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La prima colazione per i bambini: consigli per una dieta corretta

famiglia fa colazione

Fare colazione al mattino non è per tutti un’abitudine: se alcuni bambini non la fanno perché dicono che non hanno fame, altri hanno i genitori che devono scappare a lavoro, un bicchiere di latte al volo quando va bene e via di corsa. Ma chi ben comincia, si sa, è a metà dell’opera. La prima colazione, infatti, sveglia il cervello e aumenta le capacità cognitiva. Bando alle ciambelle, però, e sì a latte, frutta e biscotti per iniziare la giornata con il piede giusto. “Un momento importante che andrebbe condiviso con tutta la famiglia” dice il professor Andrea Vania, responsabile del Centro di Dietologia e Nutrizione pediatrica dell’Università La Sapienza di Roma e past-president dell’ECOG, l’European Childhood Obesity Group.

Professore Vania, quanto è importante fare la prima colazione e perché?
“È importante soprattutto perché veniamo da un periodo di digiuno molto lungo, quello della notte, in cui abbiamo consumato molto del glucosio disponibile e il cervello ha bisogno di glucosio per funzionare bene. Non a caso la prima colazione o, comunque, un primo pasto del mattino è presente in tutte le culture, proprio a dimostrazione di quanto sia necessario. Ce lo chiede il metabolismo, basti pensare che anche gli animali la fanno, e chiunque ha un cane o un gatto lo sa bene!”.

 Com’è composta una prima colazione tipo? Quali alimenti non possono mancare e quali è meglio evitare?
“Esiste una colazione classica mediterranea che è composta da latte, prodotti da forno o comunque derivati dai cereali e frutta, ma non esiste una colazione tipo. Bisogna fare i conti con i propri gusti e le caratteristiche individuali. In generale, la colazione deve coprire dal 10 al 25 % del fabbisogno giornaliero, ma chi fa una colazione che copre tutto il 25% non dovrebbe poi fare la merenda delle 11. Sarebbe bene, specialmente nei bambini, che a colazione non mancasse del latte o dello yogurt, anche per il calcio. Cosa non dovrebbe proprio esserci sono, invece, i fritti. Lo scopo della colazione è caricarci, non sovraccaricarci: se appesantiamo la digestione invece di svegliarci ci addormentiamo”.

 C’è una colazione per i mesi freddi e una per quelli caldi?
“No, la colazione non cambia nel corso dell’anno. Anzi, in realtà, molti fanno la stessa colazione per tutta la vita. Una monotonia difficile da spiegare. Molta gente se mangiasse a cena sempre la stessa cosa, prima o poi, si stancherebbe. Per la colazione c’è una tolleranza del tutto diversa e, secondo me, è perché rappresenta il riallacciarsi del legame con la realtà, il ritorno al mondo dopo la notte. Comunque fare la stessa colazione per anni non è un problema, purché il resto della giornata sia caratterizzata da un’alimentazione varia”.

 È importante farla tutti insieme?
“La prima colazione nelle famiglie non viene registrata come un’emergenza, mentre lo è. Spesso i bambini che non fanno colazione, hanno almeno uno dei due genitori che non la fa e non è stato dimostrato ancora quanto questo comportamento sia solo abitudine o genetica. Certo è che dare l’esempio è un ottimo segnale, anche perché a nessuno piace mangiare da solo. Pertanto, quando è possibile e compatibilmente con gli orari di lavoro, cercate di fare colazione tutti insieme e con la tv spenta. Se proprio non riuscite tutti i giorni, impegnatevi per il fine settimana o durante le vacanze”.

 E se di mattina il bambino non ha proprio fame?
“C’è una certa quota di persone che ha una vera difficoltà a mangiare al mattino. Il consiglio è quello di spezzare in due la colazione. L’introduzione di liquidi infatti risulta più facile, quindi si potrebbe dare da bere il latte a casa e poi far portare dietro qualcosa di solido da mangiare magari prima di entrare a scuola, quando è trascorso un po’ di tempo e dovrebbe essere più facile assumere dei cibi solidi”.

Cosa comporta non fare colazione? Quali effetti a lunga durata?
“Sugli effetti a lungo termine si discute ancora. Molti studi dimostrano che non fare la colazione possa provocare obesità. Poi c’è uno studio recente, unico e controcorrente, che dice che non è vero. Per garantire la veridicità di quest’ultimo bisognerebbe replicarlo su campioni più ampi. I problemi della mancata colazione, comunque, ci sono sicuramente a breve e medio termine. Come già detto, il nostro sistema nervoso funziona con il glucosio, quindi la sua resa quando manca la prima colazione, in termini di abilità operative, diminuisce, anche se non ce ne rendiamo conto. Spesso nel singolo bambino non è evidente e sono molti i genitori che pensano che il proprio figlio non abbia ripercussioni scolastiche, perché continua a prendere 10 e lode. Ma, chissà, magari loro figlio è un genio, che potrebbe prendere 20 e lode se solo facesse colazione!”.

Prof. Andrea Vania
Pediatra
Vania