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Attualità

Quinoa

Quinoa

La quinoa è uno pseudo-cereale e non contiene glutine: è ricca di proteine, fibre e vitamine come quelle del gruppo B, la A e la E.

Negli ultimi anni sugli scaffali dei supermercati e di negozi specializzati è possibile trovare un nuovo alimento, la quinoa, che proviene dal sud America e che il mercato alimentare mondiale sta pubblicizzando per le sue qualità nutrizionali.

Conosciamola da più vicino.

La quinoa (Chenopodium quinoa) è una pianta erbacea della famiglia delle Chenopodiaceae, a cui appartengono anche le barbabietole e gli spinaci. Per l’alimentazione si usa la quinoa secca, in genere macinata grossolanamente.

La quinoa è una pianta tipica del Perù e della Bolivia. Cresce a 400 metri di altitudine nel territorio delle Ande e da millenni, come per il mais, è la base dell’alimentazione per le popolazioni indigene e soprattutto per gli strati più poveri. Il suo consumo si ridusse moltissimo durante la colonizzazione spagnola perché i missionari, per motivi religiosi, preferivano coltivare il frumento. Grazie alle sue qualità nutrizionali, però, la quinoa sta vivendo un momento felice sul mercato internazionale.

Ma quali sono queste sue eccezionali qualità, tanto da essere definita “la madre di tutti i semi” o “super cibo”?

Qui è possibile visionare la tabella della sua composizione in nutrienti.

La quinoa è definita uno pseudo-cereale e, come tale, non contiene glutine. Può essere, quindi, consumato da chi soffre di celiachia. È particolarmente ricca di proteine, ben 14 g ogni 100 g, con un alto valore biologico perché fra i suoi aminoacidi sono presenti tutti quelli definiti “essenziali”, ed in particolare la metionina e la lisina, quest’ultima ricercata molto dagli sportivi perché si ritiene aiuti ad aumentare la massa muscolare. La quinoa è però anche ricca di fibre che danno un buon senso di sazietà ed è inoltre una buona fonte di vitamine come quelle del gruppo B, i folati,  la vitamina A e la vitamina E. Anche i minerali sono presenti in buona percentuale, soprattutto potassio, fosforo, magnesio, ferro, calcio e zinco.

Quali sono i miti da sfatare su questo alimento?

Spesso la quinoa viene consumata da chi vuole dimagrire con l’errata convinzione che abbia poche calorie. In realtà 100 g di quinoa forniscono sulle 370 Kcal, più del pane e della pasta. Al contrario, a volte, si compra perché i media la definiscono “energizzante” e utile ai bambini, donne in gravidanza, convalescenti e sportivi. Tuttavia, se lo scopo è quello di consumare più proteine di origine vegetale, è utile ricordare che anche i legumi secchi offrono proteine di alta qualità con una media di 23 g ogni etto (ceci, fagioli, lenticchie, fave e piselli secchi).  Come tutti gli alimenti vegetali la quinoa non ha la vit. B12, fondamentale nei processi di formazione dei globuli rossi e per le cellule del sistema nervoso, e la vit. D importante per la salute delle ossa.

Si dice che la quinoa curi l’anemia. Il suo contenuto di ferro, infatti, è abbastanza buono, 4,57 mg. Ma bisogna ricordare che i legumi ne hanno quantità uguali o perfino maggiori. Fagioli e lenticchie, per esempio, ne hanno quasi il doppio (8 mg/100g), e ne sono ricchi anche le fave e i piselli secchi con quasi 5 mg ogni etto. Purtroppo la presenza di fitati in entrambi gli alimenti (quinoa e legumi) riducono l’assorbimento di ferro e di calcio a livello intestinale.

La quinoa viene venduta anche per curare l’emicrania in quanto ricca di magnesio (197 mg/100g) . Anche in questo caso possiamo paragonare il suo contenuto di magnesio a quello dei legumi secchi.  I fagioli secchi, per esempio, ne hanno 170 mg ogni etto. Infine, per la sua ricchezza in acidi grassi monoinsaturi (1,6 g) e polinsaturi (3,2 g), la quinoa sembra prevenire l’arteriosclerosi e le malattie cardio circolatorie. Proprietà, questa, che ritroviamo di nuovo nei legumi. Per esempio i ceci contengono 1,75 g di acidi grassi monoinsaturi e 3,46 g di acidi grassi polinsaturi.

Questo  paragone della quinoa con i legumi secchi non è a caso. Come specificato prima, la quinoa è un prodotto del sud America che può essere coltivato solo in particolari zone con un determinato clima. Da qualche tempo, la moda di mangiare quinoa ha fatto si che il suo prezzo sia aumentato vertiginosamente. Un chilo di quinoa, infatti, costa dai 10 ai 15 euro al chilo contro i 2-3 euro al chilo dei legumi secchi, ma anche del riso, del miglio o del cous cous al posto dei quali viene utilizzata la quinoa in cucina. La moda della quinoa, invece di aiutare le popolazioni del sud America, ha creato un altro gravissimo problema. Infatti, l’aumentata richiesta in Europa ha fatto lievitare il prezzo anche in Sud America e ha creato, e continua a creare, problemi nelle fasce più povere della popolazione, che, se prima sopravvivevano grazie alla quinoa ed alle sue proprietà nutrizionali, ora non possono più pagare i prezzi maggiori e stanno affrontando un maggior rischio di malnutrizione.

La cosa importante da tener presente è che la quinoa ha certamente un buon sapore e delle buone qualità nutrizionali, ma non bisogna farla diventare un alimento magico da utilizzare a tutti i costi. Ogni alimento, per definizione, ha alcune proprie qualità nutrizionali positive che, inserite in un corretto stile di vita, possono aiutarci a vivere bene. È bello sicuramente variare e conoscere nuovi sapori, ma senza dimenticare la tradizione e i prodotti locali, che, con eccezionali proprietà nutrizionali, ci hanno saziato, nutrito ed appagato il nostro palato. Infine non dimentichiamo che utilizzare prodotti che arrivano da migliaia di kilometri vuol dire anche aumentare il livello di inquinamento globale.

Dott.ssa Maria Anna Tomaselli
Dietista
Dott.ssa Maria Anna Tomaselli