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La felicità sta davvero nelle bollicine?

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Quasi tutte le pubblicità vogliono convincerci che l’oggetto pubblicizzato, se posseduto, ci rende felici.

La felicità, certo, è uno stato d’animo che, in una società consumistica come la nostra, può anche nascere dal “possedere” qualcosa alla moda. Ciò è ovviamente un po’ triste e amaro , perché vorrei insegnare ai miei figli, a dispetto di quello che ci dicono i mass media, che la felicità va ben oltre l’oggetto posseduto.

Quest’opera di convincimento naturalmente viene applicata anche ai prodotti alimentari. Dai biscotti per una  prima colazione felice in famiglia, alla pasta da preparare ridendo e scherzando con gli amici, alla bibita gassata da bere da soli in camera per poi ritrovarsi, come per magia, a ballare in compagnia.

Ma è davvero possibile che bere bollicine ci renda più felici? Guardiamo queste bevande più da vicino e scopriamo se mettendole a tavola serviamo felicità o altro.

Aranciate e bevande a tipo “cola” fanno parte dei cosiddetti soft drink, cioè bevande analcoliche zuccherate. Negli ultimi anni il loro consumo è molto aumentato e, anche se i mass media nel pubblicizzarli si rivolgono a teenager soli e annoiati, queste bevande sono molto gradite dai bambini. Le loro bottiglie, infatti, sono le prime ad essere svuotate nelle feste di compleanno.

Ma  cosa contengono queste bevande e quali sono gli effetti che possono provocare se consumati in maniera eccessiva?

L’aranciata è una bevanda a base di acqua, zucchero e succo d’arancia (per legge non deve essere inferiore al 12%) con aggiunta di anidride carbonica. È una bevanda dolcissima, basti pensare che una lattina di 330 cl  contiene più di 3 cucchiai di zucchero (10 grammi ogni 100 ml) fornendo 125 kcal. Aspetto negativo delle aranciate non è solo il loro basso contenuto di succo d’arancia e il loro alto contenuto in zucchero e di calorie, ma è anche la presenza di un particolare additivo alimentare, il benzoato di sodio, spesso riportato con la sigla E211 e che in presenza di acido ascorbico può formare tracce di benzene che sembra essere cancerogeno.

Le bevande tipo cola sono bibite analcoliche con un aroma particolare, dato originariamente dalla noce di cola e sostituito oggi da aromi artificiali. Anche queste bibite sono estremamente ricche in zucchero  (10,5 g. ogni 100 ml), con aggiunta di anidride carbonica, coloranti, agenti conservanti e caffeina, che come sappiamo è una sostanza stimolante del sistema nervoso.

Recenti studi hanno dimostrato un effetto negativo di questo tipo di bevande sulla densità ossea di adulti e bambini. Ciò è dovuto all’acido ortofosforico aggiunto come correttore di acidità (E338) e che è in grado di prelevare il calcio presente nelle ossa per mantenere inalterato il pH del sangue. Inoltre è stato visto che l’uso eccessivo di bibite tipo cola provoca ipopotassemia, cioè una riduzione di potassio nel sangue che causa astenia, debolezza muscolare e alterazioni cardiache.

Anche se questi effetti negativi e pericolosi sono stati notati in soggetti che bevevano più di due litri al giorno di queste bevande, rimangono buoni motivi per non consumarle né tutti i giorni né in grandi quantità: questo sia per proteggere i denti dalla carie provocata dalla loro acidità e ricchezza in zucchero, sia per prevenire il sovrappeso e il diabete perché troppo ricche in calorie e zuccheri semplici. Inoltre queste bibite, date le alte quantità di zucchero che contengono, non sono per niente dissetanti e consumate prima dei pasti possono aumentare la glicemia dando un senso di sazietà che può allontanare i nostri bambini dal consumere un pasto completo e più nutriente.

Quindi non è proprio vero che togliendo il tappo ad una bottiglia di queste bibite “stappiamo la felicità” o la mettiamo a tavola. Felicità è per una mamma riunirsi a tavola con i suoi cari e mangiare cibi sani e nutrienti che aiutano a stare bene, tutti i giorni.


BIBLIOGRAFIA

Dott.ssa Maria Anna Tomaselli
Dietista
Tomaselli