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Attualità

Gli effetti delle diete vegane e vegetariane sui bambini

Bambino con spiedino di pollo

Sono sempre di più le persone che decidono di eliminare, del tutto o in parte, i prodotti di origine animale dalla loro dieta: una scelta con radici etiche, certamente, ma da compiere con responsabilità e con piena coscienza di ciò cui si rinuncia. Soprattutto quando si tratta di estendere questa decisione ai propri figli. Qual è la posizione della comunità scientifica in proposito? La Società italiana di pediatria preventiva e sociale (Sipps), insieme alla Federazione italiana medici pediatri, alla Società italiana di medicina dell’adolescenza e alla Società italiana di medicina perinatale, ha pubblicato un documento in cui prende le distanze dalla decisione di escludere gli alimenti e le sostanze nutritive di provenienza animale dalla dieta dei bambini e mette in guardia sui possibili rischi che questa scelta potrebbe far correre loro, con conseguenze anche a lungo termine. Ma che succede di preciso se si impone una dieta priva di alimenti animali ai bambini? Lo abbiamo chiesto alla dottoressa Margherita Caroli, consulente dell’Unione europea e temporary advisor dell’Organizzazione mondiale della sanità, nonché curatrice del position paper della Sipps.

Dottoressa Caroli, perché le diete vegetariane o vegane non sono adeguate per l’alimentazione dei bambini?
“Partiamo dalle diete vegane. Queste non sono adeguate perché, eliminando i prodotti animali, non si assume affatto vitamina B12, presente solo negli alimenti animali, e si assumono in quantità insufficienti DHA (acido docosaesaenoico), ferro (che negli alimenti di origine animale è più biodisponibile) e altri sali minerali come lo zinco e il calcio. Con la dieta lacto-ovo-vegetariana, invece, si possono assumere quantità leggermente superiori di calcio e vitamina D rispetto alla dieta vegana, ma sempre insufficienti a coprire il bisogno del bambino, mentre la vitamina B12 è comunque carente e tutto dipende dalla quantità di latticini assunti. Tutte queste sostanze sono fondamentali per lo sviluppo del bambino”.

Quali sono allora le conseguenze di una loro mancanza? Cosa rischiano i bambini?
“Innanzitutto la carenza della vitamina B12 ha come conseguenza un’anemia grave, ma soprattutto  una grave alterazione dei neuroni, della mielinizzazione e dei neurotrasmettitori. Tutti i danni sono peggiorati dalla carenza di DHA e ferro e non sono recuperabili al 100% con il trattamento sostitutivo di vitamina B12, ferro e DHA. In particolare, la trasmissione uditiva e visiva è ridotta e, di conseguenza, sono ridotte le capacità di percezione e di concentrazione. E più il bambino è piccolo e più perdura la carenza più c’è il rischio che i danni diventino gravi e permanenti. Certo, esistono gli integratori alimentari, ma questi non possono sostituire una dieta sana”.

Perché gli integratori non bastano?
“Una dieta che va supplementata con integratori non può essere una dieta sana, per il semplice fatto che non è in sé completa. Se consideriamo la dieta vegana e una dieta basata solo sul cibo dei fast food due estremi opposti, quale sarà la giusta via di mezzo? La dieta mediterranea, proprio perché è completa e non porta a carenze né ad accumuli. Faccio un esempio: l’alfabeto è composto di 21 lettere. Se decido di togliere le lettere dentali dal mio alfabeto per paura che i denti feriscano la mia lingua, non parlerò mai bene e sarò costretto a farmi aiutare o a ricorrere ad apparecchiature perché gli altri mi capiscano. Allo stesso modo, non ha senso medicalizzare fin dall’infanzia l’esistenza di un bambino per quello che mangia, che dovrebbe essere la cosa più naturale del mondo, e sottoporlo a esami, analisi e controlli pediatrici costanti. Facciamo tanto per demedicalizzare la vita dei bambini e poi vogliamo invece sottoporli ad una serie di visite e prelievi necessari per la protezione della salute perché seguono una dieta vegetariana?”.

Le è capitato di incontrare genitori che fanno seguire queste diete ai loro bambini?
“Sì, e sono sempre di più. Ho anche il timore che stia diventando una moda, anche perché è evidente che si sta formando un ricco mercato delle diete lacto-ovo-vegetariane e vegane: libri, prodotti alimentari, integratori. Tutti però dovrebbero sapere che un’alimentazione di questo tipo non è adeguata per i bambini: non è una conclusione cui è giunto solo il position paper della Sipps, che ha analizzato oltre 100 pubblicazioni tra le più recenti sull’argomento; allo stesso risultato è arrivato anche il position paper della Società tedesca di nutrizione”.

A che età è possibile cominciare una dieta vegetariana o vegana senza correre rischi?
“Mai in età pediatrica, possono farlo solo degli adulti coscienti e responsabili. Imporlo a dei  bambini significa fare dei pericolosi passi indietro, quando la medicina per anni ha fatto grandissimi sforzi per ridurre la mortalità infantile e per rendere più umana la cura dei pazienti”.

Dott.ssa Margherita Caroli
Pediatra
Margherita Caroli