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Attualità

Evviva la baby dance!

Evviva la baby dance!

Evviva la baby dance! In molti luoghi di vacanza: villaggi turistici, campeggi, baite di montagna, ecc., oramai a una certa ora si vedono schiere di bambini, in passeggino, ancora insicuri sulle loro gambette o oramai già saltellanti ballare e ridere come matti perché arriva la baby dance. Spesso l’amore per il ballo si perde crescendo, ma di sicuro l’istinto al movimento quando c’è della musica è una cosa innata, quasi tanto quanto il mangiare o il dormire. Se parte “il ballo del qua-qua” nessuno può resistere, spesso neanche i genitori. La baby dance dunque diventa quasi un esempio di come i bambini possano in qualche modo insegnare qualcosa agli adulti. Ebbene sì non siamo sempre noi a dare esempio a loro, ma spesso e a nostra insaputa solo loro che insegnano a noi. Così come ci insegnano ad essere felici, tristi, urlare, in questo caso ci insegnano ad essere felici del nulla, della musica, dello stare in compagnia anche di perfetti sconosciuti, di essere empatici e di ridere perché il nostro bambino ride. Proprio lì alla baby dance è concesso tutto, sembra quasi un’oasi di libertà per i nostri bambini. Lì sì che si possono scatenare, essere bambini, forse è per questo che sono così felici di andarci? Spesso, però, tutto ciò dura lo stretto indispensabile, giusto il tempo della baby dance o per i più fortunati il tempo della vacanza relax, prima di tornare  a casa e ritornare di nuovo ad essere i genitori grandi, seri, maturi, integerrimi, quelli che pretendono che anche i nostri bambini tornino a essere i seri, maturi, integerrimi. Torniamo così ad essere quelli del “non urlare”, “non piangere”, “perché ridi senza motivo”, “non ti muovere”, “non correre”.

Ma fermiamoci un attimo a pensare. Per ognuno di noi credo che i ricordi delle vacanze più felici siano quelli da bambini; anche se spesso i ricordi legati a quell’età sono per il resto pari a zero, ma le vacanze ce le ricordiamo. Perché? Forse perché anche per noi quello era il periodo più felice e non tanto perché non si andava a scuola e le vacanze duravano di più, ma anche, forse, perché in quei giorni anche i nostri genitori erano felici e rilassati e, pur mantenendo il loro ruolo genitoriale, tornavano un po’ ad essere bambini, liberando la parte ludica che troppo spesso tendiamo a soffocare. I nostri bambini invece ne hanno un gran bisogno, della nostra parte ludica, ce la chiedono a modo loro tanto spesso durante la giornata, durante la loro vita e non dovremmo aver paura di ammettere che siamo lusingati e tentati di cedere al gioco, ma poi la nostra parte seria vince e non ci lascia capire che spesso un buon gioco fatto insieme ai nostri figli insegna loro molto più di un no al quale non possono ribattere. Fare la spesa insieme e cucinare giocando insegna molto più del “non ti sporcare”, “mangia seduto composto”, “non mangiare con le mani”, ecc. ecc. D’altronde il proverbio “giocando si impara” non nasce a caso. Nel regno animale è palese sia così. Tra gli umani purtroppo si è un po’ perso tale aspetto perché siamo spesso troppo impegnati con il lavoro, con la casa, coi pensieri e i problemi di tutti i giorni. Cerchiamo invece di scrollarci di dosso questa serietà perenne e torniamo, anche solo un’ora al giorno, d’estate e d’inverno, ad essere bambini con i nostri bambini, divertiamoci con loro, balliamo la baby dance con loro e non solo in vacanza. Ciò di sicuro ci ripagherà di tutte le fatiche quotidiane, e, probabilmente, i ricordi dei momenti felici non saranno solo legati alle vacanze dell’infanzia, ma ogni giorno diventerà un bel giorno da ricordare, per noi e soprattutto per loro, che si divertiranno con mamma e papà. Evviva la baby dance!

Dott.ssa Alessandra Piedimonte
Medico Chirurgo esperta in Nutrizione Pediatrica
Dott.ssa Alessandra Piedimonte