Alimentazione corretta 0-3 anni

Quanto latte devo dare al mio bambino? E durante lo svezzamento?

La quantità di latte da dare al bambino durante e subito dopo lo svezzamento è uno dei dubbi e delle domande che i genitori rivolgono più spesso al pediatra.

Quanto latte devo dare al mio bambino? E durante lo svezzamento?

Il latte è il primissimo alimento con cui viene a contatto il bambino e costituisce la sua unica fonte di nutrimento auspicabilmente fino al 6° mese di vita, che sia il buon latte di mamma o, nei rari casi in cui non sia possibile allattare al seno, quello artificiale, adeguatamente studiato per assicurare una formula che riproduca il più possibile fedelmente il latte materno.
Nella realtà pratica però il latte continua ad avere la sua importanza anche dopo i 6 mesi, ossia durante lo svezzamento:

  • durante l’introduzione dell’alimentazione complementare, proprio come complemento agli altri alimenti via via introdotti
  • dopo i 12 mesi, età in cui il bambino mangia oramai tutto ma la cui alimentazione dovrebbe prevedere almeno 1-2 porzioni di latticini freschi o yogurt al giorno, come indicato dalla ormai nota e indispensabile Piramide Alimentare
  • nell’età evolutiva e nell’adolescenza, ricordiamo infatti che il picco di massa ossea si ottiene fino a circa i 25 anni di età per cui fino a quel momento è indispensabile garantire una buona mineralizzazione dell’osso che consentirà di mantenerlo il più sano possibile anche nell’età adulta e avanzata.
  • nell’età adulta e avanzata, per garantire quell’apporto di minerali che possa aiutare a rallentare il lento e inevitabile deterioramento dello scheletro.

Le basi di una corretta salute dell’osso si pongono però come sempre nell’infanzia e come dicevo fino a circa 25 anni; il picco osseo che si ottiene a questa età è dovuto a diversi fattori:

  • genetici e ambientali
  • grado di attività fisica
  • alimentazione (calcio e vitamina D)
  • ormoni sessuali

Assodato quindi che il consumo di latte è importante in tutte le fasce d’età bisogna considerare che quello che cambia nell’arco della vita è il suo fabbisogno.
La domanda “ma quanto latte devo dare al mio bambino?” è un dilemma davvero importante per ogni genitore e per questo motivo abbiamo scelto di riunire qui le varie domande e i dubbi più comuni sull’argomento, illustrati in ordine di età crescente.

Latte artificiale: attenzione alle dosi

Domanda: Allatto mia figlia di 3 mesi con il latte artificiale di tipo 1 in polvere: ne dovrebbe mangiare 120/150 ml con 4/5 misurini e invece ne mangia 60/70 ml (qualche volta anche 90) dei 120 ml preparati con 3 misurini. Ne ho parlato con la pediatra, che mi ha consigliato di non preoccuparmi se la bambina è tranquilla. È vero che la bimba è tranquillissima e mangia ogni tre ore, però a me sembra comunque che mangi molto poco. Mi saprebbe dire se è normale? In caso contrario mi potrebbe dare qualche consiglio?

Risposta (Dott. Mordenti): Attenzione: la prima cosa che ho notato nella sua lettera è che lei non rispetta la corretta preparazione del latte. Ricordi che la giusta diluizione è un misurino di polvere ogni 30 grammi di acqua e quindi non capisco perché lei ne usi solo 3 in 120 ml di acqua. In questo modo la concentrazione di nutrienti è inferiore a quella giusta e quindi la piccola compensa con un numero maggiore di poppate la ridotta densità energetica di ciascuna. Si ricordi, infine, che ogni bambino ha i suoi ritmi e, se questi restano nell’ambito di una ampia normalità, non c’è nessun motivo per “obbligarli” a seguirne altri.

Che fare se il neonato mangia poco?

Domanda: Buonasera, sono il papà di una bimba di quattro mesi e mezzo allattata artificialmente praticamente sin da subito. Passato un breve iniziale periodo, in cui mangiava tranquillamente, abbiamo iniziato una fase con reflusso, trattata farmacologicamente e che attualmente sembra essere quasi del tutto regredita. Ora non prende alcun farmaco. Allo stato attuale abbiamo però difficoltà a farla mangiare. Da un paio di mesi dei circa 170 ml che dovrebbe prendere su 5 poppate (con le dovute tolleranze ci mancherebbe) a malapena si arriva a toccare i 100. Giorno per giorno la situazione peggiora e siamo quasi arrivati a un totale rifiuto. Cerchiamo di forzarla il meno possibile. Solo quando sta praticamente dormendo mangia più tranquillamente. La crescita è ovviamente rallentata e negli ultimi due mesi ha toccato si e no i 500 grammi mensili. Il pediatra di base vuole iniziare subito uno svezzamento, proponendoci vitamina B per stimolare l’appetito. La nostra principale paura è che, al di la del fatto che mangi pochissimo, possa sviluppare un cattivo rapporto con il cibo e tutto ciò che ne deriva. Cerchiamo di farla stare in un ambiente quanto più rilassato e calmo, ma nulla sembra servire a sbloccare questa situazione. Come possiamo risolvere la situazione?

Risposta (Dott.ssa Piedimonte): Il consiglio del pediatra sullo svezzamento “precoce” potrebbe essere legato al problema del reflusso, in effetti alcuni bambini con tale problema trovano giovamento da un’alimentazione più “solida”. Vero è che lei riferisce che la bambina ha superato questa fase per cui forse tutta questa necessità non c’è, di questo magari ne riparli con il suo pediatra.
Se il problema è che la bimba prende poco latte a poppata, dobbiamo però anche ricordare che i bambini fino ai due anni si autoregolano, per cui se non ci sono dati oggettivi che ci fanno supporre che non stia crescendo in maniera adeguata (scarsa crescita, pianto frequente, sonnolenza estrema, …) in generale sarebbe bene conformarsi alle sue necessità e volontà, di certo però non facendola mangiare mentre dorme, questa sarebbe una forzatura e in qualche modo andrebbe a deregolare il suo ritmo di appetito. Ricordiamoci che ogni bambino è vivo e unico, non è un oggetto con su scritto “mangia ogni 4 ore, X quantità di latte”.

Troppo latte, troppa crescita.

Domanda: Il mio bimbo di 10 mesi (81 cm, 12,9 kg) beve il latte artificiale dalla nascita ma ne beve troppo e non so come fare. La notte si sveglia 2 volte per il latte e se non glielo do piange come un pazzo. Ho provato a dargli dell’acqua o della camomilla ma niente, si continua a svegliare. Poi durante il pisolino della mattina ne beve ancora (210 ml) e a pranzo mangia pochissimo. Anche durante il riposino pomeridiano beve 150ml di latte (diluito). Poi cena alle 19:30 e alle 21:30 di nuovo il latte della nanna (210 ml). Come posso togliergli almeno il latte della notte dato che cresce troppo?

Risposta (Dott.ssa Cammisa): In effetti il bambino “cresce troppo”, ma, oltre questo, deve preoccuparci il fatto che il bambino prende oltre 1 litro di latte al giorno. Questa elevata assunzione lo sazia, per cui non solo non fa i suoi 2 pasti solidi quotidiani, ma corre anche il rischio maggiore che gli viene dal proporgli una educazione alimentare sbagliata, che sarà poi difficile correggere.
Il consiglio è di mantenere i due pasti principali di latte, cioè colazione e merenda, e iniziare a diluire gli altri biberon: se usa formule liquide, inizi con 3/4 di latte e 1/4 di acqua oligominerale, per poi passare a diluizioni via via maggiori; se invece usa formule in polvere, inizi diluendo la polvere in ragione di un misurino ogni 40 ml di acqua, per poi aumentare a 50, 60 e così via.
In questo modo pur mantenendo il vezzo del biberon, soprattutto per addormentarsi, il bimbo comincerà ad avere più fame e ad affezionarsi ad altri alimenti. Tale processo potrebbe non essere affatto facile, ma per ottenere il risultato auspicato non bisogna demordere.
Si potrebbe, infine, provare a sostituire il rito dell’assunzione del latte per l’addormentamento con nuove cerimonie meno mangerecce, come cantare una ninna nanna, leggere una favola, abbassare le luci e ascoltare della musica o qualunque altra cosa che pensa possa fare piacere al bambino.

Quanto latte è necessario a 11 mesi?

Domanda: Mio figlio di 11 mesi adesso beve pochissimo latte adesso: la mattina solo 180 ml e la sera 30ml, mentre prima ne beveva 330 ml la mattina e 180 ml la sera. È normale?

Risposta (Dott. Mordenti): Solitamente a 11 mesi lo svezzamento è avanzato e prevede 2 pasti completi (pranzo e cena) e una quantità di latte di circa 500ml come avveniva giustamente per suo figlio fino a pochi giorni fa. Questa quantità ovviamente è modulabile in termini di fabbisogno in funzione dei quantitativi di derivati del latte inseriti nella dieta (ad esempio formaggino, parmigiano, etc…).
I motivi del cambiamento dell’assunzione di latte da parte del bambino possono essere vari, ma in realtà è forse più importante capire come gestire tale cambiamento. Si potrebbe, ad esempio, inserire uno spuntino, ad esempio a base di yogurt, nel pomeriggio, 3-4 ore prima della cena. Questo oltre a rappresentare una valida alternativa come merenda potrebbe disporre il bimbo in modo più positivo verso il latte in generale.

Cattiva digestione: la causa potrebbero essere porzioni eccessive

Domanda: Ho notato che ultimamente mio figlio di 12 mesi non digerisce e vomita la pappa della sera al formaggio. La pediatra mi ha consigliato di provare a non mettere formaggio grattugiato per una o due sere per vedere come va. Sono preoccupata perché ho paura che non assuma abbastanza calcio, la mattina se si sveglia molto presto prende ancora il mio latte e per il resto prende il latte di proseguimento, ma non termina mai il biberon, ne lascia sempre 30 o 50 grammi. Il pomeriggio mangia o yogurt o frutta; la sera alle 23 prima prendeva un altro biberon di latte, ma da qualche giorno alla sola vista gli vengono i conati di cosa devo fare?

Risposta (Dott.ssa Cammisa): Man mano che i bambini crescono, cambiano le loro abitudini alimentari ed i loro gusti. Escluderei che nel caso di suo figlio si possa trattare di una intolleranza alle proteine del latte perché il vomito dovrebbe manifestarsi anche in altre ore della giornata, e soprattutto con l’introduzione del latte.
Ad 1 anno il bisogno di calorie si riduce rispetto ai primi mesi e pertanto il bambino può già fare solo quattro pasti come gli adulti. In particolare la colazione e la merenda a base di latte o yogurt (non sostituisca quest’ultimo con la frutta, se vuole può solo integrarlo con essa) e due pasti con alimenti diversi che, non necessariamente, debbano prevedere, alla sera, l’aggiunta di formaggi.
Il biberon di latte prima di dormire, evidentemente, non è più necessario, per cui le consiglierei di non insistere.
Infine due biberon al giorno (o/e lo yogurt), a cui si aggiunge anche un po’ del suo latte, sono adeguati per coprire gran parte del fabbisogno di calcio.
Per ciò che riguarda gli alimenti che non sembrano graditi a suo figlio, li sospenda per tre o quattro giorni e poi li riproponga in un clima più sereno e distaccato.
Se il piccolo sta crescendo, e questo lo verifica attraverso la sua curva di crescita, e non intervengono fatti nuovi che richiedono ulteriori controlli clinici, non esiste motivo di essere in ansia.

Latte della sera: ritrovare le giuste proporzioni

Domanda: Il mio bambino di 2 anni la sera prima di dormire beve minimo 350 ml di latte parzialmente scremato con 6-8 biscotti ma molte persone mi hanno consigliato di diminuire le quantità perché sono eccessive… Cosa devo fare? A cena mangia normalmente e beve un po’ di latte al mattino (si sveglia tardi e se beve molto latte poi non mangia a pranzo) e a volte a merenda.

Risposta (Dott.ssa Cammisa): Molti bambini utilizzano la sera il biberon, per rilassarsi prima di addormentarsi, tale rito ricorda l’allattamento materno e permette al bambino di staccarsi serenamente dalla veglia. Vero è che bisogna fare alcune considerazioni:

  • la quantità dei biscotti nel latte è decisamente eccessiva ed elevando l’osmolarità del latte induce sete e un notevole sovraccarico renale; in buona sostanza, non sono affatto necessari, costituendo perlopiù un notevole eccesso calorico che, col tempo, non può non influire sul peso del bambino. Togliendo, quindi, un biscotto a settimana si eviteranno i problemi di un cambio troppo drastico del sapore del latte.
  • anche la quantità di latte è eccessiva e tra l’altro non più indispensabile a questa età. E’ bene iniziare a ridurre le quantità, nell’arco di 2-4 settimane, fino a 250-200 ml. Arrivati a questo punto, sarebbe il caso, sempre per favorire la perdita dell’abitudine, di iniziare a diluire il latte, magari sostituendo 20-30 ml di latte con acqua ogni 4-7 giorni, finché non sarà il bambino stesso a non desiderarlo più.
  • A questo punto il bambino inizierà probabilmente a volere un po’ più di latte al mattino e a merenda, infatti probabilmente attualmente il bambino non ha molta voglia di mangiare al risveglio poiché assume già oltre metà del suo fabbisogno sia calorico che proteico col solo pasto di latte pre-sonno!
  • In latte pre-sonno non è da demonizzare in assoluto, può infatti essere mantenuto soprattutto se rientra nelle abitudini conviviali di tutta la famiglia (un po’ di latte tutti insieme e poi tutti a nanna), come sempre però la quantità è importante, per cui una tazzina da caffè può essere più che sufficiente a 2 anni. Tale discorso non è invece accettabile qualora il piccolo sia sovrappeso; in questo caso è bene invece che la famiglia si adegui alle sue esigenze eliminando tale abitudine.

Latte e biscotti la sera? Una cattiva abitudine

Domanda: Il mio bimbo di 30 mesi sta benissimo, mangia 200 gr di latte e biscotti prima di andare a letto alla sera (ci va un po’ tardi, verso le 23) e a colazione ne mangia 230 gr con 6 biscotti tipo Plasmon. Pesa 12,8 kg, è alto 88 cm, il mio pediatra però mi consiglia di eliminare il latte della sera perché potrebbe avere un problema di assorbimento intestinale. Voi che ne dite?

Risposta (Dott.ssa Caiazzo): In effetti le 23 sono un orario non proprio consono per un bambino di 30 mesi per cui sarebbe importante iniziare ad abituarlo progressivamente ad andare a dormire un po’ prima.
In ogni caso, qualunque sia l’ora a cui va a letto, non si può che essere d’accordo con il consiglio del suo pediatra, riguardo all’evitare questa abitudine di prendere latte e biscotti prima di andare a letto, anche considerate le quantità che ne assume: una tazza di latte con 6 biscotti. Probabilmente per il suo bambino questa è ormai un’abitudine acquisita e ben consolidata, perciò è probabile che non sarà così semplice disabituarlo… un piccolo trucchetto per farlo è di intervenire in modo graduale, ad esempio togliendo 1 biscotto alla volta e contemporaneamente allungando il latte con acqua (potrebbe partire da 20 g di acqua su 200 e poi aumentare di 20 in 20, magari facendo trascorrere 5-7 giorni da una modifica all’altra). Di solito, arrivati ad un certo grado di diluizione e dopo aver tolto tutti i biscotti, è il bambino stesso ad abbandonare tale abitudine.
Sull’ipotesi di problema di assorbimento intestinale, posso pensare che il suo pediatra si riferisca ad un deficit di lattasi, ma poiché non mi dice molto in merito, non posso essere più specifica nella risposta.
Mi permetto però di darle un ulteriore consiglio: se Luca prende anche il latte del mattino con 6 biscotti, li riduca prima possibile a un paio, 3 al massimo, perché 6 sono veramente troppi!

Allattamento durante l’introduzione dell’alimentazione complementare

In questa sezione della più ampia discussione su “Di quanto latte necessita il mio bambino?” abbiamo voluto riunire le domande poste da voi genitori sull’allattamento nei primissimi mesi di introduzione dell’alimentazione complementare, indicativamente il 6° mese di vita del bambino.
Varie sono le perplessità di ogni genitore riguardo questo delicato periodo poiché si capisce che per il bambino stesso è un momento assolutamente rivoluzionario che sancisce il passaggio da un’alimentazione praticamente liquida ad una non solo parzialmente solida, ma anche completa di alimentai fino a quel momento del tutto ignoti all’organismo del bambino.

Quanto latte durante lo svezzamento?

Domanda: La mia bambina ha 5 mesi e mezzo e abbiamo iniziato lo svezzamento da due settimane, introducendo l’omogeneizzato di frutta e per pranzo la crema di riso o mais tapioca. Vorrei un consiglio sulle dosi di latte artificiale da mantenere. La bimba pesa 7 kg, per 66 cm.

Risposta (Dott. Mordenti): Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), ma anche secondo la maggior parte delle opinioni nutrizionali qualificate, 5 mesi sono un po’ pochi per introdurre l’alimentazione complementare: se ciò è vero per i bimbi allattati al seno, lo è ancor più per chi assume un latte artificiale, soprattutto per il rischio di eccesso di proteine. Per cui il consiglio è di attendere ancora almeno una quindicina di giorni prima di inserire la carne. Via libera, invece, all’introduzione delle verdure.

Compiuti i 6 mesi, la prima pappa dovrebbe essere così strutturata:

  • cereali, anche con glutine (creme multicereali, semolino) +
  • carne, tutti i tipi (meglio all’inizio liofilizzato o omogeneizzato industriale: 1/2 dose) +
  • verdure (“bio”) +
  • olio extravergine di oliva +
  • frutta (omogeneizzato industriale senza zucchero o frutta fresca “bio” grattugiata).

Dopo 1 mese circa dall’inizio si inserisce la pappa anche a cena (o viceversa se si è partiti con la prima pappa a cena).
Per rispondere quindi alla domanda, in fase iniziale dello svezzamento si prevedono 4-5 pasti, di cui uno rappresentato dalla pappa e 3-4 dal latte artificiale (come nel suo caso), in quantità variabili da 160 a 220 ml di latte a pasto (in totale, quindi, circa 700 ml).
Si possono utilizzare latti di partenza (tipo 1) fino ai 6 mesi e di proseguimento (tipo 2) fino all’anno; tuttavia, di nuovo, le vedute nutrizionali più moderne consigliano di mantenere il tipo 1 più a lungo possibile, anche fino all’anno di vita, sempre per il problema di contenere l’apporto di proteine

Svezzamento: cosa fare se il bambino non vuole più il latte?

Domanda: La mia bimba di 7 mesi è sempre stata allattata artificialmente. Da 2 mesi abbiamo iniziato lo svezzamento con pappe a pranzo ed a cena, che la bambina gradisce. L’unico problema è che da un mese non vuole più il latte. Alla vista del biberon piange disperata. Ho provato a cambiare biberon, tettarella, latte, biscotti, farine varie, tazza, cucchiaino, ma non c’è niente da fare. Con il cucchiaino dopo un po’ si stufa. Cosa le posso dare in sostituzione del latte? Per ora a colazione e a merenda le do lo yogurt adatto alla sua età o la frutta. La mia pediatra dice che è presto per lo yogurt…

Risposta (Dott.ssa Cammisa): Sono numerosi i cambiamenti che i bambini subiscono senza che noi riusciamo a darcene una ragione. Soprattutto al momento del divezzamento, in cui si modificano i sapori e la consistenza del cibo, possono insorgere delle situazioni apparentemente inspiegabili, come il rifiuto del tanto amato biberon.
Una delle situazioni più frequenti è quella legata ad atteggiamenti che involontariamente abbiamo assunto, come ad esempio forzare il bambino a terminare tutto il latte del biberon.
Ad ogni buon conto, è bene cercare di dare alla bimba il latte con il cucchiaino, facendole fare colazione insieme ai genitori, a tavola, e, soprattutto, senza insistere e mostrare il dispiacere per il rifiuto. Più in là si potrebbe riprovare con il biberon. Sono certa che l’esempio di una prima colazione insieme la distrarrà, facendola riaffezionare più rapidamente al latte.
Considerando le scarse quantità di latte che la bambina assume, è consigliabile l’utilizzo di un latte adattato che è arricchito in ferro.
Inoltre consiglierei di controllare che le porzioni degli alimenti offerti ai pasti non siano eccessive, per cui giustamente la piccola non riesce a gradire il latte perché già troppo piena. Se non si otterranno risultati con il latte, si può continuare con lo yogurt, ma che sia yogurt semplice, senza aggiunta di frutta o zucchero. La frutta non è un sostitutivo del latte.

Svezzamento: va bene come spuntino lo yogurt al posto del latte?

Domanda: Mia figlia di 7 mesi rifiuta il biberon, quindi, anche se la sto svezzando, a metà mattina (verso le 10) prende ancora il mio latte come spuntino (poi pranza alle 13). Dato che vorrei tornare a lavorare di mattina, lasciandola a mio marito potrei darle lo yogurt nello spuntino della mattina, al posto del mio latte?

Risposta (Dott.ssa Cammisa): Nella nostra società quasi sempre il lavoro condiziona i tempi dell’allattamento, per cui è difficile prolungarlo. Consiglio di continuare a provare con il biberon, magari dopo un periodo di allontanamento dello stesso per poi ricominciare senza eccessiva insistenza, come fosse un gioco, ma soprattutto facendo usare il biberon ad un’altra persona che non sia lei.
Come seconda possibilità potrebbe provare a somministrare il latte alla sua bambina con un cucchiaino, o con un bicchiere dato che, prima o poi dovrà passare esclusivamente al latte adattato e quindi il problema si amplificherà.
Potrebbe inoltre anche provare a sciogliere un biscottino nel latte: badi che faccio fatica a darle questo consiglio perché non credo sia necessario in un’alimentazione corretta, però l’aggiunta del biscotto al latte lo potrebbe rendere più gradito alla bambina.
Infine, è ottima la soluzione dello yogurt: lo yogurt infatti è un alimento digeribile, ma ad alto contenuto proteico, per cui un vasetto da 125 ml sostituisce una poppata da 250 ml; è bene che venga consumato intero, bianco o alla frutta, ottimo come spuntino di mezza mattina o di pomeriggio, e, nel caso il piccolo non accetti il latte, anche a colazione.

Alessandra Piedimonte nutrizione pediatrica

Dott.ssa Alessandra Piedimonte Medico Chirurgo specialista in Scienze dell'Alimentazione e Master di II° livello in Pediatria

Con la supervisione di:

Pediatra Margherita Caroli ECOG SIO OMS

Dott.ssa Margherita Caroli Pediatra (past president ECOG, ex consiglio direttivo SIO)

Prof. Andrea Vania - Alimentazione bambini

Prof. Andrea Vania Pediatra (past president ECOG; consiglio direttivo SIO)

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