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Attualità

OKKIO alla Salute 2016: perché è importante partecipare

OKKIO alla Salute 2016: perché è importante partecipare

In queste settimane si sta attuando in moltissime scuole primarie italiane un’importante indagine promossa dal Ministero della Salute e dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca dal nome “Okkio alla Salute 2016”. Si tratta di un Sistema di Sorveglianza che si realizza ogni due anni su campo nazionale e che  coinvolge  quasi  50.000 bambini e genitori e 2.000 scuole.

Dal 2008 a oggi, Okkio alla Salute vanta quattro rilevazioni svolte con una metodologia standardizzata a livello nazionale, che  garantisce la riproducibilità e la confrontabilità dei dati raccolti. Le informazioni riguardano lo stato ponderale, le abitudini alimentari, l’esercizio fisico e la sedentarietà dei bambini della terza classe primaria e, grazie ad alcuni questionari compilati dai genitori, dai bambini, dall’insegnante e dal dirigente scolastico, si ricavano importanti informazioni sul contesto scolastico e familiare in cui i bambini coinvolti all’indagine vivono. I questionari per i genitori e per i bambini sono anonimi e la rilevazione di peso e altezza dei bambini viene effettuata in classe da personale sanitario formato, e del quale io sono onorata di far parte. In queste settimane, infatti, raggiungo le scuole campionate e le classi coinvolte per somministrare il questionario ai bambini e per prendere il loro peso e altezza. Questa semplice operazione è preceduta da un primo contatto con la scuola, con le insegnanti e con i genitori che possono rifiutare di partecipare all’Indagine firmando l’informativa che l’insegnante consegna alcuni giorni prima che l’indagine venga svolta in classe.

 

Nel 2014 la percentuale di genitori che ha rifiutato l’adesione dei propri figli all’indagine è stata del 3,3%.  Come nelle precedenti rilevazioni si tratta di una percentuale abbastanza bassa che conferma l’elevato livello di partecipazione a questo importante Sistema di Sorveglianza in Italia.

Tuttavia, pur essendo un numero basso di bambini che non partecipano, tutte le volte che esco da una classe in cui c’è stato un rifiuto, mi sento impotente e un po’ abbattuta. Svolgo Okkio alla Salute nella mia Asl dal 2010 e nella mia esperienza nel  99% dei casi il rifiuto arriva dai genitori di bambini obesi. Questi genitori, pur essendo liberissimi di non far partecipare il proprio figlio all’iniziativa che si svolgerà in classe, compiono però, inconsapevolmente, due errori.

 

Il primo: Okkio alla Salute è una solida fonte di dati epidemiologici sugli stili di vita dei bambini italiani di 8-9 anni e rappresenta la risposta istituzionale italiana al bisogno conoscitivo del problema del sovrappeso e dell’obesità nella popolazione infantile.

I sistemi di sorveglianza come Okkio alla Salute sono  alla base delle strategie italiane per la prevenzione dell’obesità e la promozione della salute, come, per esempio, il Programma Governativo “Guadagnare salute” e  L’Action Plan on Childhood Obesity 2014-2020 dell’Unione Europea. L’Italia con i dati di OKkio alla SALUTE, inoltre, partecipa, all’iniziativa europea dell’OMS denominata COSI – Childhood Obesity Surveillance Initiative.

Se tutti i genitori dei bambini obesi o molto in sovrappeso rifiutassero di far partecipare i propri figli a questa importante iniziativa, avremmo dei dati non veritieri sull’Italia, una situazione falsamente rosea in cui non sarebbe necessario attivare programmi che  proteggano la salute dei bambini.

 

Il secondo: è l’errore che più mi tocca e che leggo negli occhi dei bambini che mi consegnano il “non consenso” dei genitori. In tutti questi anni non ho mai visto un bambino che non può partecipare ad Okkio alla Salute essere felice di non partecipare. Nonostante la mia “delicatezza” e la professionalità che trasmettono certamente tutti i miei colleghi nello svolgere l’indagine in classe,  si crea un momento di imbarazzo quando si consegna al bambino il cruciverba che lo occuperà mentre si lavora col resto della classe. Tutti gli altri bambini sono contenti di svolgere il questionario, di rispondere alle semplici domande riportate e si rilassano quando viene spiegato  loro che il questionario è anonimo e nessuno metterà un voto. E quanta emozione nel salire sulla bilancia o scoprire quanto si è alti! In tutti questi anni non mi è mai successo che i bambini facessero sentire “escluso” il compagno col rifiuto. A volte i bambini sono più maturi degli adulti. Nonostante ciò, il bambino obeso che non partecipa non può non sentirsi “escluso”, diverso dagli altri. Ha sempre gli occhi bassi sul cruciverba e non sorride mai. Chissà cosa ricorderà da grande, mi chiedo, cosa rimprovererà ai suoi genitori.

Qualcuno mi ha detto “a volte la paura ci fa commettere gli errori che feriscono di più le persone che amiamo”. È certamente la paura di un genitore che vuole proteggere il proprio figlio da quel numero che compare sulla bilancia che lo spinge a firmare il rifiuto. È una sorta di campana di vetro che invece di proteggere il proprio figlio è come se lo mettesse “in vetrina” perché lo separa dal resto della classe che partecipa a una bella novità e impedisce di emozionarsi con loro, di costruire un bel ricordo.

Dott.ssa Maria Anna Tomaselli
Dietista
Dott.ssa Maria Anna Tomaselli