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Attualità

I bambini italiani? Poco sport e cattiva alimentazione

Un bambino mangia annoiato

La maggior parte dei bambini italiani consuma poca verdura e poca frutta e trascorre più due ore al giorno seduto davanti alla TV o ai videogiochi. Nei giorni feriali, solo uno su quattro supera le due ore di gioco all’aperto, mentre lo sport non è praticato da oltre due bambini su 10, percentuale che sale a uno su due nel sud Italia. Quasi tutti guardano la tv, il 17,7% anche per più di due ore al giorno. È questo il quadro delineato dallo studio Zoom8, eseguito in Friuli-Venezia Giulia, Liguria, Marche, Lazio, Calabria e Sicilia su 2.193 famiglie e pubblicato sul rapporto Istisan dell’Istituto superiore di sanità. “La responsabilità di un corretto stile di vita è in carico alle famiglie,ma anche alla società e allo Stato” afferma la pediatra Margherita Caroli, consulente dell’Unione europea, temporary advisor dell’Organizzazione mondiale della sanità, nonché former president dell’European Childhood Obesity Group. “I bambini devono essere educati attraverso i buoni esempi, accompagnandoli a scuola a piedi, mangiando sano in famiglia e praticando movimento quotidiano”

Dottoressa Caroli, secondo lo studio Zoom8 i bambini italiani sono pigri e mangiano male. Di chi è la colpa?
“Sicuramente non è dei bambini, i cui stili di vita vengono creati e modellati dalla famiglia, dalla scuola, ma anche dai mass media e dalla società in tutti i suoi microsistemi. Secondo uno studio europeo chiamato Periscope, che ho coordinato nel 2010, su 600 bambini pugliesi in età d’asilo solo il 50% giocava all’aperto per circa 2 ore. Lo studio Zoom8 rivela che questa percentuale si riduce al 26,8% nei bambini di 8 e 9 anni: significa che l’attività all’aperto diminuisce con l’aumentare dell’età. È vero che, a volte, gli spazi pubblici presentano situazioni di degrado inadatte ai bambini, e che i genitori che lavorano non hanno molto tempo per portare i figli al parco. È anche vero, però, che spesso si tende a vedere il bambino come un essere ‘di cristallo’, che viene ipervestito o tenuto al chiuso in tempi meteorologicamente difficili. I genitori potrebbero invece avere qualche preoccupazione in meno: se i bambini finlandesi possono giocare nella neve, quelli italiani possono ben farlo al sole d’inverno o di primavera. Per quanto riguarda l’alimentazione, importante è la funzione della scuola e ancor più quella della famiglia. La mensa scolastica, che in genere offre una dieta equilibrata, ha soprattutto una funzione di educazione alimentare per il bambino. Così, quando questi torna a casa e racconta di non aver mangiato le verdure, sta al genitore fargli capire che si è perso qualcosa. Fondamentale da questo punto di vista è, come sempre, l’esempio dato dalla famiglia: i bambini mangeranno la verdura più facilmente se vedranno che lo fanno i genitori”.

Si consumano merendine, snack e insaccati, ma non legumi, frutta, verdure, pesce e latte. Un’alimentazione simile che conseguenze ha sulla salute dei bambini?
“Le conseguenze le abbiamo sotto gli occhi, e consistono nella diffusione del sovrappeso nella popolazione pediatrica italiana. Temo anche che in futuro ci sarà un peggioramento della frequenza dei tumori, perché frutta, verdura e legumi possiedono gli antiossidanti che servono a proteggere da queste malattie e non assumere questi alimenti sin da piccoli può avere conseguenze molto negative. Oltre a non assumere o ad assumere pochi fattori protettivi, spesso i bambini vengono nutriti con prodotti troppo ricchi di grassi saturi e zuccheri aggiunti, che rappresentano fattori negativi per lo sviluppo di malattie cardiovascolari, diabete e carie. Bisogna considerare che un bambino che viene educato a seguire una dieta sbagliata diventerà un adulto che segue una dieta sbagliata e che, a sua volta, educherà i suoi figli a una dieta sbagliata”.

L’altra nota dolente è l’attività fisica. Pochi bambini fanno sport, mentre il 99% guarda la tv e il 17,7% lo fa per più di due ore al giorno. Ma è davvero impossibile per i genitori trovare il tempo per giocare con i figli, farli stare all’aria aperta o accompagnarli in piscina o al campo di calcio?
“Il problema in questo caso è alla radice: se il bambino non è abituato al movimento nella vita quotidiana, come si può pretendere che faccia sport? L’indicazione ‘sta fermo e mangia’ deve essere trasformata in ‘muoviti e mangia meno e meglio’. L’attività fisica non è esclusivamente quella che si va a fare in palestra: è anche, ad esempio, andare a scuola a piedi, un’abitudine che farebbe bene a tutta la famiglia. I bambini devono imparare prestissimo a vestirsi da soli, che rappresenta un modo per abituarli a muoversi e anche per renderli indipendenti. Al giorno d’oggi, i bambini sono pochi e quindi sono ancora più preziosi. Ma proprio perché sono preziosi non li dobbiamo ‘rovinare’: non devono essere ‘serviti’, ma devono imparare a fare da soli. Quanto alla tv, meglio levarla dalla camera da letto, per evitare che una folla incontrollata di sconosciuti invada gli spazi del bambino attraverso il piccolo schermo. Le ore di televisione devono essere limitate e dedicate a programmi adeguati all’età, possibilmente utilizzando canali dove non ci sia pubblicità, perché i bambini non hanno capacità di differenziare la pubblicità dalla realtà e quindi sono molto più suggestionabili rispetto agli adulti. Spesso c’è anche la necessità che un adulto sia a disposizione del bambino, per spiegargli quello che vede in tv. Anche nel limitare le ore davanti al video, poi, l’esempio dei genitori è fondamentale: se loro guardano poca tv, anche il bambino sarà meno interessato a guardarla”.

Genitori con stili di vita poco salutari educheranno bambini che diventeranno adulti con stili di vita poco salutari. Come si esce da questo circolo vizioso?
“Serve innanzitutto una forte opera di informazione da parte dello Stato e delle società scientifiche verso i genitori, che possono essere i primi a cambiare stile di vita. Non è un percorso facile, ma non sta scritto da nessuna parte che si debbano fare solo cose facili”.

Dott.ssa Margherita Caroli
Pediatra
Margherita Caroli