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Attualità

Mancanza di appetito nei bambini: in primavera un calo è normale

Bambino con fragole

L’inizio della primavera, con l’allungamento delle ore di luce, influisce non solo sull’umore, ma anche sull’appetito dei grandi e dei bambini. Ma non c’è da preoccuparsi se cala la fame, perché è un adattamento normale dell’organismo umano all’aumento della temperatura. Assolutamente sconsigliato, quindi, dare ai propri figli integratori o vitamine. “Anche i bambini hanno la capacità di autoregolarsi nell’alimentazione secondo le stagioni e i bisogni del corpo” spiega la pediatra Margherita Caroli, consulente dell’Unione europea, temporary advisor dell’Organizzazione mondiale della sanità, nonché former president dell’ECOG, l’European Childhood Obesity Group. I consigli ai genitori con l’arrivo dei primi caldi? “Giocare all’aria aperta, andare a letto presto e mangiare tanta frutta e verdura di stagione, privilegiando i prodotti locali ed evitando i cibi grassi”.

Dottoressa Caroli, con l’arrivo della primavera molti genitori si lamentano che i loro bambini hanno un calo di appetito. Quali sono le cause? Si può definire inappetenza?
“No, decisamente non si tratta di vera inappetenza. Dobbiamo considerare che il nostro bisogno di cibo varia a seconda del periodo dell’anno, della temperatura e del clima atmosferico. Quando inizia a fare più caldo, il nostro appetito cala perché ci serve una quantità minore di energia da bruciare. Proprio come gli adulti, i bambini si regolano in base a questi cambiamenti di temperatura. I genitori interpretano come inappetenza questo fenomeno del tutto normale e naturale. Si tratta solo di una percezione, non della realtà. Teniamo presente, poi, che nella nostra società disponiamo di un libero accesso a tutto il cibo che ci serve. In queste condizioni, nessuno rischia di morire di fame o di soffrire di deprivazione alimentare.”.

Pensa che in alcuni casi possa essere necessario o per lo meno utile ricorrere a integratori o cure ricostituenti?
“No, anzi. Ritengo che cure di questo genere siano inutili, se non dannose. Innanzitutto, bisogna dire che quelli che chiamiamo integratori sono costituiti da vitamine e sali minerali. Non esiste, però, alcuna vitamina che sia in grado di aumentare l’appetito. Per ottenere un effetto del genere, bisognerebbe fare uso di farmaci che agiscono sui centri nervosi della fame. Naturalmente mi auguro che non ci siano in giro pediatri che prescrivono medicine simili ai bambini. Oltre a questo, gli integratori sono superflui. Solitamente non c’è niente da integrare, a meno che il bambino non abbia attraversato un lungo periodo di carenza alimentare. Le vitamine servono quando alle spalle ci sono mesi e mesi in cui l’apporto di cibo è stato insufficiente. Non è certo il caso dei ragazzini che vivono nel mondo occidentale”.

Che cosa direbbe quindi ai genitori che sono tentati di utilizzare gli integratori quando vedono calare l’appetito dei loro bambini?
“Consiglio di non farlo. Trovo che sia un abuso. Purtroppo a volte i genitori sono convinti che i loro figli debbano mangiare delle porzioni sempre fisse, abbondanti come quelle degli adulti. Ma è assurdo pensare che un bambino abbia bisogno di piatti di pasta da 100 grammi. Pensiamo ad altri aspetti della crescita. Quale padre si fa dei problemi a comprare al figlio delle scarpe della misura giusta? Nessuno fa indossare a un bambino di 8 anni, che porta il 28, delle calzature numero 42, solo perché sono da grande. La stessa cosa deve valere per l’alimentazione, che va dosata in modo diverso in ogni fase della vita, secondo le stagioni e i bisogni del nostro corpo”.

Come consiglia di variare l’alimentazione dei bambini con l’inizio delle giornate calde?
“La cosa migliore è sempre cambiare seguendo la disponibilità dei prodotti di stagione. In questo periodo iniziano a essere disponibili, ad esempio, alimenti come i carciofi e le fragole. Frutta e verdura fresche sono più ricche di vitamine e sali minerali, oltre che più saporite. Privilegiare i prodotti locali e naturali, a filiera corta, significa fare del bene all’ambiente oltre che alla propria salute e a quella dei propri bambini. Per il resto, consiglio di evitare i cibi grassi e pesanti. Quindi, no a cioccolato, creme spalmabili e fritture. Sì, invece, a insalate di pasta, pomodori, mozzarella e altri formaggi freschi, da abbinare a tanta verdura. Per combattere la svogliatezza dei bimbi, è utile anche educarli a ritmi regolari di vita e di sonno. Andare a letto presto, quindi, e fare una buona colazione al risveglio per essere più vispi durante il resto della giornata. Adesso che c’è bel tempo, poi, è opportuno lasciarli giocare fuori il più possibile. È una cosa che potrebbero fare benissimo anche d’inverno, perché i bambini sono provvisti di barriere naturali contro il freddo”.

Per i genitori più apprensivi, può spiegare come si distingue la vera inappetenza da una normale diminuzione dell’appetito?
“L’inappetenza vera e propria è una questione seria che ha dei riscontri visibili. Il bambino non mangia e perde peso, l’assunzione di cibo è ridotta per giorni o settimane. Si accompagna a un malessere generale, all’abbattimento e a un calo di rendimento. In questi casi, che sono molto evidenti, occorre rivolgersi a un pediatra. Ma per tutto il resto non c’è da preoccuparsi: i bambini vanno semplicemente lasciati in pace, liberi di regolarsi. E occorre fare attenzione all’alimentazione nascosta. Un bimbo che assume in continuazione succhi di frutta, bevande gassate o integratori zuccherati, non sta bevendo: sta mangiando. Si tratta di cibi a tutti gli effetti, che tra l’altro causano un aumento della glicemia con conseguente blocco dell’appetito. I bambini dovrebbero bere soltanto acqua! I genitori provino a eliminare tutte le altre bevande, e noteranno subito un cambiamento nei loro figli, che avranno voglia di mangiare di più e meglio”.

Dott.ssa Margherita Caroli
Pediatra
Dott.ssa Margherita Caroli