L'impegno di Coop Equipe Medica
×

Attualità

Allattamento e svezzamento: le bufale più diffuse

Madre e figlia sorridenti

Il latte che non è buono, la birra che fa latte, alcuni alimenti che non sarebbero indicati durante lo svezzamento e altri che invece sarebbero fondamentali per lo sviluppo del bambino: sono tante le bufale che riguardano l’alimentazione dei bambini nella primissima infanzia. Allattamento e svezzamento, però, sono due fasi estremamente delicate e affidarsi solo alla saggezza popolare o all’enorme quantità di informazioni non controllate che si trovano sul web può essere rischioso per la salute del bambino. “Avere una bacchetta magica o una pietra filosofale che risolva tutti i problemi di alimentazione non è possibile, bisogna solo avere cura e informarsi correttamente, preferibilmente dal proprio pediatra, se no chi ne fa le spese è soltanto il bambino”, avverte la dottoressa Margherita Caroli, consulente dell’Unione europea e temporary advisor dell’Organizzazione mondiale della sanità.

Dottoressa Caroli, quali sono le bufale che ha incontrato più spesso? Ci spiega perché non corrispondono alla realtà?
“Cominciando dall’allattamento materno, quella più frequente riguarda alcune madri che sono convinte che il loro latte non sia adatto al loro figlio. Questo non è possibile: non esiste un latte inadeguato, perché ogni latte è quello giusto per il bambino che lo riceve. Ad esempio le mamme che hanno partorito prematuramente producono un latte diverso da quello delle mamme che hanno partorito al termine della gravidanza. Questo vale anche se la madre è particolarmente debilitata: la natura infatti tende a dare la precedenza alla salute del figlio. Un’altra bufala che si sente spesso raccontare è quella della birra che fa latte. In realtà, la diceria proviene dall’errata associazione di un pediatra tedesco dell’Ottocento che, dopo aver osservato che i figli della media borghesia crescevano meglio e più sani dei bambini più poveri, aveva ipotizzato che avessero ricevuto durante l’allattamento un latte di migliore qualità grazie al consumo di vino, che era una bevanda non economica, e quindi alla quantità di alcol. Siccome il vino ha una gradazione alcolica maggiore di quella della birra, consumata più frequentemente nelle classi meno abbienti, consigliò di bere molta birra per aumentare l’assunzione di alcol. Oggi sappiamo che questa diceria non solo è senza fondamento, anche se molto diffusa, ma che bere alcol durante l’allattamento non è un comportamento che aiuti la salute del piccolo. Spesso si dice anche che le madri in gravidanza devono evitare legumi, erbe aromatiche e spezie, ma che sia solo una bufala è dimostrato dal fatto che in molti Paesi asiatici, come l’India e la Cina, buona parte della dieta è basata proprio su questo genere di alimenti”.

E per quanto riguarda lo svezzamento?
“Che la carne durante lo svezzamento faccia male al bambino, questa è la bufala che ho sentito più spesso. Al contrario, moderate quantità di carne, come anche di pesce, sono necessarie per il corretto sviluppo del bambino. Eliminare completamente i prodotti animali elimina le fonti di vitamina B12, riduce l’assunzione di ferro e, se si elimina il pesce, si riduce moltissimo l’assunzione dell’acido docosaesaenoico o DHA. Tutto ciò potrebbe causare un ritardo nello sviluppo psicomotorio del bambino e, in alcuni casi, portare all’atrofia cerebrale”.

Ma dove nascono queste bufale? Come può essere che non si creda più ai medici e agli specialisti?
“Purtroppo spesso provengono dal web, che permette di scrivere e pubblicare su argomenti medici anche se non si hanno le competenze per farlo, a discapito della salute delle persone. Già nel XII secolo, il medico spagnolo Maimonide de Cordobés raccomandava di tenere lontani dal letto del paziente tutti i ciarlatani, che avrebbero potuto avere delle cattive influenze sul lavoro del medico e causare la morte del paziente. È molto più facile pensare, se un bambino non sta bene, che sia colpa di chissà quale complotto esterno al di sopra di noi. Meno facile è pensare che sia una scarsa preparazione in campo medico ad avere avuto delle conseguenze negative sulla salute del bambino. Per esempio, tutti ora si sentono medici esperti in tutto: ma se decido di costruire una casa senza essere un muratore, un architetto o un ingegnere e la casa crolla, veramente posso pensare a un complotto alle mie spalle per distruggerla oppure il crollo è dovuto al fatto che ho fatto di testa mia senza averne le competenze?”.

Per concludere, qual è la bufala più bizzarra che ha sentito sull’alimentazione dei bambini?
“Quella che dice che il riso provoca stitichezza del bambino, quando invece è una scarsa quantità di frutta e verdura a causarla. Il motivo per cui si dà il riso in corso di diarrea è perché il suo amido viene digerito dalla parte più profonda della mucosa intestinale, che è in grado di agire anche in corso di diarrea. Ma basta un minimo di buon senso per capire che è veramente una bufala! Se questo fosse vero allora almeno un miliardo di orientali sarebbe già morto da tempo per occlusione intestinale…”.

Dott.ssa Margherita Caroli
Pediatra
Margherita Caroli