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Grasso bruno e grasso bianco: barriere contro il freddo

Grasso bruno e grasso bianco: barriere contro il freddo

Sarà che sentiamo il bisogno di primavera ed esultiamo quando comincia ad affacciarsi un pallido sole. Sarà che non ne posso più di dirlo e ridirlo ai genitori, ma forse è bene ripeterlo: non coprite troppo i vostri figli! I bambini sembrano “robottini” omologati con sciarpa, cappello e guantini, possibilmente coordinati, chiusi in un giubbotto di piume d’oca e materiale idrorepellente, impossibilitati a ogni tipo di movimento, soprattutto a camminare. Si guardano tra di loro, senza riconoscersi, ruotando il capo di novanta gradi, quando il berrettino lo permette.

Avendo esperienza di zone in cui le temperature sono prevalentemente miti, con un sole che quando si affaccia ti invita a correre e sorridere, non riesco a immaginare quale possa essere la situazione nelle aree veramente fredde d’Italia! In realtà mi sbaglio: perché le mamme sono tutte uguali, perché oltre un certo numero di indumenti non si può materialmente andare e soprattutto perché… sono bambini più abituati al freddo.

Non si può dimenticare che i nostri lontanissimi progenitori vivevano nelle caverne e sicuramente erano stati programmati per sopravvivere alle basse temperature. Infatti, soprattutto alla nascita e nei primi anni di vita, l’organismo è fornito di grasso bianco e di grasso bruno, ma con il passare degli anni quest’ultimo tende a ridursi.

Le cellule adipose brune contengono il grasso sotto forma di piccole goccioline indipendenti tra loro che avrebbero il compito primario di mantenere stabile la temperatura corporea (pensate ai neonati nelle caverne). Invece le cellule adipose bianche, che sostituiscono progressivamente quelle brune dal momento che non è più necessario difendersi dal freddo, sono costituite da un unico lobulo di grasso che cresce di volume fino ad aver bisogno di moltiplicarsi di numero per contenere altro grasso, anche qui come riserva di energia da utilizzare nei tempi magri (pensiamo ai bambini che mangiano saltuariamente).

Il grasso bruno, quindi, brucia le calorie, quello bianco le accumula. Anche la distribuzione è diversa: le cellule bianche sono presenti soprattutto nel sottocutaneo e infatti il grasso bianco funziona da barriera termica, mentre quelle brune sono interne e bruciano calorie nel soggetto magro per riscaldarlo.

Non è allora sbagliata la traccia che molti ricercatori stanno seguendo nella convinzione che preservare il grasso bruno, anche durante la crescita, possa essere utile per rimanere magri. Questo sembra un invito competente e soprattutto una buona motivazione a non coprire eccessivamente i bambini quando sono fuori di casa e a non riscaldare troppo l’ambiente domestico per il quale è sufficiente assicurare una temperatura di 18 o al massimo 20 gradi nelle ore più fredde (esclusa la notte).

Coprire poco i bambini ci permette di tutelare l’ambiente, abituarli a temperature più basse e così, molto probabilmente, rallentare la trasformazione del grasso bruno in grasso bianco che abbonda negli obesi.

Dott.ssa Marina Cammisa
Pediatra
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