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Attualità

I primi 1000 giorni: le fondamenta di una vita in salute

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270 giorni di gestazione, 365 giorni nel primo anno di vita e altrettanti 365 nel secondo ed ecco a voi 1000 giorni che fanno la differenza per la salute futura del vostro bambino.

Questi primi 1000 giorni rappresentano la fase di sviluppo più rapido in cui tessuti e organi si formano e si attivano funzionalmente, impostando e modulando i loro processi psico-neuro-immuno-endocrino-metabolici. In questa finestra temporale si ha l’opportunità di influenzare profondamente la salute a lungo termine. L’alimentazione in questo periodo riveste un ruolo cruciale. Uno squilibrio qualitativo o quantitativo può produrre gravi effetti sul sano sviluppo del bambino con aumento del rischio di malattie cosiddette non trasmissibili, ovvero asma, obesità, diabete e patologia cardiovascolare e cronico-degenerativa in genere. Queste malattie, secondo la più recente letteratura scientifica, hanno, sulla base di una predisposizione genetica, una causa che per l’80% è stata identificata come ambientale, ovvero dipendente dallo stile di vita. L’ambiente, quindi, interagisce con i geni modificandone l’espressione con effetti ostativi o facilitanti l’instaurarsi di malattie.

Purtroppo, come è evidente nei paesi in via di sviluppo, le condizioni igienico sanitarie e la malnutrizione minano quotidianamente i corretti apporti desiderati nei primi 1000 giorni. Peraltro, la specie umana viene da una lunga storia di sottoalimentazione ma nella nostra era ci troviamo a fronteggiare una nuova malnutrizione, quella per eccesso, in cui non mancano le proteine o i carboidrati, anzi, ma spesso sono carenti i micronutrienti, e il grado di contaminazione da tossici e inquinanti in genere è estremamente elevato.

Pertanto, alla donna che progetta una gravidanza, al di là dell’assunzione preconcezionale di acido folico, ormai indicata dalla maggior parte dei ginecologi, si consiglia di prendersi cura della propria alimentazione in modo più consapevole, cercando di arrivare alla gravidanza in normopeso. La stessa attenzione andrà trasferita nel periodo gestazionale e durante l’allattamento, che dovrebbe essere a richiesta ed esclusivo fino al sesto mese, quindi se possibile protratto, secondo l’OMS, fino ai due anni ed oltre. Il periodo poi dell’alimentazione complementare, compreso tra i 6 e i 12 mesi, andrà seguito con particolare attenzione e con l’attento supporto del pediatra, prediligendo alimenti di stagione, da filiera controllata e biologici. Infine, l’ultimo anno a chiusura dei 1000 giorni è quello del passaggio alla mensa dei grandi, passaggio che a mio parere andrebbe inteso come momento di riflessione sulle scelte alimentari della famiglia che, coerentemente con le tante attenzioni portate durante la crescita del bambino, dovrebbero essere riformulate in senso salutistico. Al contrario, anche da ciò che emerge dalle numerose domande che da anni riceviamo sul nostro sito, dopo l’anno di età c’è un crollo dell’interesse genitoriale nella ricerca della qualità alimentare della dieta del bambino e l’attenzione si concentra prevalentemente sul tema dell’inappetenza, che di per sé è un “non-problema”.

Un figlio è un progetto a lungo termine, da attuare con le migliori attenzioni possibili alla luce delle moderne conoscenze, sin dai primi 1000 giorni… e oltre.

Dott. Federico Mordenti
Medico Specialista in Scienza dell’Alimentazione
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