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Obesità infantile? Consigli per bambini in forma

Bambino in forma

Anche le dimensioni contano per tenere sotto controllo il peso e arrestare la piaga dell’obesità infantile che, stando ai dati più recenti del Ministero della Salute, in Italia colpisce oltre un milione di bambini. Secondo Devina Wadhera del Dipartimento di psicologia dell’Arizona State University, infatti, mangiare cibo tagliato in piccoli pezzi dà più soddisfazione che fare grandi bocconi e, di conseguenza, aiuta a non mangiare troppo. Questo, in sintesi, dice la ricerca che è stata discussa all’ultimo meeting internazionale della Society for the study of ingestive behavior. Ma che cosa possono e devono fare mamme e papà per assicurare che i propri figli abbiano un corretto stile di vita e alimentare? “Si deve iniziare prestissimo ed è fondamentale dare l’esempio” risponde la dottoressa Margherita Caroli, consulente dell’Unione europea, temporary advisor dell’Organizzazione mondiale della sanità, nonché former president dell’ECOG, l’European Childhood Obesity Group.

Dottoressa Caroli, secondo la ricerca statunitense le porzioni piccole aiuterebbero a mangiare meno e quindi a non ingrassare. È così?
“È così, è una questione di tempi e di stimoli visivi. Noi mangiamo molto anche in base a quello che vediamo nel piatto e se la porzione è eccessiva siamo portati a finirla, anche se non ce n’è bisogno. Inoltre mangiare cibo a piccoli pezzi vuol dire mangiare più lentamente, saziarsi prima e mangiare di meno. Se ci si prende più tempo per assaporare i cibi si permette allo stomaco di dilatarsi più lentamente e si percepisce prima il senso di sazietà”.

Ma l’obesità si può anche prevenire, a partire dai primissimi mesi di vita. È vero che allattamento e svezzamento hanno un ruolo importante?
“L’allattamento non solo protegge dall’obesità, ma anche dalle malattie cardiovascolari e dall’ipertensione. Il latte materno è meno ricco di sali e inoltre, dal momento che il bambino ne beve quanto vuole, sviluppa la capacità di autoregolamentarsi. Anche lo svezzamento è una fase molto importante. Da un lato bisogna stare attenti a non caricare eccessivamente l’organismo del bambino, facendolo mangiare troppo e introducendo troppo presto i cibi ‘da grandi’, che sono carichi di sali, proteine e grassi. Dall’altro lato, è bene però che il bambino si abitui a nuovi sapori, ma che lo faccia gradualmente, seguendo le indicazioni del pediatra”.

Occorrerebbe anche controllare ciò che bevono i propri figli, ma non sempre lo si fa. Bibite gassate e succhi di frutta vanno sempre bene, o no?
“Le bibite gassate non vanno mai bene e non ha senso darle ai propri figli. Quello che i bambini devono bere per rispondere alla sete è l’acqua, perché solo l’acqua è veramente dissetante. Le bibite gassate, invece, sono ricche di zuccheri e bisogna berne in maggiore quantità per dissetarsi. Come surrogato dell’acqua, ai bambini si possono dare anche spremute di frutta fresca, oppure granite. E in spiaggia o in montagna, per recuperare energia possono andare bene anche i succhi di frutta, purché li si scelga senza zuccheri aggiunti”.

Fare attività fisica è una delle migliori strategie contro l’obesità. Ma a che età i bambini possono iniziare?
“Quasi da subito: come i bambini cominciano a parlare è bene anche che comincino a muoversi. Per questo non andrebbero regalate le automobiline elettriche, è molto meglio un bel triciclo, che permette di sviluppare le capacità motorie. E in estate, quando i bambini spesso passano più tempo all’aria aperta, i genitori non devono allarmarsi se corrono o anche se si arrampicano. Una sbucciatura al ginocchio serve ad avere maggiore consapevolezza del proprio corpo, così come un errore in un compito a scuola serve a non ripeterlo più”.

Che cos’altro dovrebbero tenere a mente i genitori per dare ai figli corretti stili di vita e di alimentazione?
“Dovrebbero capire che conta l’esempio. Se gli adulti non mettono in pratica quello che dicono, perdono il loro ruolo di modelli di riferimento”.

Dott.ssa Margherita Caroli
Pediatra
Margherita Caroli