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Attualità

La carne ai bambini: perché è importante e quanta mangiarne

Bambina con pollo

La carne italiana è una carne di alta qualità e rappresenta un alleato prezioso per la dieta dei bambini. Così la pensano gli esperti in nutrizione, sicurezza e ambiente intervenuti all’ultimo congresso nazionale della Fimp, la Federazione italiana medici pediatri. Ma la carne è davvero così importante per la crescita dei bambini o può essere facilmente sostituita da uova, legumi e vegetali? Quante volte va consumata? Ed è meglio scegliere la carne rossa o quella bianca? Lo abbiamo chiesto al professore Andrea Vania, responsabile del Centro di Dietologia e Nutrizione pediatrica dell’Università La Sapienza di Roma e past president dell’Ecog, l’European childhood obesity group. Che dice: “La carne è importante, ma non è insostituibile”.

Professor Vania, che ruolo hanno le proteine della carne nella crescita del bambino?
“Hanno un ruolo importante, anche se non fondamentale. Le proteine animali sono più complete di quelle vegetali, perché hanno sia aminoacidi essenziali che aminoacidi semiessenziali, che sono importanti nelle fasi dello sviluppo e nella convalescenza. Le proteine vegetali non sono così complete, anche se mescolandole tra loro riescono a fornire la stessa quantità di aminoacidi. La carne serve anche per sviluppare il patrimonio di gusti del bambino e renderlo più aperto a provare nuovi sapori. Questo però non è una critica al vegetarianismo: in genere, infatti, i vegetariani più accorti sono molto bravi nel variare la gamma degli alimenti”.

Quante volte è consigliato consumare carne in età pediatrica?
“Rispetto ai 14 pasti principali che ci sono in una settimana, per assumere il giusto apporto di proteine il bambino dovrebbe consumare carne 3-4 volte, pesce 4-5 volte, formaggi e uova una volta ciascuno e per il resto legumi e cereali. Bisogna però fare attenzione alla quantità di carne che si dà al bambino, che dev’essere rispettosa delle sue esigenze nutrizionali: non si può pensare che a un anno debba mangiare una fettina da 100 grammi”.

Meglio carni rosse o carni bianche?
“Le carni rosse devono essere consumate meno delle bianche, che sono più digeribili perché hanno grassi di qualità migliore e sono comunque ricche in ferro: tanto per fare un esempio, il tacchino è più ricco in ferro del vitello”.

Si pensa che la carne sia importante soprattutto per il ferro. È così?
“Il bisogno di ferro di un bambino è proporzionalmente più alto di quello di un adulto. Per poterlo soddisfare solo con la carne bisognerebbe darne una quantità davvero esagerata. Il ferro deve quindi entrare in altri modi, attraverso i legumi, i cereali – soprattutto quelli integrali – e il latte di crescita”.

Ma è vero che il ferro della carne è più assimilabile?
“Questo è parzialmente vero. Solo il 40% del ferro della carne è ferro organico e quindi maggiormente biodisponibile, il restante 60% è ferro inorganico, come quello dei vegetali”.

I pediatri della Fimp consigliano di scegliere carne italiana. Perché?
“Perché è più sicura. In Italia i controlli sono persino più stretti di quelli previsti dall’Unione Europea, che è comunque più rigida degli Stati Uniti. Da noi gli animali subiscono meno manipolazioni ed è concesso l’uso di antibiotici solo se l’animale è malato. Negli Usa, invece, anabolizzanti e ormoni sono utilizzati con regolarità. Se dovesse passare il trattato Ttip per la liberalizzazione del commercio tra Europa e Stati Uniti, saremmo costretti ad accettare anche la loro carne: in questo caso sarà ancora più importante controllare le etichette e scegliere carne italiana”.

Prof. Andrea Vania
Pediatra
Vania