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Sei idee per consumare il cotechino dopo il Capodanno

Sei idee per consumare il cotechino dopo il Capodanno

Capita spesso che trascorse le feste in casa restino tanti prodotti tipici del periodo natalizio: panettoni, torroni, cioccolatini e biscotti vari. Tra questi c’è quasi sicuramente una o più confezioni di cotechino precotto.

Come utilizzarlo?

Le feste stanno per concludersi e la notte di San Silvestro è passata. Nel rispetto della tradizione lo abbiamo consumato con le lenticchie… con l’augurio di avere più soldini per l’anno nuovo.

E adesso cosa ne facciamo delle confezioni che abbiamo trovato nelle ceste o che abbiamo comprato?

Le ricette per utilizzarlo sono tantissime e fantasiose.  Ma prima un po’ di storia e di informazione su questo prodotto tipico del Natale.

Il cotechino è un insaccato che nasce a Modena intorno al 1500. Prende il nome dalla cotenna del maiale, che si usava macellare a dicembre. Per questo il cotechino veniva consumato durante le feste. L’antica ricetta prevedeva l’utilizzo della cotenna per il 50% e il restante 50% di nervetti e carne magra (testa e collo).  Questo miscuglio di carni veniva insaccato nel budello del maiale, fatto asciugare per alcuni giorni e cotto per lunghe ore. La lunga cottura serviva a far gelatinizzare il collagene della cotenna e del tessuto connettivo delle altre carni.

Oggi l’industria alimentare produce un cotechino meno ricco di cotenna (20-30% circa) e con più carne magra (spalla, coscia e testa) e carne grassa (gola e guanciale). A questi vengono aggiunti sale, vino, pepe, chiodi di garofano, cannella e noce moscata. Dopo essere stato chiuso in un budello, viene riposto in un sacchetto di alluminio e cotto per 5 ore in forno a vapore. Infine viene confezionato sottovuoto, inscatolato ed etichettato. Questo prodotto ha una shelf-life (la vita media a scaffale) di molti mesi, grazie all’aggiunta di conservanti e antiossidanti durante la preparazione industriale.

Da un punto di vista nutrizionale, il cotechino è un alimento particolarmente ricco di grassi (42,3 g/100g), specialmente saturi, proteine (17,2g/100 g) e sodio (1138 mg). Fornisce 450 kcal ogni 100 g, ed è una buona fonte di alcuni micronutrienti importanti: vitamina B3, potassio, ferro, magnesio e zinco.

Ecco alcune idee in cucina per utilizzarlo una volta che le feste sono passate.

Da precisare che, data la ricchezza del cotechino in grassi e sodio, è bene ridurre i condimenti e il sale nell’arco della giornata.

  • Risotti: è possibile preparare con il cotechino degli ottimi risotti che diventano così dei piatti unici. Per esempio un risotto con cotechino e lenticchie o risotto con cotechino e piselli.
  • Pasta ripiena: dopo averlo cotto e scolato per bene dal liquido di cottura, il cotechino può diventare il ripieno di ravioli da condire con un sugo al pomodoro molto leggero.
  • Ragù: il cotechino può sostituire la carne macinata nel ragù alla bolognese. Fate attenzione a non esagerare con l’olio e non aggiungete sale nella salsa di pomodoro.
  • Con la polenta o il cous-cous: si possono creare dei piatti unici molto fantasiosi accompagnando la polenta o il cous-cous al cotechino e ad altre verdure, per esempio Polenta con funghi e cotechino o cous-cous con cotechino, lenticchie e pomodorini.
  • In crosta: il cotechino può essere racchiuso in una pasta di pane o pasta sfoglia, circondato da verdure cotte come spinaci, carciofi o verza.
  • Hamburger: cotto e tagliato a fette, il cotechino può essere inserito  tra due fette tostate di pane per hamburger insieme a tanta insalata e pomodori a fette, per creare saporitissimi panini post feste natalizie.

 

Buon Natale senza spreco a tutti.

 

Dott.ssa Maria Anna Tomaselli
Dietista
Dott.ssa Maria Anna Tomaselli