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Uno tanto, l’altro niente: due figli completamente diversi

Uno tanto, l’altro niente: due figli completamente diversi

In alcune famiglie, ne conosco molte, ci sono figli completamente diversi tra loro. Opposti sia di aspetto che di carattere.
Uno introverso, troppo sensibile, diligente a scuola e sempre educato. L’altro estroverso, a volte sfacciato o strafottente, allegro e sempre in compagnia di amici.
Uno di buona forchetta, non lascia mai nulla nel piatto, anzi spesso chiede il bis. Dà sempre tanta soddisfazione a tavola! L’altro invece non riesce neppure a stare seduto, sembra che pensi a tutt’altro e si dimentica di mangiare. È davvero una disperazione! Per questo figlio ci si è rivolti spesso al pediatra per avere farmaci-integratori che gli stimolassero l’appetito.
Un figlio è un po’ pigro, preferisce stare a casa, fare i compiti e guardare la TV o giocare con i videogiochi. L’altro sembra una trottola, non sta mai fermo e gli piace incontrare gli amici fuori casa o in palestra.
Un figlio è obeso.
L’altro è magro come un chiodo.
I figli non sono fatti con lo stesso stampo. Ognuno di loro ha ereditato un bagaglio genetico irripetibile dai genitori rendendolo unico e speciale. Nella loro diversità i figli hanno bisogno delle stesse attenzioni, dello stesso amore.
Invece può succedere che un figlio ci dia più pensieri, catturi più la nostra attenzione. E a preoccupare non è quasi mai il figlio “mangione”, ma il figlio-acciuga, quello che non mangia niente, ma proprio niente.
Si è convinti che il figlio in sovrappeso sta bene, perché mangiando molto assicura al suo organismo tutto ciò di cui ha bisogno, mentre l’altro non si capisce come sta in piedi.
In realtà, da un punto di vista medico, la magrezza fisiologica non è un fattore di rischio per nessuna patologia, mentre il peso in eccesso è associato a molti disturbi cardiovascolari, all’ipertensione, a dislipidemie, diabete e alcuni tipi di tumore.
Chi dei due, dunque, ha bisogno di maggiore attenzione?
Chi dei due, forse, ce la sta chiedendo facendoci contenti a tavola?
Il pensiero è sempre rivolto a chi mangia poco, conducendo i genitori al primo pericoloso compromesso: “gli faccio mangiare ciò che vuole, purché mangi”. Questo “purché mangi” si tramuta in un’alimentazione assai monotona, composta praticamente da un solo tipo di alimento che può essere pasta in bianco o merendine. Questo tipo di dieta è pericolosa tanto quanto quella abbondante e ricca dell’altro figlio.
È molto importante, invece, capire che avere un’alimentazione varia e equilibrata è una regola che vale per tutti, magri o no. Il figlio magro quindi deve imparare a mangiare tutto, e non a mangiare e basta. Mentre al figlio in sovrappeso va insegnato a ridurre le porzioni e a muoversi di più.
Bisogna cambiare priorità e trasformare quel “purchè mangi” in “ anche se oggi a pranzo non ha mangiato il minestrone, continuerò a prepararlo perché è importante che impari a mangiarlo”.
Si tratta sicuramente di una strada impegnativa e faticosa, ma se l’obiettivo è la salute dei nostri figli si troverà la forza per percorrerla.

Armatevi quindi di tempo e pazienza e:

  • Smettete di assecondare il figlio magro e di corrergli dietro con il piatto per imboccarlo. Ponete attenzione invece alle porzioni dell’altro che non devono essere grandi quanto quello per un adulto per farvi sentire felici e tranquilli.
  • Smettete di comprare merendine o altri fuori pasto per il figlio magro, perché quasi certamente saranno fatte fuori dall’altro. Consumate, invece, più frutta e verdura, assicurerete così preziose sostanze e nutrienti a tutti, riducendo le calorie in eccesso al figlio in sovrappeso.
  • Preparate lo stesso tipo di piatto per tutta la famiglia, senza alternative. E anche se il figlio magro non mangia, non fatevene un cruccio. Per un giorno è meglio saltare un pasto che continuare ad avere una dieta squilibrata e pericolosa.

Infine, ricordatevi che i vostri figli sono e resteranno diversi per tutta la vita, con una costituzione fisica ereditata che non si può modificare. Ciò che invece si può cambiare e si deve migliorare è la qualità della loro alimentazione per garantire a loro un futuro più salutare possibile, perché come dice Kahlil Gibran nel “Il Profeta”: Voi siete gli archi dai quali i vostri figli, viventi frecce, sono scoccati innanzi. Giacchè la vita non indietreggia, né s’attarda sul passato.


Dott.ssa Maria Anna Tomaselli
Dietista
Dott.ssa Maria Anna Tomaselli