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Attualità

Inquinanti ambientali e salute dei bambini

Inquinanti ambientali e salute dei bambini

I bambini sono esseri fragili e più soggetti agli effetti negativi degli inquinanti ambientali. La loro fragilità è legata alla rapidità del loro accrescimento e al grande potere che l’ambiente ha nel modulare il loro assetto endocrino, metabolico e immunologico con effetti a lungo termine.

Il periodo più vulnerabile è probabilmente quello che va dal concepimento alla nascita. Il feto ha una crescita veloce come i suoi organi che si sviluppano in funzione del genoma ma anche dell’ambiente intrauterino. Questo è determinato dalla madre, dal suo stile di vita e anche dall’aria che respira. Pensando agli inquinanti ambientali generalmente ci si preoccupa delle malattie respiratorie, anche perché di asma soffre un bambino su 10 sotto i 14 anni, ma in realtà l’azione delle molecole che respirano i più piccoli ha effetti ad amplissimo spettro. Nella più recente letteratura infatti, partendo dal modello animale e arrivando fino a studi su larghi gruppi di bambini nelle città più inquinate del mondo, si è analizzato quali sono le molecole più aggressive e a quali livelli agiscono.

Ampiamente studiato è il materiale particolato (o pulviscolo atmosferico o polveri sottili) ovvero l’insieme delle particelle liquide e solide sospese nell’aria. Con “PM2,5” vengono identificate le particelle di diametro inferiore o uguale ai 2,5 µm, detto anche “particolato fine” (percentuale variabile del PM10 con dimensioni maggiori e con conseguente minore capacità di raggiungere le parti più minute dell’apparato respiratorio). Queste polveri derivano dai processi di combustione di motori di moto e autoveicoli, legna per il riscaldamento domestico, impianti per la generazione di energia, incendi boschivi e la maggior parte dei processi industriali. Figli di madri vissute durante la gestazione in aree vicine a strade a scorrimento veloce (a distanza compresa tra 50 e 200 m), e che quindi respirano aria densa di PM2,5, presentano un rischio aumentato di evolvere obesità, tale da avere, a 10 anni di età, una massa grassa di 2 kg maggiore rispetto a bambini nati in zone lontane da traffico intenso. La stessa associazione la troviamo rispetto al volume respiratorio (misura della funzionalità polmonare) che risulta ridotto in bambini di 7 anni cresciuti in zone a elevata concentrazione di PM2,5. Stupisce che basta allontanarsi di 300 m per avere un incremento significativo del volume respiratorio, o che, al contrario, un decremento di questo sia associato ad un aumento della concentrazione di particolato di solo 2 μg/m3.

L’esposizione al diossido di azoto in gravidanza modifica i livelli di adiponectina e leptina, due ormoni che influenzano grandemente lo sviluppo di obesità del bambino. Anche altri inquinanti ambientali hanno dimostrato essere associati con l’evoluzione di obesità pediatrica, come il diossido di zolfo e l’ozono. Un fenomeno interessante è stato osservato in una popolazione di 9.300 ragazzini cinesi di età compresa tra i 5 e i 17 anni: l’obesità rende più suscettibili all’aumento della pressione arteriosa. In altre parole i ragazzi normopeso non hanno incrementi pressori seppure vivano in zone inquinate e allo stesso tempo quelli obesi hanno un rischio di sviluppare ipertensione incrementato rispetto a bambini con lo stesso peso che risiedono in aree non inquinate.

La cronica esposizione al PM2,5, in bambini clinicamente assolutamente sani e normopeso, induce un aumento dei livelli di leptina ed endotelina 1 e un decremento del GLP-1, grelina, glucagone e dei livelli di vitamina D. Il problema è che tale assetto ormonale può di per sé favorire l’evoluzione futura di insulino-resistenza, obesità, diabete tipo 2 e patologia cardiovascolare precoce.

Queste evidenze sono solo le più recenti nella mole di informazioni che ormai abbiamo circa i rischi dell’inquinamento. Nel nostro sito parliamo spesso di sano stile di vita, attività fisica e corretta alimentazione ma poi ci scontriamo con le realtà cittadine in cui stiamo crescendo i nostri figli su cui appare ancor più complicato agire. Nell’attesa che la politica e le istituzioni attuino dei piani di sviluppo sostenibile, ognuno di noi può fare scelte quotidiane nel rispetto dell’ambiente.

Dott. Federico Mordenti
Medico Specialista in Scienza dell’Alimentazione
dott. federico mordenti pediatra - alimentazione bambini by coop