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Attualità

Patologie del mondo moderno e microbiota intestinale

Microbiota

Facendo seguito all’articolo sullo sviluppo di un sano microbiota appare fondamentale comprendere come questo possa proteggerci dallo sviluppare malattie.

La vita moderna sta portando con sé un progressivo incremento di patologie infiammatorie e immunomediate. Secondo la “teoria dell’igiene” di Strachan del 1989, l’esposizione ad agenti infettivi durante l’infanzia diminuisce la suscettibilità alle malattie nell’età adulta. Una estensione di questa ipotesi è la cosiddetta “teoria della microflora” secondo la quale sussistono delle complesse interazioni tra il microbiota intestinale e la modulazione del sistema immunitario ed endocrino, tali da influenzare lo sviluppo di patologie. Vediamo, nel dettaglio, di quali patologie e attraverso quali meccanismi fisiopatogenetici la flora batterica intestinale può influenzare l’evoluzione:

  • La celiachia, una patologia autoimmunitaria legata all’ingestione di grani contenenti glutine in individui geneticamente suscettibili, è associata ad alterazioni della flora microbica intestinale, caratterizzata dall’aumento dei batteri gram positivi. Sebbene vi siano studi estremamente promettenti, non è ancora stato chiarito se questa disbiosi sia un effetto o un fattore di rischio della patologia stessa.
  • Il diabete mellito, patologia dell’equilibrio gluco-insulinemico in continua crescita a livello mondiale, presenta una forte associazione con specifiche caratteristiche nella composizione del microbiota intestinale. Una minore concentrazione di batteri produttori di butirrato, una maggiore permeabilità intestinale e una modificazione degli acidi biliari avrebbero effetti sulla modulazione immunologica ed epato-metabolica degli zuccheri.
  • I disturbi dello spettro autistico, complesse patologie che si presentano dai primi anni di vita e che sono in continua crescita; sono state osservate dal punto di vista del cosiddetto asse intestino-cervello ovvero l’insieme dei segnali biochimici scambiati tra il tratto gastro enterico e il sistema nervoso. È stato dimostrato che il microbiota influenza la produzione di ormoni che modulano i comportamenti dell’ospite in termini di ansia, stress, umore, aspetti cognitivi e livelli energetici. Tali disturbi, pertanto potrebbero essere, in parte, mediati da metaboliti intestinali neuroattivi.
  • Il Lupus Eritematoso Sistemico (SLE), una patologia immunitaria multi-sistemica che ha una eziologia complessa e ancora non chiara, in cui coesistono elementi genetici e ambientali, tra cui oggi emerge anche il microbiota. Si è recentemente ipotizzato che le vitamine D e A e i grassi polinsaturi omega-3, modificando la composizione e la funzionalità del microbiota, modulino cascate immunologiche e attivino modifiche epigenetiche.
  • Le malattie atopiche (dermatite atopica, rino-congiuntivite allegica, anafilassi e asma) sono caratterizzate da ipersensibilità IgE-mediata ad antigeni ambientali e si manifestano tipicamente nell’età infantile con altissima frequenza (1 bambino su 10 è asmatico). Il microbiota in questo caso promuoverebbe la tolleranza immunologica attraverso l’attivazione di particolari recettori chiamati PRRs e la produzione di metaboliti quali gli acidi grassi a catena corta che regolano la proliferazione linfocitaria. Tant’è che, come nei disturbi dello spettro autistico, si parla oggi di asse intestino-polmone, a descrivere l’interscambio tra i 2 apparati, sebbene ancor più recentemente abbia sollevato interesse lo studio del microbiota proprio delle vie aeree.
  • Le malattie infiammatorie croniche intestinali (MICI), sono caratterizzate dalla flogosi dell’intestino in assenza di cause infettive e le 2 forme principali sono la rettocolite ulcerosa e il morbo di Crohn. Sebbene anche in questi casi si osservino specifiche alterazioni della composizione microbica intestinale, di fatto ancora non è stato chiarito se questa sia la causa o la conseguenza della patologia.
  • L’Obesità, infine, colpisce oggi il 13% della popolazione mondiale e ha genesi multifattoriale. Tra i vari fattori spicca ormai anche la salute del microbiota che ha nell’obesità caratteristiche specifiche come la diminuzione di microrganismi del phylum Bacterioidetes e aumento di quello Firmicutes. A questo quadro di varietà del bioma obesità-correlato si associano diversi meccanismi fisiopatogenetici causa di aumento del peso, tra questi: aumento della permeabilità della mucosa con conseguente infiammazione, che è una componente dell’obesità; incremento della capacità di estrarre nutrienti e calorie dal cibo, supportata dal bioma stesso; alterata produzione di acidi grassi a catena corta e acidi biliari, con modificazione dei segnali metabolici; interazione con il sistema degli endocannabinoidi, con alterata regolazione dell’introito calorico.

Dott. Federico Mordenti
Medico Specialista in Scienza dell’Alimentazione
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