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Attualità

Abbronzatura che passione

Abbronzatura che passione

Ogni anno, a giugno, con la chiusura di scuole e asili si scatena la passione per l’abbronzatura, sia essa in montagna, mare o campagna. Il sole è una meravigliosa fonte di vita e salute. È indispensabile per tutti gli essere viventi, sia piante, animali e uomini, ma può anche, allo stesso tempo, diventare dannoso per tutti.

Il sole è fonte di salute perché:

  • favorisce la produzione di vitamina D attiva, che è indispensabile per ossa e sistema immunitario (basterebbero 20 minuti di esposizione al giorno, anche di inverno, di mani, braccia, e volto per garantirne la giusta dose)
  • regola i nostri bioritmi guidandoci attraverso il sonno e la veglia
  • migliora l’umore

Quindi il sole è importantissimo per noi, ma è ormai acclarato che alcuni suoi raggi, gli ultravioletti (A, B e C), possono causare problemi alla cute, soprattutto nei soggetti con pelle e occhi chiari e capelli biondi, e che possono favorire la carcinogenesi, cioè la formazione di tumori della pelle in età adulta, soprattutto in quei soggetti che fin dall’infanzia abbiano avuto scottature della pelle o si siano esposti in modo incontrollato ed eccessivo.

Questa consapevolezza, tanto più che oggi sappiamo che il buco dell’ozono ha favorito il passaggio dei raggi UV, deve imporci delle semplici e automatiche regole da applicare a bambini e adulti:

  1. non esporre al sole diretto i piccoli al di sotto dei 6 mesi
  2. non esporli nelle ore in cui c’è una maggiore concentrazione di raggi UV (dalle 11 alle 16)
  3. durante queste ore rimanere all’ombra con indosso degli indumenti, anche leggeri come una maglietta bianca.
  4. ricordarsi che le radiazioni UV passano anche nelle giornate nuvolose e penetrano nell’acqua fino a 60 cm oltre il livello del mare
  5. usare delle creme solari a schermo fisico come l’ossido di zinco con protezione medio-alta che schermano dai raggi UV, senza però illuderci che proteggano nelle ore più critiche
  6. riapplicare la crema ogni 2 ore o meno se si fa il bagno.
  7. ricordarsi però che i bambini non devono essere “intonacati” con le creme antisolari, perché la moderazione è importante anche per permettere ai bambini la metabolizzazione della vitamina D.

Molte delle raccomandazioni decadrebbero se i piccoli fossero portati al mare nelle prime ore della mattina o nel tardo pomeriggio. Soprattutto non perdendo di vista il fatto che la prolungata esposizione al sole può creare anche una forte stanchezza e una perdita di liquidi che alcuni tra i più piccoli tollerano male mostrando irrequietezza, a volte pianto o difficoltà ad addormentarsi. Quindi una regola da seguire con i bambini  è quella di saper leggere le loro reazioni e la loro “tollerabilità al mare” o comunque all’esposizione al sole.

Altra questione riguarda la comparsa di dermatite legata ad una sudorazione elevata tipica dei più piccoli eccessivamente coperti nelle giornate più calde e che l’esposizione al sole peggiora sensibilmente per un’azione diretta di vasodilatazione.

Un bambino rilassato può anche solo gradire una bella passeggiata nelle ore meno calde della giornata e lasciare volentieri ai grandi la mania della tintarella ad ogni costo.

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