pranzo, nella certezza che il giorno dopo andrà meglio  o che il secondo,  accuratamente scelto in precedenza, li consolerà di un primo meno gradito o viceversa.
  • Invitare qualche amico a pranzo. Questo è importante sia per i bambini disappetenti che per quelli particolarmente voraci perché confrontarsi con altri li aiuta a trovare un loro equilibrio e una curiosità alimentare che a volte manca.
  •  Cucinare insieme.  Questo condividere la preparazione di un piatto permette loro di migliorare la  manualità attraverso un gioco che però risulta essere utile  per la famiglia intera e che li renderà benevoli nei confronti del giudizio finale.

Certamente questi sono solo alcuni spunti di riflessione, conto molto sulla fantasia ed intelligenza dei genitori per inventare situazioni piacevoli ed adeguate, nello spirito di chi sa che il pranzo è un momento di convivialità particolarmente prezioso sia per mantenere un rapporto sereno in  famiglia che  per regalare salute ai propri figli attraverso una educazione alimentare corretta.


Dott.ssa Marina Cammisa
Pediatra
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