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Panettone, pandoro, torrone: sono arrivate le feste!

panettone

Natale è tra pochi giorni, ma già da settimane sulla nostra tavola sono comparsi i tipici dolci natalizi come il panettone, il pandoro e i torroni. Hanno cominciato a farci gola molto tempo prima del 25 Dicembre e continueranno a tentarci anche a feste concluse, quando venduti a prezzo stracciato non potremmo fare a meno di approfittare e non perderci queste ghiottonerie.

Qual è la loro storia?

Cosa contengono esattamente?

Possiamo consumarli tranquillamente fino a Gennaio inoltrato?

Come si fa a non cadere nella tentazione di mangiarli tutti i giorni?

 

Il panettone è il “pan del Toni”, un giovane servo che salvò il disperato cuoco di Ludovico il Moro quando aveva carbonizzato il dolce del pranzo di Natale. Con farina, zucchero, burro, uvetta e canditi Toni aveva creato un pane dolce e soffice entusiasmando tutti i nobili commensali. La ricetta non è cambiata molto, ma grazie alle grandi industrie dolciarie da tipico dolce artigianale milanese si è diffuso in tutta Italia e oltre come prodotto commerciale natalizio. Gli ingredienti sono farina, zucchero, uova, burro, latte, uva sultanina, bucce di cedro e arancia candite, lievito naturale. La qualità del panettone è data ovviamente dalla qualità e freschezza delle sue materie prime. Nei panettoni industriali spesso il burro viene sostituito da oli e grassi vegetali e aromi non naturali. Un decreto legislativo del 2005 stabilisce che il panettone non deve contenere meno del 16% di burro, non meno del 20% di uvetta e canditi, e per la sue lievitazione deve essere utilizzato esclusivamente lievito naturale costituito da pasta acida. Negli ultimi anni l’industria ha prodotto molte varianti di panettone, come per esempio il panettone senza canditi, glassato, ripieno di crema o cioccolato, ricoperti di mandorle e zucchero. In questi tipi di prodotto però sono stati aggiunti ulteriori zuccheri, grassi vegetali, lecitine, conservanti rispetto alla ricetta tradizionale, abbassandone la qualità nutrizionale.

Il colore oro del pandoro (pane d’oro) è dovuto al gran numero di uova nell’impasto. Le origini del pandoro sono incerte, forse è il “Pan de oro” servito a Natale dai Dogi veneziani nel Cinquecento, forse è un antico dolce veronese o, forse, deriva da un dolce che veniva preparato nella casa reale degli Asburgo e che veniva chiamato “Pan di Vienna”. Rispetto al panettone contiene più burro, non meno del 20%, e uova, con l’aggiunta di vaniglia o vanillina. Anche per il pandoro esistono molte varianti”moderne” che lo vedono ricoperto di cioccolato o ripieno di creme.

Il torrone è un dolce tipico del Piemonte e della Sardegna. Sembra che il primo torrone sia stato servito al banchetto di nozze tra Francesco Sforza e Bianca Maria Visconti. La forma di quel dolce riprendeva quella del campanile del Duomo di Cremona che all’epoca era chiamato” Torrione”. Il torrone classico si ottiene impastando miele, zucchero, albume d’uovo e mandorle tostate. Il torrone può essere duro e croccante o morbido (viene cotto per meno tempo), ricoperto di cioccolato, o con nocciole, pistacchi e altri tipi di frutta secca al posto delle mandorle.

Basta leggere l’elenco degli ingredienti di questi tipici dolci natalizi per capire che si tratta di alimenti particolarmente ricchi di zuccheri e grassi e quindi molto calorici. 100 grammi di panettone forniscono 333 kcal con una percentuale di grassi di 10,7%. Il pandoro è più grasso e in 100 grammi ci sono quasi 20 grammi di grassi con un apporto in calorie di 410. Il torrone dà circa 480 calorie con una percentuale di grassi del 27%. Dobbiamo dunque consumarli con moderazione e non farli diventare una “dolce” abitudine quotidiana di questo periodo. Ecco alcuni consigli per passare delle belle feste senza attentare alla salute di tutta la famiglia.

  • Natale è una festa da trascorrere in compagnia di parenti e amici. Offriamo questi dolci solo quando abbiamo invitati, in modo da servire piccole porzioni.
  • Meglio ancora, non serviamone in mezzo alla tavola, ma chiediamo chi ne voglia. Sembra nulla, ma dire “vado a tagliare il panettone, chi ne vuole?” contribuisce ad un suo consumo moderato.
  • Panettone e pandoro hanno un basso potere saziante, consumiamoli sempre con una bevanda calda come un the o una tisana.
  • È meglio consumare una fetta di panettone o pandoro a colazione. Avremo così più probabilità di bruciare le calorie in eccesso con le varie attività della giornata.
  • Non scegliete mai panettoni, pandori e torroni con ricette “rivisitate” dalle industrie dolciarie. Sono sicuramente più calorici e grassi. Inoltre la presenza di grassi e oli vegetali non specificati al posto del burro o del burro di cacao abbassano la qualità nutrizionale di questi dolci.
  • Se ne avete ricevuto in regalo molte confezioni, non teneteli in casa tentando voi e i vostri bambini. Potete donarli a comunità residenziali o parrocchiali entrando così nello spirito natalizio.

Mangiare dolci a Natale non è mai stato un peccato né pericoloso. Godetevi le feste gustando una fetta di un buon panettone. Se non si esagererà a tavola di questo Natale ci resteranno tanti ricordi d’amore e amicizia e pochi rimorsi. Buon Natale a tutti.

 

Dott.ssa Maria Anna Tomaselli
Dietista
Tomaselli