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Attualità

Niente tassa sulle bibite gassate: “Un peccato per la salute”

Bibite zuccherate

È oramai saltata la proposta del ministro della Sanità di tassare le bevande gassate e zuccherate, che per tre anni prevedeva un contributo straordinario a carico dei produttori pari a 7,16 euro ogni 100 litri, da destinare alla prevenzione e alla salute. L’ipotesi è stato infatti subito seppellita dalle polemiche. Hanno protestato in molti – partiti, industrie alimentari –, ma non i medici, che ne condividevano, e ne condividono ancora oggi, lo spirito di fondo: promuovere uno stile di vita più razionale e far riflettere sulla necessità di abitudini alimentari migliori, specialmente tra i più giovani. Ma perché? Che cosa c’è che non va nelle bibite gassate? Lo chiediamo alla dottoressa Margherita Caroli, pediatra, consulente dell’Unione europea, temporary advisor dell’Organizzazione mondiale della sanità, nonché former president dell’European Childhood Obesity Group.

Dottoressa Caroli, perché avrebbe appoggiato una tassa sulle bevande gassate e zuccherate?
“Sarebbe stata un vero intervento di salute pubblica, avrei voluto addirittura una tassazione maggiore. Purtroppo è stata fatta passare come una vessazione e non come un provvedimento preventivo e correttivo, cioè quella che si definisce una tassa pigoviana. Prende il nome dall’economista Arthur Pigou, che aveva immaginato un’imposizione a carico delle attività di mercato che danneggiano l’interesse pubblico. La tassa sui superalcolici, per esempio, serve proprio a questo. E a questo sarebbe servita anche la tassa sulle bibite zuccherate, a compensare i danni. Ma è stata bloccata dalle lobby”.

Succhi e bollicine fanno così male alla salute?
“Le bibite zuccherate provocano una ‘mitragliata’ di insulina nell’organismo e aumentano le probabilità che si sviluppi il diabete. Non solo: molti studi hanno dimostrato come a ogni lattina di bevande gassate corrisponda un incremento del rischio obesità. Basti pensare che una lattina contiene circa 150 calorie: per smaltirle occorrerebbe percorrere 3 chilometri in un’ora. E chi lo fa? Ma un’altra cosa vorrei aggiungere a difesa della tassa sui cibi spazzatura e sulle bibite zuccherate, che è già vigente in molti Paesi: l’ultimo di una lunga serie a chiederne l’applicazione è stato, nel 2011, davanti all’Assemblea generale delle Nazioni Unitie, Olivier De Schutter, lo ‘Special rapporteur’ dell’Onu sull’alimentazione. Non c’entra nulla, quindi, la spending review e il voler fare cassa: è una questione di salute pubblica, basata su dati di fatto”.

Nel cosiddetto “decretone Sanità” è rimasto l’aumento dal 12 al 20% della quantità di frutta nelle bevande gassate. Può bastare?
“È ancora poco. L’Italia è un Paese produttore di frutta, quella percentuale si potrebbe alzare. D’altronde, più frutta fa solo meglio”.

Spesso i genitori danno per comodità ai loro figli succhi e non frutta fresca. È un comportamento sbagliato?
“Sbagliatissimo. Molti succhi hanno zuccheri aggiunti, ma sono privi di quelle sostanze presenti nella frutta fresca, come fibre e antiossidanti, che evitano l’accumulo di colesterolo e fanno bene allo stato di salute generale. Se proprio si deve, è meglio scegliere quei succhi totalmente prodotti dalla frutta, senza l’aggiunta di zuccheri. Anche perché hanno lo stesso sapore della frutta e più il bambino si abitua al gusto, più facilmente chiederà la frutta fresca”.

È sempre più diffusa l’abitudine di pasteggiare con le bibite gassate. Che ne pensa?
“Che andrebbe assolutamente evitata. Per due ragioni. La prima: come abbiamo detto, le bibite gassate sono piene di zuccheri e sono ipercaloriche. La seconda: accompagnate a cibi sapidi, non dissetano facilmente e quindi se ne beve di più. A tavola per i bambini deve esserci l’acqua”.

E dopo lo sport, quando l’organismo richiede liquidi ed energie, che cosa è meglio dare ai propri figli?
“Dell’acqua e un buon frutto. Meglio ancora un frullato di frutta fresca. Mai succhi di frutta con zuccheri aggiunti”.

Dott.ssa Margherita Caroli
Pediatra
Margherita Caroli