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Attualità

D’estate insegniamo l’indipendenza ai bambini

bambino che si allaccia le scarpe

Il periodo è quello giusto. Le scuole di ogni ordine e grado sono chiuse, i bambini ritornano ad essere i padroni del tempo e possono liberamente decidere cosa fare! Sì… forse… se non fosse che i pargoletti sono così abituati a vedere il loro tempo scandito dagli impegni che gli adulti, molto generosamente e senza sconto alcuno, hanno loro programmato per tutto il periodo invernale, che lo sconforto li assale. E, prima di loro, questo vuoto d’impegni preoccupa i genitori, per esigenze lavorative e non solo, spesso anche perché disabituati a dover condividere tante ore con queste pestifere, irrequiete, esigenti, meravigliose creature.

Mentre ragionavo su queste dinamiche che si ripetono puntualmente in questo periodo mi è balenata una semplice, parziale soluzione, infatti ho pensato che l’estate potrebbe essere un tempo da dedicare ad insegnare l’indipendenza ai bambini! Non devono scontrarsi con le quotidiane regole del vestire coordinato, non devono sottostare alla pratica del capello composto, non devono farsi una rapida doccia, non devono allacciarci le scarpe di corsa, non devono fare colazione distratti, non devono trovare la tavola apparecchiata per correre subito via, non devono abbandonare la mamma/papà in cucina, non devono avere paura di fare la pipì e la cacca per terra prima di arrivare al vasino, non devono abbandonare il letto sfatto, non devono lasciare i giochi sparsi per andare in palestra… e poi tanto e tanto ancora. Cioè quello estivo è un tempo in cui, al di fuori degli schemi obbligati dell’inverno, dovremmo permettere ai bambini di essere meno automatizzati e sperimentare la quotidianità con tranquillità, senza l’incubo della prestazione.

E se utilizzassimo parte del tempo estivo per avviare i piccoli di ogni età all’indipendenza? Un’autonomia che non deve scontrarsi con la critica del babbo, che non deve subire il perfezionismo inutile e dannoso della mamma, che deve essere accolto con solidale benevolenza dai fratelli maggiori e dai nonni. Un bambino con la magliettina a rovescio va lodato come se avesse scalato una montagna. La prima pipì nel vasino deve essere salutata con gioia. Il tentativo di rifare il letto deve entusiasmare. Essere autonomi richiede un allenamento costante, intenso, che però la maggior parte dei bambini/ragazzi non possono praticare perché la corsa contro il tempo li ha resi performanti. Ma per raggiungere “l’automatismo dell’indipendenza quotidiana” ci vuole perseveranza e sostegno da parte della famiglia intera.

I genitori non devono più dire (perlomeno in loro presenza): “Preferisco vestirlo io, così non perdiamo tempo”, “aspettiamo per il vasino, ci vuole tempo per la scuola materna”, “sporca troppo, preferisco dargli da mangiare io”… Un programma che preveda quotidianamente un esercizio di sana autonomia, che all’inizio potrebbe sembrare una perdita di tempo, porterà i bambini ad attraversare l’estate nell’ozio del divertimento delle piccole conquiste da esibire in famiglia, li farà crescere e preparare all’impegno del nuovo anno scolastico, li aprirà ad un mondo di impegni non più imposti e li farà sentire più grandi. O è di questo che abbiamo paura?

Dott.ssa Marina Cammisa
Pediatra
marina cammisa