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Attualità

La mensa scolastica, domande e risposte

mensa scolastica

Ogni anno a settembre si ricomincia a parlare di mense scolastiche e, ogni anno a settembre, ricorrono le stesse domande e ci assalgono gli stessi dubbi a cui vorremmo rispondere brevemente:

 

E’ bene per i bambini partecipare alla mensa?

SI. Su questo punto ormai nessuno dovrebbe avere più dubbi perché è il modo più naturale per insegnare loro a condividere un momento importante: mangiare. Spesso dimentichiamo che questo è un atto che si ripete più volte al giorno, tutti i giorni della vita, per cui, dargli già da piccoli un senso di ludica condivisione, li prepara a un maggiore rispetto del cibo e delle regole elementari dello stare seduti a tavola.

 

Se i bambini mangiano poco è giusto toglierli dalla mensa?

NO. La mensa scolastica non dovrebbe avere l’unico scopo di nutrire i bambini, come avveniva nel dopo guerra quando è nata. Il suo fine principale dovrebbe essere quello di educare il bambino alla corretta alimentazione, fargli assaggiare sapori che altrimenti potrebbe non conoscere a casa, e offrire una varietà di gusti nel rispetto della tradizione e dell’offerta alimentare locale.

 

Dobbiamo delegare le maestre al controllo dei pasti?

NO. Dovremmo affiancarle nel controllo attraverso la presenza attiva di comitati di genitori, che come prevede la legge, possono ispezionare le cucine dove vengono preparati i cibi e anche le mense dei figli. Questo impegno prevede un atteggiamento di sincera collaborazione e controllo di ditte fornitrici, personale che distribuisce, insegnanti e comune appaltatore. Non si tratta di favorire un singolo bambino con la scelta di alimenti o sostituzione degli stessi, ma di tutelare la salute della totalità dei piccoli con il controllo di alimenti di qualità e delle norme igieniche previste.

 

Dobbiamo pretendere che gli alimenti siano tutti biologici?

NO. Non credo, dopo molti anni di partecipazione attiva in un comitato genitori, che questo sia il primo obiettivo al quale, comunque, dobbiamo sempre tendere con l’aiuto di finanze adeguate. Nel controllo di qualità si dovrebbe ottenere in primis che gli alimenti siano il più possibile a chilometro zero, indiscutibilmente di stagione e quindi non congelati. Anche solo queste due richieste incontrano spesso grande difficoltà a essere accolte. Ma naturalmente i genitori non devono farsi scoraggiare, forti anche del fatto che il passo successivo sarà l’utilizzo gli alimenti biologici che stanno trovando sempre più posto nelle mense scolastiche di molte realtà anche periferiche.

 

E’ bene informarsi tutti i giorni se i piccoli hanno mangiato?

NO. Se lo fate regolarmente i bambini crederanno che sia la cosa più importante della scuola, che per voi è fondamentale e che quindi siete facilmente ricattabili sul tema cibo. Cominceranno a fare capricci e mangiare sempre meno, soprattutto se hanno qualche disagio scolastico, che non riguarda il cibo, ma che non sanno comunicare.

 

E’ bene conoscere il menù quotidiano?

SI. Avere il menù appeso in cucina ci permetterà di preparare per cena alimenti diversi dal pranzo, impedire che il bambino si annoi a mangiare sempre i soliti cibi e che soprattutto segua una alimentazione varia ed equilibrata che è la base indiscutibile della corretta alimentazione.

 

E se non ha mangiato a scuola è giusto pensare a una integrazione appena arriva a casa?

NO. Così facendo il bambino crederà di poter scegliere a suo piacimento e si sentirà autorizzato a mangiare solo quello che gli piace senza assaggiare sapori nuovi e colori diversi mai visti a casa. Un comportamento adottabile potrebbe essere quello di far giocare all’aperto i bambini subito dopo la scuola, per poi passare a una merenda leggera, frutta o yogurt, appena tornati a casa e lasciare così il giusto appetito per la cena. Spesso i bambini fanno i capricci a tavola perché non hanno fame.

 

Dobbiamo occuparci degli avanzi della mensa?

SI. L’atto educativo genitoriale va ben oltre il benessere dei propri figli. Guarda ai bisogni degli altri e educa i bambini al rispetto del cibo che non va buttato ma, attraverso i volontari, ridistribuito. Il comitato genitori potrebbe gestire, con l’aiuto di associazioni e del comune anche questa fase della mensa e chiudere in bellezza una esperienza educativa unica e irripetibile al servizio della comunità dei minori che durerà anche dopo che i loro bambini avranno cambiato scuola.

Dott.ssa Marina Cammisa
Pediatra
marina cammisa