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Attualità

Le cosiddette bevande “senza zucchero”: effetti sulla salute

succo di frutta

Questa estate ne avremo bevute tante, sotto l’ombrellone, nelle scampagnate, dopo aver fatto sport o semplicemente per dissetarci nelle giornate calde e afose avremo senz’altrobevuto molte delle cosiddette bevande senza zucchero. Sembra un paradosso, ma se per “zucchero” nella lingua italiana si intende il comune zucchero semolato (scientificamente saccarosio), e questo non viene realmente aggiunto alle bevande durante la loro preparazione industriale, è possibile evidenziarlo in etichetta. Restano comunque “bevande zuccherate”, dal momento che il saccarosio viene sostituito da una lunga lista di dolcificanti naturali e non (edulcoranti).

Nell’ultimo periodo alcune bevande, come tè e succhi di frutta, rivolti specialmente ai bambini, riportano sulla confezione come indicazione nutrizionale (in inglese claim) la presenza di fruttosio. Come se bastasse il richiamo allo zucchero naturale della frutta per convincere le mamme che è una bevanda sana per i loro bambini.

Il fruttosio, infatti, è uno zucchero semplice presente nella frutta, nel miele e in piccole quantità nella verdura e negli ortaggi. Anche lo zucchero semolato è costituito per metà da fruttosio e per metà da glucosio. A livello industriale viene spesso utilizzato lo sciroppo di glucosio-fruttosio ricavato dal mais o dal grano che ha un costo decisamente inferiore rispetto allo zucchero comune o al miele.

Ma è proprio vero che il fruttosio è più salutare rispetto agli altri dolcificanti?

Il fruttosio ha le stesse calorie degli altri zuccheri, e cioè 4 Kcal per grammo, ma con un potere dolcificante quasi doppio rispetto al comune zucchero raffinato. Per questo si è pensato di isolarlo sotto forma di cristalli e di consigliarlo nelle diete, dal momento che per dolcificare un alimento o una bevanda se ne dovrebbe utilizzare meno. Inoltre rispetto al saccarosio ha un Indice Glicemico molto più basso ( 23 contro 57). Il fruttosio, infatti, segue una via metabolica diversa dal glucosio. Una volta assorbito a livello intestinale non entra direttamente in circolo nel sangue, ma viene portato al fegato. Qui può seguire due vie: può essere trasformato in glicogeno epatico, oppure in trigliceridi che vengono immessi successivamente nel sangue.

Ormai molti studi confermano che una assunzione eccessiva di fruttosio aumenta la trigliceremia che, purtroppo, è un importante fattore di rischio per le malattie cardio-circolatorie. Studi recenti, inoltre, hanno dimostrato che un’alimentazione ricca in fruttosio e glucosio diminuisce la sensibilità epatica all’insulina e aumentano la possibilità di accumulare grassi nel fegato (steatosi epatica). Questi rischi sono tanto maggiori quanto più si è in sovrappeso e si conduce una vita sedentaria.

Un consumo eccessivo di fruttosio, quindi, può causare varie malattie metaboliche.

Per questo è importante non eccedere e consumare solo occasionalmente questo tipo di bevande.

Con il caldo e la sudorazione è normale avere più sete. Ma, il buonsenso e le ultime scoperte scientifiche, ci suggeriscono che non bisogna necessariamente soddisfare la sete con bevande zuccherate dimenticandoci dell’acqua, l’unica che disseta al 100% senza controindicazioni per la salute. Le più importanti società medico-scientifiche sia nazionali che internazionali ci consigliano, infatti, di non eccedere con questo tipo di bevande, anche d’estate.

Inoltre, “Con fruttosio” non significa che quella bevanda o alimento può sostituire la frutta o è più “naturale” rispetto ad un’altra. Offrire quotidianamente al bambino bevande zuccherate significa abituarlo a un gusto troppo dolce, e quindi a cattive abitudini alimentari. Il bambino introduce più calorie e zuccheri semplici rispetto al suo fabbisogno e ha un maggior rischio di obesità e carie dentaria.

Altri due semplici consigli sempre validi per custodire la salute nostra e dei nostri bambini sono quelli di seguire un’alimentazione il più varia possibile con alimenti sani e naturali, e di leggere sempre con attenzione le etichette nutrizionali prima dell’acquisto.

Dott.ssa Maria Anna Tomaselli
Dietista
Tomaselli