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Attualità

E’ tornata l’estate e chi può va al mare: tanti utili consigli

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Di sicuro molti di voi preferiranno la montagna, ma essendo l’Italia un Paese per lo più marittimo con ben 7458 km di costa (tra penisola e isole) la maggior parte di noi si recheranno per periodi più o meno lunghi sulle spiagge e al mare. Da nord a sud ce n’è davvero per tutti i gusti: spiagge simil-tropicali, fondali rocciosi, scogliere, ecc. Litorali tutti diversi tra loro ma che hanno il comune il fatto di vedere ogni anno schiere di adulti e bambini sdraiarsi al sole e fare il bagno.

Certo, tutto ciò può definirsi relax, ma bisogna sempre stare attenti ai pericoli marittimi e non, che senza la dovuta prudenza sono sempre in agguato.

Cominciamo quindi dalla terraferma.

Il primo pericolo cui essere attenti, soprattutto se parliamo di bambini, è il sole…e il caldo che lo accompagna.

Per quanto riguarda il sole è importante ricordare che l’esposizione diretta al sole, soprattutto nelle ore più calde, sarebbe da evitare fino ai 3 anni di età. In ogni caso ricordiamoci di utilizzare sempre una buona protezione solare con fattore di protezione sufficientemente alto da proteggere ma non così alto da impedire la formazione di vit. D da parte della pelle. La crema – o latte – va applicata almeno dopo ogni bagno (anche se sulle creme è riportata la dicitura “resistente all’acqua”, questo è vero fino a un certo punto; inoltre l’utilizzo dell’asciugamano dopo il bagno può in qualche modo eliminare parte della crema), e comunque massimo ogni 4 ore. La crema poi deve essere stesa in maniera uniforme in quantità adeguata (non troppo poca, ma neanche esagerando): la crema applicata ma non “spalmata” non ha praticamente alcuna efficacia.

È importante non esporsi al sole negli orari più caldi (indicativamente dalle 11 alle 16-17) e sarebbe preferibile in quegli orari non rimanere sulle spiagge, neanche sotto l’ombrellone, ma stare in ambienti freschi e ventilati per scongiurare un altro grande pericolo che è costituito dal “colpo di calore”. Questo, infatti, non è legato esclusivamente all’esposizione al sole, ma si può manifestare anche in ambienti chiusi per una elevata temperatura, ridotta ventilazione ed elevata umidità, essendo la noxa patogena principale proprio l’associazione di elevata temperatura ambientale ed elevato tasso di umidità.

Manteniamoci dunque idratati, ricordandoci di proporre frequentemente ai nostri bambini dell’acqua (mai gelata, possibilmente a temperatura ambiente), e scegliendo merende di frutta fresca, non succhi di frutta, e rinfreschiamoli con bagnetti, spruzzi di acqua o semplicemente bagnando testa e polsi.

Rispetto al bagnetto ecco degli altri accorgimenti importanti che possono aiutarci ad evitare situazioni pericolose.

In primo luogo se il bambino è molto piccolo (meno di 1 anno) è sempre preferibile non bagnarlo direttamente in mare, ma utilizzare una piscina gonfiabile in cui porre dell’acqua non salata e lasciandola riscaldare prima di immergervi il bambino.

Come sempre vale la regola di mantenere un costante controllo visivo sul bambino, e questo vale per bambini piccoli e grandi, che siano in mare o nella piscinetta, che sappiano nuotare o meno, che abbiano braccioli o ciambelle, che il mare sia calmo o agitato, che sia presente un servizio di salvataggio o meno, ecc. Insomma, mai perdere il controllo del bambino.

Non per fare del facile terrorismo, ma è bene ricordare che i casi di annegamento (deceduti)/semiannegamento (soggetti che hanno bisogno di ricovero ospedaliero) in Italia sono circa 800/anno, non pochi insomma!!

Proprio perché l’Italia è sostanzialmente un paese marittimo sarebbe bene iniziare l’educazione all’acquaticità fin dalla tenera età, gradualmente accompagnando il bambino alla scoperta e al divertimento con l’acqua.

In realtà, però, anche se il bambino ha un buon rapporto con l’acqua esistono degli accorgimenti importanti da non dimenticare mai per evitare spiacevoli situazioni.

Innanzitutto è sempre bene rispettare le indicazioni delle autorità competenti, rispettando i divieti di balneazione, ed evitando di immergersi in acque torbide e prive di sorveglianza, o quando il mare è mosso.

Nel caso di possibilità di tuffarsi prestare sempre attenzione alla profondità dell’acqua, che deve sempre garantire di non rischiare traumi più o meno importanti.

È bene poi ricordarsi di fare attenzione anche alla temperatura dell’acqua; infatti una differenza notevole tra la temperatura corporea e la temperatura dell’acqua potrebbe provocare uno shock termico, fino alla perdita della coscienza; ciò avviene se l’immersione risulta troppo rapida rispetto alle capacità adattive dell’individuo, per cui entrate e fate entrare i vostri bambini in acqua sempre gradualmente (soprattutto se si è particolarmente accaldati) o fateli bagnare prima di tuffarsi.

È importante anche, per evitare una “congestione”, non entrare in acqua prima di 3 ore dall’ultimo pasto e non prima di 2 ore dall’ultimo spuntino, non bere acqua o bibite ghiacciate e non mangiare ghiaccioli, gelati o granite prima di entrare in acqua.

Rispettiamo il mare e lui rispetterà noi, e, in conclusione, buon bagno a tutti!!!

Dott.ssa Alessandra Piedimonte
Medico Chirurgo esperta in Nutrizione Pediatrica
Alessandra Piedimonte