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Bambini al mare: consigli e rimedi per meduse, zecche e alimentazione

Bambino al mare

Palette, secchiello, ombrellone, telo e crema protettiva. È tutto pronto per andare a mare e passare con i bambini una giornata tra una nuotata, un castello di sabbia e, perché no, una partita a racchettoni. Non dimenticate però di preparare un pranzo “di poco peso per contenuto di grassi e calorie”. È questo il consiglio del professor Andrea Vania, responsabile del Centro di Dietologia e Nutrizione pediatrica dell’Università La Sapienza di Roma e past-president dell’ECOG, l’European Childhood Obesity Group. E se la giornata dovesse proseguire fino a sera, quello che serve è anche una merenda veloce, ma gustosa. Nella borsa, poi, non può mancare uno dei tanti prodotti in commercio efficaci in caso di ustioni da medusa.

Professor Vania, qual è il pranzo ideale da portare in spiaggia?
“I pasti migliori da consumare in riva al mare sono le insalate complesse, cioè non le semplici insalate monotipo, ad esempio di sola lattuga. Si possono arricchire con mais e formaggio, pomodoro e mozzarella, uovo, prosciutto cotto o, ancora, tonno. Un primo che si può portare in spiaggia, invece, è l’insalata di pasta. C’è anche, però, chi preferisce mangiare solo frutta, una scelta che va bene purché venga compensata da una cena un po’ più sostanziosa che introduca proteine e grassi. Per la fascia d’età 4-7 anni, poi, va bene pranzare anche solo con un gelato, che contiene sia nutrienti che calorie, proteine, carboidrati… anche grassi, in realtà, ma il loro quantitativo dipende dai tipi e dai gusti scelti. In questo caso, comunque, non bisogna vedere il gelato come un’aggiunta, ma come un alimento completo, e anche molto gradito dai bambini, che può sostituire un pranzo”.

E per lo spuntino di metà mattina e del pomeriggio?
“Le merende ideali sono sicuramente la frutta e i gelati a base di frutta, in particolare i sorbetti, che spesso non contengono neanche il latte. Anche uno yogurt, o un frozen yogurt, rappresentano una buona alternativa perché sono alimenti leggeri, a meno che non li si riempia di condimenti come granella di pistacchio, gocce di cioccolato, uvetta e altro ancora. La frutta, comunque, rimane la scelta migliore, specie quella ricca d’acqua come l’anguria o il melone, che sono fonti di liquidi a basso contenuto calorico. In estate è importante bere e spesso il bambino, impegnato a giocare o a fare il bagno, molto spesso non da ‘ascolto’ alla sua sete”.

Come si può, allora, far bere il proprio figlio?
“Innanzitutto bisogna sottolineare che deve bere solo acqua. Tutte i cosiddetti ‘soft drink’, gassati e non, sono un’aggiunta inutile di zuccheri. Anche se si scelgono le bevande a zero calorie bisogna ricordarsi che sono comunque ricche di dolcificanti artificiali, che hanno dei limiti di assunzione giornalieri. Lo stesso vale per il tè fatto in casa. È difficile non metterci lo zucchero, pochi bambini apprezzerebbero il gusto del tè amaro. Unica alternativa potrebbero essere i centrifugati di verdura e frutta, ma va tenuto conto che si perdono molte proprietà dell’alimento, come e soprattutto le fibre. Proprio per questo non danno senso di sazietà, quando in realtà sostituiscono, a livello di vitamine, zuccheri e calorie, una merenda”.

Tornando all’alimentazione, quanto tempo bisogna aspettare dopo pranzo per rituffarsi in acqua?
“La pausa tra il pasto e il bagno dipende dalla consistenza del pranzo. Nel caso in cui si opti per uno di quelli consigliati, una pausa di due ore va più che bene. Va detto però che è anche possibile fare il bagno immediatamente dopo aver mangiato, prima che inizi la fase della digestione”.

In spiaggia capita di imbattersi nelle zecche. Come evitarle?
“Proteggersi dalle zecche è impossibile. Sono insetti attratti da animali a sangue caldo e passano, per esempio, dai cani all’uomo direttamente. Spesso però sostano in attesa sull’erba o su qualche arbusto, ma in estate non possiamo certo tenere un bambino lontano da un prato. L’importante è sapere che non se si viene punti la zecca non va tirata via a secco, ma bisogna prima ucciderla per evitare che rimanga dentro la pelle il rostro, attraverso il quale vengono trasmesse pericolose infezioni, soprattutto le rickettsiosi. Per uccidere una zecca basta soffocarla, coprendola con un batuffolo di cotone o una compressa di garza impregnati d’olio. Una volta fatto, la zecca si staccherà da sola”.

E che bisogna fare invece per proteggersi dalle meduse?
“Di meduse ne esistono di vari tipi, alcune molto velenose, altre meno. Nei nostri mari non ci sono però meduse davvero pericolose. Al bambino va insegnato a star loro alla larga se le vede in acqua. perché al contatto rilasciano delle tossine urticanti e ustionanti. Nonostante questo, però, molte sono totalmente trasparenti o contorniate semplicemente con un bordino azzurrastro o violaceo difficile da vedere mentre si nuota. Nel caso di contatto basta lavare la lesione con abbondante acqua fredda oppure, se si ha, usare un gel astringente al cloruro di alluminio, che si trova in farmacia ed è bene avere con sé anche perché è utile pure per le punture di zanzare. In alternativa si può applicare una crema al cortisone”.

Prof. Andrea Vania
Pediatra
Vania