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Attualità

Okkio alla Salute 2016: diminuiscono i bambini obesi ma aumentano quelli in sovrappeso

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Il 4 Maggio 2017 sono stati presentati presso il Ministero della Salute a Roma i risultati dell’indagine di Okkio alla Salute condotta nella primavera del 2016.

Okkio alla Salute, come già descritto (http://alimentazionebambini.e-coop.it/attualita/okkio-alla-salute-2016-perche-e-importante-partecipare/, http://alimentazionebambini.e-coop.it/attualita/okkio-alla-salute-stile-di-vita-e-peso-dei-bambini-meglio-nel-2014/ , http://alimentazionebambini.e-coop.it/malattie-infantili/okkio-alla-salute-dati-sullobesita-infantile-italia/ ) è un Sistema di Sorveglianza Nazionale promosso e finanziato dal Ministero della Salute/CCM, coordinato dal Centro Nazionale per la Prevenzione delle Malattie e la Promozione della Salute dell’Istituto Superiore di Sanità e condotto in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e, ovviamente, con  tutte le regioni d’Italia che hanno aderito all’indagine.

Siamo giunti alla quinta rilevazione. Grazie ad Okkio, ogni 2 anni, viene fatta una precisa fotografia dello stile di vita dei bambini italiani, del loro stato ponderale e del contesto sia scolastico che familiare in cui vivono.  La riproducibilità e la confrontabilità dei dati ricavati da Okkio con una  metodologia ormai standardizzata  su tutto il territorio italiano produce, inoltre, indicatori utili per il Piano Nazionale della Prevenzione e consente all’Italia di partecipare all’iniziativa dell’OMS in Europa denominata COSI (Childhood Obesity Surveillance Initiative). Purtroppo tra i 30 Paesi che partecipano a questa iniziativa, l’Italia è tra le nazioni con il numero più alto di bambini obesi.

Dato confermato da Okkio alla Salute 2016.

In Italia i bambini della terza classe della scuola Primaria in sovrappeso sono il 21,3% e i bambini obesi sono il 9,3% compresi i bambini gravemente obesi che rappresentano il 2,1%.

Cosa è cambiato rispetto al 2014?

Nella penultima rilevazione i bambini in sovrappeso rappresentavano il 20,9% del campione, mentre i bambini obesi erano il 9,8% . Quindi si può affermare che in Italia sono diminuiti i bambini obesi, ma, purtroppo, sono aumentati quelli in sovrappeso.

Se invece vogliamo confrontare i dati del 2016 rispetto al 2012, le notizie sono migliori perché sia i bambini sovrappeso che i bambini obesi sono diminuiti. Nel 2012 il sovrappeso riguardava il 22,2% del campione, e l’obesità il 10,6%.

La leggera diminuzione dell’obesità nei bambini che hanno partecipato ad Okkio alla Salute, può suggerirci una maggiore consapevolezza nei genitori e negli educatori che l’obesità è legata alla salute del piccolo e che facilita e anticipa la comparsa di patologie cronico-degenerative come diabete, ipertensione, malattie cardio-circolatorie etc.

Ma l’aumento del sovrappeso? Come interpretarlo?

I fattori da considerare sono tanti.

Innanzitutto la percezione del fenomeno da parte dei genitori (la maggior parte dei questionari sono stati compilati dalle mamme). Come negli altri anni anche nel 2016 emerge che il 37%  delle madri di bambini in sovrappeso o obesi, ritiene che il proprio figlio sia sotto-normopeso. E la quantità di cibo consumata dal bimbo in sovrappeso? Solo il 30% ammette che sia eccessiva rispetto al reale fabbisogno del piccolo.

Dal momento che in tutte e 5 le rilevazioni di Okkio il Sud Italia ha il maggior numero di bambini in sovrappeso e obesi, una minore attenzione alla crescita eccessiva del peso corporeo dei bambini potrebbe essere dovuta ad un’errata ma, evidentemente ancora radicata, convinzione che il bimbo per crescere deve mangiare di più.

Ovviamente non è tutta colpa delle mamme o della famiglia.

Il problema “obesità” dovrebbe riguardare anche gli Enti Locali che possono creare piste ciclabili o pedonali affinché si possa andare a scuola a piedi (solo il 27% dei bambini lo fa) o garantire attività sportive comunali a basso costo per le famiglie.

E la scuola?

Il Sistema di Sorveglianza di Okkio alla Salute mette in risalto, attraverso questionari rivolti all’insegnante della classe campionata e ai Dirigenti scolastici, il ruolo chiave della scuola. Rispetto al 2014 sono aumentate le iniziative alimentari che coinvolgono i genitori (dal 35% al 42%) e le iniziative sulla promozione delle sane abitudini alimentari (dal 66% al 71%).

La Scuola sta lavorando anche nell’incentivare l’attività motoria. Infatti c’è stato sia un rafforzamento dell’attività motoria (dal 90% al 92%), sia un aumento dell’attività motoria extracurricolare che dal 54% è salito al 62% negli ultimi due anni.

Di lavoro ce n’è tanto, e le pressioni sociali contro cui remare per proteggere la Salute dei nostri piccoli sono molte e forti. Ma grazie all’impegno delle Istituzioni, sanitarie e non, di molti operatori sanitari e delle famiglie più sensibili, possiamo immaginare che in futuro le cose miglioreranno ancora.

Buon lavoro a tutti.

Dott.ssa Maria Anna Tomaselli
Dietista
Tomaselli