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Attualità

Capricci bambini: affrontare e reagire ai capricci dei nostri figli

Bambina che piange

Chi non ne ha esperienza? Avete presente un bambino che di fronte adun vostro rifiuto comincia a mettere in atto tutta una serie di espedienti per convincervi che sarebbe conveniente cedere subito, prima che cominci un estenuante braccio di ferro? La progressione è praticamente sempre uguale e spesso anche i comportamenti dei genitori lo sono:

  • Broncio con braccia ad angioletto ripiegate sul petto: “Che tenero!”
  • Occhio che guarda via via sempre più in cagnesco: “Prevedibile!”
  • Qualche pugnetto che batte il braccio del genitore: “Che seccatura soprattutto al supermercato!”
  • Ripetizione della richiesta ossessiva, insensibile a qualsiasi spiegazione ragionevole: “Non si capisce perché un bambino così bravo si comporti così!”
  • Prima lacrimuccia: “Che dispiacere!”
  • Pianto inconsolabile con piccole strilla ossessive del genere “lo voglio” o “non lo voglio” o “cattivo/a”: “Arrivano acuti dritti al cervello, non lo sopporto!”
  • Rotolamento sul pavimento accompagnato da pugni che battono dove capita: “Impossibile resistere a tanto dolore!”
  • Scomparsa completa e repentina di tutta la messa in scena appena esaudita la richiesta: “È più forte di me non ce la faccio a vederlo disperato!”

 Qual era il motivo del capriccio? Non è importante, può riguardare l’acquisto di un gioco o di un alimento, il rifiuto di sedersi a tavola o mangiare, guardare la TV o giocare con i videogiochi, andare da un amico, non voler infilarsi il cappotto … e tante altre situazione in cui ogni genitore si riconosce, tutte con l’unico risultato di affermare la volontà del piccolo su quella del genitore. E tanto più è facile convincere mamma e papà, tanto più la progressione elencata si accorcia, passando subito, al primo diniego, alle manifestazioni più eclatanti presenti nella parte finale della rappresentazione, che colpiscono subito la sensibilità del genitore.

Questo è il capriccio: incomprensibile, quanto sconcertante e spesso esagerata reazione a un rifiuto a cui i genitori si piegano immediatamente. Purtroppo, il risultato imprevedibile è che, invece di rendere felice il bambino, si possa innescare un meccanismo che chiameremo di “infelicità” in cui il livello delle pretese aumenta e il rifiuto diventa sempre più difficile. Questi bambini “infelici” sanno che possono ottenere tutto e vogliono sempre tutto in un vortice che non conosce limiti: è un ricatto affettivo costante – “se non vuoi vedermi soffrire, devi cedere!” – che porta ad alzare costantemente il tiro.

Come si comporterà un bambino così quando fuori dalle protettive mura domestiche riceverà un rifiuto? Non possiamo dirlo con precisione, certo nelle migliore delle ipotesi, si sentirà maltrattato da un “no” a cui non è abituato.

I bambini hanno bisogno di punti fermi nella loro educazione, devono sapere che se i genitori hanno stabilito delle regole queste vanno rispettate e che, soprattutto, nessuna esibizione “capricciosa” potrà far loro cambiare idea. Servono pochi importanti principi sui quali nessun tentativo di corruzione potrà avere la meglio e, soprattutto, niente pseudo rifiuti a cui si sa già in precedenza di cedere.

Questa è la situazione che ci si presenta quasi tutte le volte che un genitore accompagna un bambino obeso nel nostro ambulatorio: capricci infiniti che riguardano il cibo e la scelta degli alimenti e a cui si pensa sia impossibile sottrarsi anche perche è la mamma che ciba il suo bambino e quindi non riesce a tollerare di doverglielo rifiutare, anche se gli fa male, anche se il bambino è chiaramente obeso.

Fate un passo indietro genitori! Guardate alla trappola in cui siete caduti e al danno che state procurando ai vostri figli, perché, come ripete spesso la mia Maestra, sono soltanto due i pianti dei bambini che vanno prontamente consolati, quello di dolore e quello di paura, gli altri vanno presi in considerazione volta per volta e, se sono in odore di capriccio, ignorati.

Dott.ssa Marina Cammisa
Pediatra
marina cammisa