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Attualità

Lo studio HBSC e gli adolescenti italiani

Lo studio HBSC e gli adolescenti italiani

 

Da qualche settimana molte scuole italiane stanno aderendo ad un importante studio, l’HBSC  che sta per Health Behaviour in School-aged Children (Comportamenti collegati alla salute in ragazzi di età scolare).

Si tratta di  uno studio internazionale svolto in 46 paesi dell’ Europa e del Nord America, ogni 4 anni, in collaborazione con l’Ufficio Regionale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità per l’Europa. L’indagine HBSC-Italia 2018 rientra nel progetto “Sistema di indagini sui rischi comportamentali in età 6-17 anni”, promosso dal Ministero della Salute/CCM .
Coinvolge i ragazzi di 11anni che frequentano la prima classe della scuola Secondaria di Primo grado,  quelli di 13 anni (terza classe) e di 15 anni (seconda classe della scuola Secondaria di II grado).

I ragazzi che frequentano la scuola campionata risponderanno a un semplice questionario, assolutamente anonimo, che “toccherà” molti temi delicati e importanti per gli adolescenti.

Queste le aree tematiche trattate nello studio:

  • Salute e Benessere: verrà chiesto ai ragazzi se utilizzano farmaci e per quali sintomi. Inoltre si indagherà sul benessere e sulla salute “percepita”.
  • Contesto familiare: alcune domande riguarderanno la struttura familiare, la relazione genitori-figli e il livello socio-economico della famiglia stessa.
  • Ambiente scolastico: al ragazzo intervistato saranno poste anche domande sul  contesto scolastico e sulle relazioni che si instaurano con i coetanei e gli insegnanti.
  • Attività fisica e tempo libero: oltre a domande riguardanti l’attività fisica e sportiva, i ragazzi risponderanno a domande sul tempo trascorso davanti alla Tv, a vedere video, ai cellulari per chattare, ai computer per fare i compiti o a giocare.
  • Alimentazione e stato nutrizionale: non solo domande su peso e altezza, ma anche domande sulla prima colazione e sulla frequenza di consumo di alcuni alimenti salutari e non salutari (merendine e bevande, snack salati). Altre domande riguarderanno anche il consumo dei pasti insieme alla famiglia, se si è a dieta e se ci si sente grassi..
  • Comportamenti a rischio: durante l’adolescenza si possono instaurare comportamenti rischiosi per la salute come fumo, alcol, cannabis e rapporti sessuali. Con discrezione e domande precise lo studio indagherà anche su questi temi delicati.

Prima di conoscere i risultati dell’indagine HBSC 2018 è bene conoscere alcuni dei tanti dati elaborati nell’ultimo studio nel 2014, per poter riflettere, ma anche per stare più vicino ai nostri ragazzi in questa importante, delicata e “confusa” fase di crescita.

Lo stato nutrizionale…

Nel 2014 i nostri ragazzi erano per la maggior parte normopeso, il 78,3%. Il 2,8% era sottopeso, il 16% sovrappeso e il 2,9% obesi. Il sovrappeso nei maschi aumenta con l’età (dal 19% a 11 anni al 20,8% nei quindicenni), mentre diminuisce con l’età nelle femmine (dal 13,5% a 11 anni al 10,3% a 15 anni).  L’obesità diminuisce in entrambi i sessi e con l’aumentare dell’età. La percentuale più alta di sottopeso si ha nelle femmine a 15 anni, il 4,1%. A questa età troviamo anche la percentuale più alta di ragazze che si sentono grasse, ben il 42% contro il 20% dei loro coetanei maschi.  Il 35% delle quindicenni, infine, dichiara di essere a dieta.

… e le loro abitudini alimentari?

Purtroppo non sono buone. Se si considera la prima colazione, solo il 58,4% degli adolescenti intervistati fa colazione prima di andare a scuola. Questa abitudine diminuisce con l’età, arrivando al 30% che non fa mai colazione a 15 anni. Il non fare colazione aumenta con l’età.

I dati sono ancora più sconfortanti per il consumo di frutta e verdura. Solo il 16,8% dei giovani consuma frutta più di una volta al giorno e questa abitudine diminuisce man mano che si cresce con l’età. Sono le femmine a consumarne di più. Anche per quanto riguarda la verdura, sono le ragazze a consumarne di più, ma la percentuale è bassissima. Il 13,7% degli intervistati ne consuma una porzione tutti i giorni, mentre solo l’11,2% mangia verdura più di una volta al giorno.

Percentuali quasi triplicate per quanto riguarda il consumo di dolci per almeno una volta al giorno. Secondo l’ultima indagine di HBSC sono le ragazze tredicenni a consumarne di più (32%), ma anche per i ragazzi il valore non si discosta poi tanto. Il 28% di 11 anni e il 29% di 13 e 15 anni dichiara di consumare dolci ogni giorno.

Una percentuale un po’ più bassa la troviamo per il consumo di bevande gasate e zuccherate. Sono i ragazzi a berne di più rispetto alle loro coetanee, ma, per fortuna, questa cattiva abitudine sembra diminuire con l’aumentare dell’età. Si parte con il 20% dei maschi di 11 anni, 19% a 13 anni e il 17% a 15 anni.

L’attività fisica e le attività screen based. Cosa fanno tutti i giorni i nostri ragazzi?

Attraverso il questionario HBSC, è stato possibile ricostruire il “tempo libero” degli adolescenti italiani nel 2014.

È stato visto che più si cresce in età e meno ci si muove. Infatti, alla domanda “Nell’ultima settimana, quanti giorni hai fatto attività fisica per almeno un’ora?”  è risultato che solo il 13,7% degli undicenni si muove per un’ora su 7 giorni, il 9,6% dei tredicenni per diminuire ancora di più a 15 anni, l’8,3%.

Ovviamente, al diminuire dell’attività fisica aumentano i comportamenti sedentari, quelli, cioè che portano i nostri ragazzi a trascorrere la giornata davanti ad uno schermo (screen).

La metà dei ragazzi intervistati passa almeno 2 ore al giorno davanti alla TV durante i giorni di scuola. Questo comportamento aumenta con l’età fino ad arrivare ad un massimo del 57% dei maschi quindicenni.

Sembra che siano, invece, i tredicenni, a fare più uso di computer o playstation per giocare almeno 2 ore al giorno durante i giorni di scuola. Il 49% dei maschi e il 40% delle femmine.

Chattare, navigare su internet, scrivere e-mail per 2 ore al giorno nei giorni in cui si va a scuola interessa il 37% dei ragazzi di 11 anni, il 49% dei ragazzi di 13 anni e il 47% dei ragazzi di 15 anni. Le ragazze ne fanno meno uso rispetto ai loro coetanei maschi: il 28% a 11 anni, il 40% a 13 anni e il 38% a 15 anni.

E oggi? Cosa si può fare?

In questi ultimi 4 anni, la tecnologia dei cellulari e PC è cambiata tanto e affascina sempre di più i nostri ragazzi. Con una nota di pessimismo, i prossimi risultati daranno quasi certamente percentuali ancora più alte per quanto riguarda l’uso di questi strumenti, detti di “comunicazione”, ma che in realtà isolano i nostri ragazzi e li fanno sentire ancora più soli.

Sarebbe bello ritornare a incontrarsi “realmente” in una via e fare una partita a pallone con gli amici.

Sarebbe bello volersi più bene a tavola e non cadere in comportamenti pericolosi per la propria vita o rincorrere modelli finti e irraggiungibili che la società vuole imporre.

Sarebbe bello, anche, che i nostri figli adolescenti tornassero a comunicare di più con noi adulti e meno con i loro numerosi amici virtuali. Sarebbe bello trovare il tempo per non abbandonarli più davanti a uno schermo e insegnare loro a vivere e nel miglior modo possibile.

La fotografia scattata da HBSC nel 2014 la vediamo e la viviamo tutti i giorni in casa nostra, a scuola e per le strade. Non aspettiamo che altri tristi numeri ci vengano sbattuti in faccia. Stiamo più vicino a loro, insegnando loro non solo comportamenti più salutari, ma che, soprattutto, possono avere fiducia in noi adulti.

Non li teniamo più per mano come quando erano più piccoli, ma siamo sul marciapiede affianco, li guardiamo crescere, vivere, e loro sanno che noi ci saremo sempre.

Dott.ssa Maria Anna Tomaselli
Dietista
Tomaselli