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Attualità

Obesità infantile in Italia: mangiare meglio e fare tanto movimento

Bambini all’aria aperta

Allarme obesità: secondo i dati dell’Organizzazione mondiale della sanità, in Europa una persona su tre è in sovrappeso. E la percentuale sta aumentando considerevolmente anche tra i più giovani. Il sovrappeso e l’obesità sono tra le prime cause delle malattie croniche. Come reagire? Quali precauzioni devono prendere i genitori? “In Italia solo da poco si fa prevenzione e l’obesità infantile è diventato un problema permanente nei bambini”, spiega la dottoressa Margherita Caroli, consulente dell’Unione europea, temporary advisor dell’Organizzazione mondiale della sanità, nonché former president dell’ECOG, l’European Childhood Obesity Group.

Dottoressa Caroli, qual è la causa principale dell’obesità nei bambini?
“L’obesità non ha un’unica causa: è una malattia multifattoriale e comporta quindi diversi fattori di rischio. Ma la causa principale è uno stile alimentare sbagliato: spesso i bambini mangiano male e più del necessario, ingerendo troppi grassi e zuccheri, abitudine a cui spesso si aggiunge una scarsa attività fisica. Alcuni bambini possono avere una predisposizione genetica all’obesità, ma con la prevenzione e un giusto stile di vita l’obesità si può evitare”.

Lo stile di vita dei genitori può influenzare il bambino nella fase di crescita?
“Certamente. I bambini non cucinano da soli, quindi se un genitore è abituato a mangiare male mangerà male anche il figlio. L’obesità è proprio una di quelle malattie in cui le colpe dei genitori ricadono sui figli. Basti pensare che, secondo studi di settore, anche gli animali di una famiglia obesa sono in sovrappeso. Occorre insegnare ai figli uno stile di vita più sano e questo soprattutto dando l’esempio in famiglia”.

Qual è la fascia d’età più a rischio?
“In linea generale le fasce più a rischio sono il primo anno d’età, il periodo che va dai 3 ai 6 anni e l’adolescenza. L’obesità che si sviluppa in queste fasi è più persistente e difficile da eliminare. C’è il rischio che, se non curata in tempo, la malattia diventi permanente. Le misure di prevenzione devono essere attuate il prima possibile”.

E qual è, invece, quella più colpita?
“I bambini dagli 8 ai 9 anni rappresentano la fascia d’età in cui l’obesità è più diffusa. In Italia la percentuale sfiora il 35%. È uno dei dati più allarmanti e, in generale, questo avviene anche negli altri paesi mediterranei, perché il sistema sanitario pubblico non si interessa alla prevenzione, come succede invece nel nord Europa, dove, ad esempio, hanno deciso da tempo di vietare le pubblicità alimentari rivolte direttamente ai bambini”.

Che cosa consiglierebbe alle famiglie? Esiste un rimedio all’obesità?
“I genitori dovrebbero fare proprio questo motto: muoviti e mangia meglio. Mangiare sano significa non solo stare attenti ai grassi e agli zuccheri, ma anche tenere conto del gusto e della qualità dei prodotti che si comprano. Raramente al supermercato ci si ferma a leggere l’etichetta dei cibi, ma sarebbe di grande aiuto. Per esempio, non tutte le merendine fanno male: alcune contengono troppi zuccheri, altre meno. Tutte informazioni a disposizione del genitore sull’etichetta. È importante insistere perché il bambino mangi frutta, verdura e legumi, che, oltre all’obesità, prevengono anche altre malattie, come i tumori. Le bevande zuccherate o gassate, oggi così diffuse e apprezzate, non hanno alcun effetto positivo. Anche i succhi di frutta spesso contengono troppi zuccheri. Il mio consiglio è di far mangiare al bambino un frutto vero piuttosto che un suo surrogato liquido. Infine, fare sport, stare all’aperto, correre sono fondamentali per il corpo, per la mente e per imparare a stare con gli altri”.

Dott.ssa Margherita Caroli
Pediatra
Margherita Caroli