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Il pesce ai bambini: quale scegliere e come cucinarlo

Quale pesce ai bambini

Se è vero che il mare piace tanto ai bambini, perché non spiegare loro che mangiare pesce è importante per il corretto sviluppo? Secondo due recenti ricerche, infatti, un’alimentazione ricca di pesce e di omega 3 non solo migliorerebbe le performance cognitive, ma potrebbe diminuire l’incidenza di allergie. “Il sistema nervoso centrale si forma entro i due anni di vita di un bambino ed è per questo che è importante avere una alimentazione globale buona e varia”, spiega il professore Andrea Vania, responsabile del Centro di Dietologia e Nutrizione pediatrica dell’Università La Sapienza di Roma e presidente dell’ECOG, l’European Childhood Obesity Group. Ma quale pesce è meglio dare ai propri figli? “Pesce azzurro, di medie dimensioni, che viva prevalentemente a media profondità, da far mangiare 3 volte a settimana e, soprattutto, sempre cotto”.

Professore Vania, sfatiamo un mito: ma è vero che mangiare il pesce fa diventare intelligenti?
“Magari ci fosse un alimento con queste capacità! È però vero che il pesce fa bene perché ha una serie di elementi, tipo il fosforo e il Dha (l’acido docosaesaenoico) che sono importanti per un buon funzionamento neurologico, ma non ci sono studi chiari che confermino un effetto decisivo sull’intelligenza. È pur vero che esistono degli studi secondo cui a una carenza di Dha, così come di ferro, coincide un minore quoziente intellettivo e minori capacità di performance. Questo perché Dha e ferro sono elementi fondamentali per un buon funzionamento del sistema nervoso. Nello specifico, va ricordato che il pesce è molto ricco in Dha, ma non di ferro”.

Quali pesci mangiare?
“In generale la composizione in grassi del pesce è migliore delle carne, tanto che anche i pesci più grassi, come l’anguilla, sono sicuramente meno grassi di una bistecca. È preferibile però il pesce azzurro, scegliendo quello di media dimensione: i pesci mangiano altri pesci e un merluzzo di 200 grammi è sicuramente meno inquinato di un merluzzo di grandi dimensioni. Altro consiglio, sempre riferito all’inquinamento, è quello di acquistare pesci che vivono a media profondità invece di quelli di superficie, dove si trovano facilmente idrocarburi e loro derivati, e di quelli del fondale dove si depositano metalli pesanti e altri inquinanti. Un pesce che mi sento di sconsigliare, invece, nonostante si trovi con facilità, è il cefalo, che spesso viene pescato nei porti, mentre non si devono avere pregiudizi verso il pescato proveniente dall’oceano. Tra i pesci di acqua dolce sono molto salubri i salmonidi, cioè salmoni e trote, che vivono in acqua corrente e sono molto sensibili all’inquinamento. Ma attenzione alla moda: le trote salmonate spesso vengono ‘salmonate’ artificialmente attraverso un colorante inserito nel loro pastone. Le trote sono immuni da questo colorante, ma non noi, e se la concentrazione è alta può essere pericoloso”.

Quante volte la settimana i bambini devono mangiare pesce e in che quantità?
“Il pesce è bene mangiarlo tutte le volte possibili, con un ideale minimo di 3 volte la settimana. Per quanto riguarda le porzioni, devono essere leggermente superiori a quelle della carne: per un bambino delle elementari vanno bene anche 50-60 grammi di pesce, pesato a crudo, escluse le lische”.

E come è meglio cucinarlo?
“Il tipo di cottura non è importante, anche perché in genere il pesce ha una cottura breve e poco elaborata. Semmai il consiglio è di far mangiare ai bambini il pesce sempre cotto: il pesce crudo deve essere abbattuto termicamente in modo corretto per debellare il pericoloso parassita Anisakis”.

Ci sono controindicazioni per il pesce congelato o in scatola?
“Il pesce congelato o surgelato non ha grandi differenze a livello di valori nutrizionali, ma per quanto riguarda il gusto, be’, è tutta un’altra storia. Quelli in scatola invece sono sconsigliati perché possono avere una percentuale maggiore di nichel, che potrebbe far scaturire reazioni allergiche. Altro difetto è che sono addizionati con il sale per favorire la lunga conversazione. Anche il pesce sotto plastica non è ottimale. Dunque, se proprio deve essere comprato al supermercato, è meglio scegliere pesce congelato, surgelato o, al limite, conservato in vetro”.

Secondo uno studio pubblicato sull’American journal of clinical nutrition, mangiare pesce aiuterebbe i bambini a proteggerli dalle allergie. Cosa ne pensa?
“Sicuramente una sana alimentazione fa funzionare bene tutto il corpo, sistema immunitario compreso, ma c’è da capire bene quali siano gli elementi che incidono sui fattori allergici, anche perché il pesce non è tutto uguale”.

E per quanto riguarda i crostacei, come devono comportarsi le mamme coi loro figli?
“Per evitare reazioni allergiche, se ne consigliava il consumo solo dopo i due anni di vita. In realtà gli allergologi stanno conducendo nuovi studi e, quindi, diciamo che il giudizio è momentaneamente sospeso”.

Ma c’è qualche sostituto vegetale per assumere omega 3?
“Gli omega 3 e 6 si possono trovare negli oli e nei semi oleosi. Un buon esempio è l’olio di lino, che però ha un problema di conservazione, dal momento che non può essere esposto alla luce né agli sbalzi di temperatura. Meno delicati sono sicuramente i semi di lino, le noci e i germi di cereali, soprattutto il grano. Gli omega 3 si trovano anche, ma in quantità decisamente minore, nei vegetali a foglie verdi e nei legumi”.

Prof. Andrea Vania
Pediatra
Vania