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L’alimentazione prima del concepimento influisce sulla salute del futuro bambino

L’alimentazione prima del concepimento influisce sulla salute del futuro bambino

Mangiare bene fa bene: a se stessi e anche alle future generazioni. Uno studio condotto su un modello animale dai ricercatori del Nutrition Research Institute della University of North Carolina e appena pubblicato da Faseb (la rivista della Federazione delle società americane per la biologia sperimentale), indica come l’alimentazione prima del concepimento sia importante anche per la salute del bambino che verrà. La ricerca dimostra infatti come la dieta seguita ancora prima di restare gravide abbia chimicamente alterato il Dna di topi femmina e come questa alterazione si sia trasmessa alla prole. La scoperta del dottor Mihai Niculescu e dei suoi colleghi potrebbe avere ripercussioni nello studio di malattie dell’uomo come l’obesità, il diabete, i disturbi del sistema immunitario e anche il cancro. “Epigenetica e nutrigenomica stanno dimostrando come l’alimentazione possa alterare il patrimonio genetico con effetti che si trasmettono” commenta il professore Andrea Vania, responsabile del Centro di Dietologia e Nutrizione pediatrica dell’Università La Sapienza di Roma e presidente dell’ECOG, l’European Childhood Obesity Group. “Se si mangia male – continua – si può influire sulla salute di figli, nipoti e bisnipoti”.

Professor Vania, si è sempre data importanza all’alimentazione durante la gravidanza. Secondo la ricerca della University of North Carolina, invece, anche ciò che una donna mangia prima di restare incinta può influire sulla salute del futuro bambino. È così?
“Il discorso è molto complicato, ma altrettanto interessante. Secondo l’epigenetica e la nutrigenomica, due nuove branche della genetica e della scienza dell’alimentazione, la nutrizione è uno degli stimoli esterni, insieme ad altri come l’inquinamento ambientale e l’ambiente sociale, in grado di modificare il patrimonio genetico e di influire sull’espressione genica, ovvero la corrispondenza tra geni e proteine. Lo studio della University of North Carolina suggerisce inoltre che queste modificazioni possano essere trasmesse a un numero, non si sa quanto limitato, di generazioni”.

Per questo diventa importante l’alimentazione prima del concepimento?
“Sì, e non solo da parte della donna, ma anche da parte dell’uomo. Nonostante le difficoltà a trasferire i risultati dal modello animale al modello umano, gli studi di epigenetica e nutrigenomica affermano come una buona alimentazione possa favorire il benessere non solo dell’individuo che la segue, ma anche delle generazioni successive. Mangiare diventa quindi un fatto non solo personale: chi decide di mangiare male dovrebbe pensare anche a figli e nipoti”.

Quale alimentazione devono allora seguire i futuri genitori?
“La regola è quella di sempre: l’alimentazione deve essere equilibrata, varia e moderata. Deve includere tutti i nutrienti, ma questo non vuol dire che debba essere per forza carnivora. Si può anche seguire una dieta vegetariana, o perfino vegana, purché si assumano sali, vitamine e minerali negli apporti adeguati. Ma epigenetica e nutrigenomica danno un’ulteriore indicazione: dal momento che quello che si mangia può modificare l’espressione del genoma durante tutta la vita, equilibrio, varietà e moderazione devono essere i cardini anche dell’alimentazione dei bambini. Molta cautela, quindi, con le pratiche ‘fai-da-te’ nell’alimentazione dei nostri piccoli”.

Un’ultima domanda: ma esistono cibi che possono favorire la fertilità?
“Che io sappia no, più che altro ci sono favole metropolitane. A chi vuole diventare mamma posso semplicemente consigliare di mangiare bene, prestando magari un’attenzione particolare a certi nutrienti, ad esempio all’assunzione di acido folico, una vitamina del gruppo B che si ottiene soprattutto da carne, pesce, uova, legumi e vegetali a foglie verdi. L’acido folico è molto importante non solo durante la gestazione perché aiuta a ridurre i danni neurologici del feto, ma ancora prima di ‘mettere in cantiere’ un figlio”.

Prof. Andrea Vania
Pediatra
Prof. Andrea Vania