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Al mare con i bambini: consigli per una giornata perfetta

Famiglia al mare

Estate, tempo di vacanza in famiglia e di lunghe giornate al mare con i bambini. Indispensabili secchiello e paletta per far divertire i propri figli, ombrellone e una buona crema solare per proteggerli da insolazioni e scottature. Ma quando è meglio andare in spiaggia e fino a che ora è bene rimanere? E l’alimentazione come deve essere? Bisogna continuare a rispettare la regola dei 5 pasti al giorno, con colazione, spuntino di metà mattina, pranzo, merenda e cena? E, poi, la domanda da 100 milioni: quanto tempo bisogna aspettare per fare il bagno dopo aver mangiato? Questo e altro ancora lo abbiamo chiesto alla dottoressa Margherita Caroli, consulente dell’Unione europea, temporary advisor dell’Organizzazione mondiale della sanità, nonché former president dell’ECOG, l’European Childhood Obesity Group.

Dottoressa, partiamo dal risveglio. Come dev’essere la prima colazione per passare una bella giornata al mare?
“Il latte va benissimo come sempre, ma può essere anche sostituito con uno yogurt alla frutta, un frullato o della frutta fresca. Se si vuole dare il latte, che sia freddo o almeno a temperatura ambiente: il latte caldo quando ci sono più di 30° è una tortura. No, invece, e nella maniera più assoluta, a tè e bevande zuccherate”.

A che ora è meglio andare in spiaggia? E una volta arrivati quale dev’essere il primo accorgimento?
“Quanto più piccolo è il bambino, prima si dovrebbe andare in spiaggia in modo da evitare le ore più calde. La prima cosa da fare? Aprire l’ombrellone! Contro gli effetti nocivi dei raggi solari vanno comunque meglio un cappellino e una maglietta bianca, magari da bagnare di tanto in tanto, piuttosto che quelle creme con protezione +50, che sono appropriate soltanto per chi ha la pelle davvero chiara. In estate i bambini devono infatti abbronzarsi, perché solo così possono fare il pieno per l’inverno di vitamina D, che serve a calcificare le ossa ed è coinvolta in moltissimi processi metabolici. Certo, con questo non voglio dire che devono stare sotto il sole alle 2 senza protezione…”.

Soprattutto nei primi giorni alcuni bambini hanno diffidenza verso il mare. Come fargliela superare?
“Come sempre: con l’esempio. Non vanno però forzati: i bambini sono molto sensibili agli sbalzi di temperatura e quindi bisogna farli acclimatare piano piano, per esempio facendoli giocare a riva con la palla”.

Torniamo al cibo. Gli spuntini di metà mattina e del pomeriggio vanno sempre fatti? E che cosa si può dare?
“Certamente vanno fatti, ma non con panini super imbottiti, crackers salati e focacce oleose, che appesantiscono e aumentano la disidratazione. La soluzione migliore è la frutta, dando da bere dell’acqua con un po’ di limone, che la rende più dissetante e permette di recuperare quei sali che si perdono sudando”.

E per un pranzo sotto l’ombrellone?
“Io darei sempre qualcosa di fresco: un’insalata di riso o di pasta, una caprese, un panino con le verdure grigliate o con mozzarella e pomodoro e poi ancora tanta frutta: una bella fetta di anguria, una macedonia di pere e pesche, che è buonissima. Lascerei perdere cotolette, paste al forno e parmigiana, così anche chi di solito sta ai fornelli può riposarsi”.

Se lo chiedono tutti i genitori: ma quanto tempo deve passare dal pasto per fare il bagno?
“Solo in Italia si crede che si debbano aspettare 3 ore, vero è che noi italiani mangiamo troppo ovunque. Comunque, la risposta giusta non c’è perché dipende da quanto si mangia e da quanto è fredda l’acqua del mare. La differenza di temperatura può infatti indurre una vasodilatazione periferica, che associata alla vasodilatazione viscerale dovuta alla digestione, può provocare un abbassamento della pressione arteriosa e quindi il collasso. Ma se si mangia leggero e non ci si butta in acqua di colpo, il bagno si può fare anche subito. Per stare freschi ci si può anche sedere a riva e lasciarsi bagnare delle onde”.

Come dev’essere la cena dopo una giornata a mare?
“In estate i bambini hanno meno fame e quindi non bisogna esagerare. Si può preparare della pasta, del pane e pomodoro, un’insalata con patate e fagiolini. Vanno limitate anche le proteine, che affaticano i reni e il metabolismo, aumentando la temperatura”.

Può capitare che i bambini in estate si prendano la febbre, magari per un colpo d’aria o di calore. Come va trattata?
“Non bisogna coprirli come in inverno, perché altrimenti la febbre non va via. Il bambino con la febbre è come il caffè nella caffettiera: in inverno il caffè si raffredda in 10 minuti, in estate resta caldo per mezz’ora; allo stesso modo, più è alta la temperatura esterna e meno facilmente si abbassa la febbre. I bambini vanno quindi tenuti in un ambiente fresco – certo, non bisogna sparagli addosso il ventilatore o l’aria condizionata –, magari mettendogli i piedini in una bacinella con acqua fredda o bagnandogli la fronte”.

Lo diamo qualche consiglio anche a chi vuole godersi la spiaggia con un bambino di meno di un anno?
“In questo caso la protezione diventa più importante e verso le 12-12.30 – e comunque quando il bambino dà segni di insofferenza – è bene tornare a casa o mettersi all’ombra in una zona ventilata. La testa del bambino va tenuta sempre bagnata. Nelle ore più calde consiglio poi di togliere il pannolino, che potrebbe causare infezioni alla pelle, e di usare mutandine o teli di spugna. Se la mamma allatta deve portarsi tanta acqua in modo da recuperare i liquidi, anche perché con il caldo il bambino tenderà a poppare di più”.

Dott.ssa Margherita Caroli
Pediatra
Margherita Caroli