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Attualità

Bambini a scuola: consigli per la merenda e la mensa scolastica

Bambini a scuola: consigli per la merenda e la mensa scolastica

C’è un “drin” che spesso fa paura a genitori e figli: è il suono della campanella della scuola. E tra preparativi, grembiuli e zainetto, non bisogna dimenticare di dare ai propri bambini “una merenda che copra circa il 7-10% dell’apporto calorico del fabbisogno giornaliero”. È questo il consiglio della dottoressa Margherita Caroli, consulente dell’Unione europea, temporary advisor dell’Organizzazione mondiale della sanità, nonché former president dell’European Childhood Obesity Group. Sempre più spesso, però, a scuola i bambini pranzano anche. Come dovrebbe essere una buona mensa scolastica? “Deve essere variegata e deve offrire, tra l’altro, verdura o ortaggi e un frutto ogni giorno – continua la dottoressa Caroli –. Ed è necessario che le sane abitudini continuino anche a casa, in modo che il bambino si adatti ai nuovi gusti e abbia una corretta educazione alimentare: l’esempio dei genitori è davvero importante in questo caso”.

Dottoressa Caroli, iniziamo con una domanda di cronaca: cosa ne pensa del fatto successo a Roma dove dei genitori, al primo giorno di asilo, hanno visto accogliere i propri figli con del tè marchiato da una nota catena di fast food?
“Penso tutto il male possibile! Le bibite dolcificate nell’alimentazione dei bambini, tè compreso, non sono assolutamente consigliate, ma, anzi, l’uso costante è un fattore di rischio per l’obesità. Infatti è come se i bambini mangiassero, perché un solo bicchiere di bevande contiene circa 20 grammi di zucchero, quindi 80 calorie. Inoltre, la presenza di questa multinazionale all’interno di questa scuola non è stata una cortesia per nessuno, bensì una vera e propria azione di marketing per fidelizzare i consumatori, cioè i bambini, dato che sono stati anche consegnati dei buoni sconto per gli acquisti sui menù a loro dedicati”.

Come disabituare allora i bambini all’utilizzo di queste bevande?
“Non comprandole: occhi non vede, cuore non duole! La maggior parte di queste bevande, inoltre, contiene l’acido ortofosforico, un acido debole in grado di mobilizzare il calcio dalle ossa. In più, in particolare, il tè è un eccitante e dato tutti i giorni diventa un problema”.

Tornando alla scuola e alla merenda, cosa bisognerebbe mettere nello specifico nello zainetto dei bambini?
“Prima di pensare alla merenda a scuola, è necessario fare una buona colazione a casa. Spesso i bambini dicono di non avere fame, ma non è vero, semplicemente sono occupati a fare altro. Un quarto d’ora di sonno in meno non ha mai ucciso nessuno ed è una buona abitudine fare colazione con calma e tutti insieme, anche perché, in questo modo, i bambini hanno l’esempio dei genitori. Latte e biscotti sono l’ideale per una sana colazione. I biscotti si possono sostituire con il pane: buonissimo con il latte! A scuola invece bisogna fornire ai bambini una merenda che copra circa il 7-10% dell’apporto calorico del fabbisogno giornaliero. Questo può essere raggiunto con un frutto, uno yogurt o una fetta di pane e marmellata. Se invece si vuol puntare sul salato, va bene anche pane e pomodoro”.

Quindi le merendine confezionate sono assolutamente da evitare?
“Sono poche le merendine in commercio che rientrano in questi standard. Spesso sono ricche di grassi e zuccheri semplici non idonei per una sana alimentazione. Per i bambini che vanno poi a mensa alle 12.30 è meglio non appesantirli troppo in modo che non lascino il pranzo e affinché acquisiscano una corretta educazione alimentare”.

E a mensa cosa dovrebbero mangiare i bambini?
“Una mensa scolastica che si rispetti deve essere orientata su 4-5 settimane e deve essere variegata. In generale bisognerebbe prevedere, una volta a settimana, pasta e legumi (senza secondo), brodo, pasta e verdure, pasta al sugo. La pasta può essere anche alternata al riso e il tutto deve essere accompagnato da un secondo che preveda pesce una volta a settimana, carne due volte e per il resto formaggi o uova. Tutti i giorni, inoltre, dovrebbero essere serviti della verdura o degli ortaggi e un frutto fresco. Ma è necessario che l’alimentazione della mensa venga integrata con una sana alimentazione a casa. E vorrei anche rassicurare i genitori su una cosa: se il bambino mangia alle 12.30 e torna a casa, per esempio alle 16.30, affamato non è un problema della mensa, ma è un fatto fisiologico, perché dopo più di 3 ore dalla fine del pasto è normale che abbia di nuovo fame”.

A questo proposito, cosa dar da mangiare di pomeriggio?
“Bastano un frutto, yogurt o una fetta di pane e marmellata”.

E come abituare il bambino ai nuovi gusti senza cedere ai capricci?
“Bisogna tenere duro: c’è bisogno di 10-15 assaggi ripetuti in breve tempo affinché il bambino si abitui ai nuovi sapori”.

Dott.ssa Margherita Caroli
Pediatra
Dott.ssa Margherita Caroli