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Attualità

Il singhiozzo nei neonati: cause e rimedi

Bambina con singhiozzo

È fastidioso ma transitorio, non risparmia nessuno e scompare spontaneamente. Parliamo del singhiozzo, quell’“hic!” così frequente nei neonati che tende a ridursi intorno al primo anno e mezzo di vita per poi ripresentarsi occasionalmente anche nell’età adulta.

Il singhiozzo è dovuto a una contrazione involontaria e ritmica del diaframma, che è il muscolo orizzontale che divide gli organi del torace da quelli dell’addome, seguita da una rapida chiusura della glottide. Da qui il tipico suono. Questo importante muscolo involontario che contribuisce alla respirazione è innervato dal nervo frenico che, se opportunamente stimolato, reagisce inducendo una contrazione anomala del muscolo stesso attraverso un arco riflesso. Nei neonati il sistema è ancora immaturo soprattutto a causa di un facile reflusso gastro-esofageo legato alla scarsa tenuta del cardias, valvola che regola il flusso degli alimenti impedendone il ritorno in esofago.

Il significato filogenetico del singhiozzo non è ancora completamente chiarito, ma le sue cause sì:

  1. il reflusso gastro-esofageo, soprattutto nei neonati particolarmente voraci che quindi ingurgitano tanta aria. Il cardias si distende e stimola il diaframma; è tipica l’insorgenza del singhiozzo al momento del ruttino
  2. le crisi di pianto: anche in questo caso è più facile che il neonato ingurgiti più aria, per cui si ripete la situazione già vista
  3. gli sbalzi repentini di temperatura: non è chiaro come agiscano, ma per un meccanismo riflesso il singhiozzo spesso accompagna il cambio del pannolino o il bagnetto.

Il singhiozzo è quindi un meccanismo innocuo, che disturba poco il bambino, che si risolve spontaneamente e che compare già dopo l’ottava settimana di gestazione, per cui anche la mamma può avvertire questi lievi sussulti ritmici che provengono dal suo piccolo quando è ancora in utero. Tuttavia, se dovesse durare qualche minuto in più e trovate difficile controllare “l’ansia da singhiozzo”, si possono mettere in atto alcuni trucchi che anticipino la sua cessazione.

Il rimedio più naturale ed efficace consiste nel far riprendere al piccolo la sua poppata, soprattutto se è in questa fase che è comparso il singhiozzo. Nei più grandi può essere utile dargli da bere qualche sorso d’acqua. Altro sistema è far starnutire il neonato dopo aver delicatamente toccato il suo nasino più volte, in questo modo il diaframma riprende il suo naturale ritmo di contrazione e rilassamento, che è alla base della respirazione. Non è consigliabile né particolarmente utile chiudere il nasino del piccolo né offrirgli alcune gocce di limone o aceto.

Nei lattanti che sono particolarmente soggetti l singhiozzo è consigliabile invece cercare di prevenirlo impedendo di ingurgitare troppa aria durante l’allattamento. Come? Evitate poppate troppo lunghe, interrompete più volte l’allattamento ed eventualmente fate ricorso a ruttini intermedi. Quando il singhiozzo si manifesta in un bambino, va invitato a masticare meglio i cibi per evitare di ingoiare pezzi troppo grossi e velocemente. Utile è anche mantenere un microclima costante negli ambienti dove il piccolo viene spogliato, magari togliendogli gli indumenti lentamente, onde evitare sbalzi termici repentini.

Il singhiozzo dei neonati e dei bambini è un fenomeno molto frequente e non patologico, qualora però durasse particolarmente a lungo è bene parlarne con il proprio pediatra.

Dott.ssa Marina Cammisa
Pediatra
marina cammisa