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Attualità

Raccomandazioni sulla durata del sonno nell’età pediatrica

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Molte volte, su queste pagine, abbiamo parlato dell’importanza del sonno. Oggi sappiamo che si tratta di un tempo prezioso per gli uomini durante il quale si verifica un rimodellamento delle connessioni cerebrali che plasmano costantemente questo meraviglioso e per molti aspetti sconosciuto organo a favore dell’apprendimento e della memoria. Un buon sonno ristora il corpo e dà la carica giusta per ricominciare. Ma il sonno è molto di più in quanto, probabilmente, rielabora i pensieri ed i sentimenti e, a nostra insaputa, placa le ferite dello spirito e favorisce la ripresa positiva delle azioni.

Gli esperti dell’American Academy of Sleep Medicine (SAMA), in un recente congresso internazionale (giugno 2016) durante il quale si sono impegnati a capire, interpretare e curare il sonno, hanno sottolineato l’importanza di questo momento della vita, insistendo sul fatto che i ragazzi, e soprattutto gli adolescenti, dormono poco e male e che questo potrebbe influire sulle loro capacità mentali future. Questi esperti hanno sentito la necessità di ribadire e in parte modificare, aumentandole rispetto al passato, il numero di ore di sonno raccomandate nell’età pediatrica per fasce di età.

ORE DI SONNO RACCOMANDATE:

  • dai 4 mesi ad 1 anno: 12-16 ore, compresi i sonnellini
  • da 1 a 2 anni: 11 -14 ore, compresi i sonnellini
  • da 3 a 5 anni: 10 -13 ore, compresi i sonnellini
  • da 6 a 12 anni: 9 – 12 ore
  • adolescenti 13 – 18 anni: 8 – 10 ore

Questi ultimi due gruppi meritano una attenzione particolare perché, dicono gli esperti, non mantenere i giusti ritmi sonno-veglia a causa del richiamo di computer, smartphone, social network e connessioni varie potrebbe comportare gravi problemi di salute, con scarso rendimento scolastico,  sbalzi di umore, disordine alimentare, fino a vere e proprie sindromi psichiatriche che richiedono l’uso di farmaci. E, aggiungo io, senza contare gli effetti a lungo termine di cui non conosciamo ancora molto.

L’impegno dei genitori deve focalizzarsi su questa problematica in modo da migliorare durata e  qualità del sonno di bambini e ragazzi. Qualche consiglio:

  1. eliminare la TV dalle camere da letto dei bambini: guardare insieme un programma televisivo facilita la comunicazione all’interno della famiglia;
  2. non permettere di usare smartphone, tablet o altri dispositivi elettronici di sera perché disturbano l’addormentamento e favoriscono i risvegli notturni;
  3. non programmare le attività impegnative a tarda ora;
  4. non avere una alimentazione eccessivamente abbondante la sera;
  5. mantenere dei ritmi sonno-veglia simili anche nei fine settimana e durante le vacanze, anche se alcuni cambiamenti rientrano nella normalità delle cose.

Mia mamma, tanti anni fa, mi ripeteva “chi dorme non piglia pesci” per spronarmi ad alzarmi e svolgere rapidamente i miei compiti, oggi io direi ai genitori “attenzione perché chi dorme male non piglia pesci” per invitarli a vigilare sulla durata e la qualità del sonno dei loro figli in modo da allertarsi in tempo qualora ci fosse qualcosa che non va.

Dott.ssa Marina Cammisa
Pediatra
marina cammisa