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Alimentazione in gravidanza e durante l’allattamento

Alimentazione in gravidanza e durante l’allattamento

Meglio il roast beef. No, meglio il pesce e le sogliole su tutto. Via insaccati e verdure crude, ma come la mettiamo con l’aglio? Sull’alimentazione che le donne devono seguire durante la gravidanza, troppo spesso circolano leggende metropolitane e credenze dure da rimuovere. Le stesse che perdurano poi nell’allattamento. Per esempio, è vero che la neomamma deve bere birra affinché produca più latte? Lo chiediamo al professore Andrea Vania, responsabile del Centro di Dietologia e Nutrizione pediatrica dell’Università La Sapienza di Roma e presidente dell’ECOG, l’European Childhood Obesity Group.

Professor Vania, facciamo un po’ di chiarezza? Che cosa va assolutamente evitato e che cosa invece è meglio che sia presente nell’alimentazione durante la gravidanza?
“In realtà ci sono poche cose assolutamente da evitare: i salumi per il rischio di trasmissione di parassitosi, e poi le verdure crude e l’insalata per il rischio di trasmissione di malattie provocate dalle feci animali. A parte questo, è oramai decaduta l’idea che si debbano eliminare alcuni cibi per proteggere il bambino da eventuali allergie, per cui nell’alimentazione durante la gravidanza valgono le regole di sempre. Certo, deve essere ancora più varia, in modo da fornire le giuste quantità di quei micronutrienti come sali e vitamine, che comunque la donna in gravidanza deve in parte integrare seguendo le indicazioni del proprio ginecologo”.

Una delle preoccupazioni delle future mamme è anche mantenersi in forma. Come regolarsi per non prendere chili di troppo e nello stesso tempo assicurare alla gestante e al bambino di domani ciò di cui hanno bisogno?
“L’importante è che non si prenda peso in eccesso. La norma per una gravidanza monofetale è di 9-10 chili in più, che in genere sono distribuiti nel primo e nell’ultimo periodo di gestazione, quando il bambino cresce maggiormente. Non abbiamo però risposte in tasca su quante calorie le gestanti debbano assumere nel corso della giornata. In questo però ci aiutano gli ultimi LARN, cioè i livelli di assunzione raccomandata di energia e nutrienti, che rappresentano per l’Italia la linea guida. I LARN prevedono che la gravidanza abbia un costo energetico totale di 74mila calorie, il che vuol dire che al giorno una gestante normopeso debba assumere 300 calorie aggiuntive rispetto al normale. È però bene che mantenga lo stesso livello di attività fisica che praticava prima della gravidanza. Se invece l’attività fisica diminuisce, come spesso capita, le calorie aggiuntive si riducono a 150. Vale a dire mezzo cornetto o un succo di frutta, non certo un piatto abbondante di pasta…”.

Invece, durante l’allattamento come devono nutrirsi le mamme per stare bene e per produrre un latte di buona qualità?
“Anche sulla questione dell’allattamento bisogna sgomberare tutte quelle storie e storielle in merito a ciò che non bisogna mangiare per evitare di dare al latte un cattivo sapore o di favorire l’insorgenza di allergie, oppure a ciò che bisogna mangiare per produrre più latte. Per esempio, si dice che bere acqua, birra, decotti e tisane serva a produrre più latte. Non è così. Più semplicemente l’allattamento aumenta nella donna il fabbisogno di acqua, tanto che pressoché tutte le mamme, quando attaccano il bambino al seno, hanno lo stimolo di bere. È una questione ormonale, in cui la birra non c’entra nulla, anzi, meno alcool c’è meglio è. Per produrre latte serve serenità e serve mangiare in maniera equilibrata, mentre non aiuta andare subito in palestra per perdere peso”.

A proposito, che consiglia alle mamme che temono di non riuscire a dimagrire?
“Che è proprio grazie all’allattamento che si perde peso, se non succede vuol dire che si sta mangiando troppo. Durante l’allattamento le gestanti dovrebbero assumere 500 calorie aggiuntive al giorno, ma è una media che va modulata secondo quanti chili abbiano preso durante la gravidanza e secondo quanta attività fisica facciano. Capita però che si sfori questo limite e si assumano più calorie del dovuto, anche perché non si percepiscono come cibi tutte quelle tisane e decotti, o peggio ancora il latte o la birra, che spesso le neomamme assumono”.

E per quanto riguarda il sapore del latte? Che cosa non si deve mangiare?
“La scienza ha smontato numerose leggende metropolitane. L’alimento più demonizzato era l’aglio. Si è invece dimostrato che se la mamma ha mangiato aglio durante la gravidanza, il bambino è già abituato al suo sapore e non solo non rifiuta il latte, ma succhia ancora meglio e questo, come si sa, fa aumentare la produzione di latte”.

Un altro dei luoghi comuni è che durante l’allattamento non bisogna bere latte per evitare al bambino allergie e altri disturbi. È così?
“Sono almeno 15 anni che tutte le società scientifiche di allergologia pediatrica sostengono che il latte va tolto solo se il bambino manifesta segni di un’allergia. Non va fatto assolutamente in via preventiva, perché latte e derivati rappresentano la sorgente principale di calcio, che non va eliminata se non compensando con integratori”.

Prof. Andrea Vania
Pediatra
Prof. Andrea Vania