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Attualità

Obesità infantile: come riconoscerla

Obesità infantile: come riconoscerla

L’argomento può sembrare scontato e poco discutibile: come è possibile non notare l’obesità del proprio figlio? Eppure, nella nostra rubrica “L’esperto risponde” arrivano tantissime domande sullo stato ponderale del proprio bambino. Alcuni ci scrivono anche per avere un secondo parere, dopo quello del proprio pediatra che li ha informati, giustamente,  sul sovrappeso del piccolo paziente.
In letteratura ci sono molti studi che confermano quanto i genitori sottostimino il sovrappeso del proprio figlio. In Italia, questo fenomeno viene fotografato ogni due anni da un Sistema di Sorveglianza chiamato OKKIO alla Salute.  Ebbene, gli ultimi risultati pubblicati nel 2014 mostrano che il 38% delle mamme con figli in sovrappeso e obesi vedono il proprio bambino sotto-normopeso.
Perché è così difficile?
C’è un proverbio napoletano molto famoso che sintetizza la risposta psico-pedagogica e sociale in poche parole: ogne scarrafone è bell’ a mamma soja. Pi ogni cuccuascha è beddu lu cuccuascieddu sua (Per ogni civetta il proprio civettino è il più bello del mondo).
L’amore smisurato di una mamma, non vi sono dubbi, spesso fa vedere il proprio figlio come il più bello di tutti, e, sempre per amore, non si vedono i difetti, sia fisici che caratteriali, del bambino che si sta crescendo.  Troppo amore, troppa protezione, troppo narcisismo, troppo tutto potrebbe però rendere difficile la crescita del bambino, che dovrebbe essere sana nel corpo ed equilibrata nei rapporti con gli altri.
Premesso che l’obesità infantile non è solo un problema estetico, ma soprattutto un problema di salute, come si fa a riconoscerla?
Ecco alcuni spunti su cui riflettere.
Dal medico: all’ultimo controllo il vostro pediatra ha notato che il peso del bambino sulle curve di crescita non è nei valori normali rispetto all’età e all’altezza. Ascoltate i suoi consigli. Ai vostri occhi, probabilmente, il bambino cresce bene, ma è sempre meglio porre attenzione a ciò che viene detto da un medico specialista. Parlatene tra voi genitori e cominciate a considerare il fatto che forse alcune abitudini in famiglia dovranno essere cambiate per non favorire l’aumento del peso al piccolo di casa.
A tavola: guardate cosa c’è nel piatto di vostro figlio. Se la porzione è uguale a quella del papà o della mamma, si sta commettendo un errore. Il bambino, anche se in fase di crescita, ha fabbisogni nutrizionali diversi rispetto all’adulto. Osservate cosa c’è nel piatto. Troppa pasta? Troppo condimento? Troppi cibi confezionati o prefritti? Troppi salumi o salse da spalmare? Poca verdura e pochi legumi? E la frutta? Se vostro figlio fa capricci nel consumare le verdure o la frutta a fine pasto, quasi sicuramente si è saziato con i cibi serviti prima (per esempio con un abbondante piatto di pastasciutta).  È importante, sia per la salute che per non aumentare di peso, consumare sempre a pranzo e a cena una porzione di verdura e un frutto. Questi, infatti, con poche calorie hanno un alto potere saziante. E cosa c’è nel bicchiere? Dovrebbe esserci solo acqua. Bibite, the, succhi di frutta dovrebbero essere consumati solo occasionalmente, come ci insegna la Piramide Alimentare.
La colazione e le merende: può sembrare strano, ma la maggior parte dei bambini in sovrappeso salta la prima colazione. Questa cattiva abitudine porta a consumare una merenda a scuola ipercalorica e spesso grassa o poco salutare (panini imbottiti, snack sfiziosi, pizze e focaccine, etc.). Il bambino, così, non solo si sentirà “appesantito” e poco concentrato durante la lezione, ma arriverà a casa, o al pasto della mensa, con poco appetito. Di conseguenza, trascorrerà il pomeriggio a sgranocchiare snack e dolcetti, per arrivare a cena a pancia piena. Se vi accorgete che il vostro bambino è in questo circolo vizioso, toglietelo subito. Basta poco… la sveglia 15 minuti prima del solito darà la possibilità di consumare una colazione equilibrata, magari con tutta la famiglia.
Lo sport: se la vostra bambina non vuole andare più a danza, o se il vostro bambino viene messo a fare  il portiere nella sua squadra di calcetto, cominciate a chiedervi il perché. La bimba forse non si sente a suo agio nel tutù, o poco leggiadra nei movimenti. Il piccolo forse ha il fiatone mentre corre e non è veloce come gli altri. Parlatene con loro. Lo sport fa bene, ma non tutti i bambini vogliono o devono diventare ballerine o calciatori. Scegliete un altro sport o attività fisica, che possa aiutare i bambini a muoversi, ma allo stesso tempo a divertirsi.
L’abbigliamento: tra i primi segnali di una crescita eccessiva, più in larghezza che in altezza, è avere difficoltà a vestire i vostri bambini. I vestiti per la loro età sono troppo piccoli? Potreste, inizialmente, provare una sorta di orgoglio nel costatare che vostro figlio veste taglie per bambini più grandi, ma vi accorgerete ben presto che quei vestiti non hanno la vestibilità giusta, e che, se vanno bene per il peso, non vanno bene per l’altezza perché devono sempre essere accorciati. Certo, i nostri figli non devono essere dei fotomodelli o rientrare per forza nelle taglie standard di alcuni marchi, ma se state vivendo questa difficoltà a vestirli, guardateli bene e chiedetevi se è giunto il momento di fare qualcosa per il loro bene.

Dott.ssa Maria Anna Tomaselli
Dietista
Dott.ssa Maria Anna Tomaselli