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Attualità

Si torna a scuola! I buoni propositi nutrizionali

38312007 - cute pupils running down the hall at the elementary school

Come avviene a Capodanno anche la ripresa della scuola può rappresentare il momento dei buoni propositi quale quello di strutturare delle nuove regole di sana alimentazione dopo il caos estivo. In estate, infatti, tra gelati, pasti conviviali, disordine ed eccessi i bambini spesso prendono peso o comunque perdono un corretto ritmo alimentare che la routine scolastica sicuramente favorisce.

Fatevi aiutare dagli orari imposti dalle giornate di scuola, anche se a volte non sono orari ideali, e pianificate ora su quali aspetti sarà utile concentrare la vostra attenzione.

Iniziamo dalla sveglia del mattino, e anticipiamola di qualche minuto per lasciare spazio a una adeguata prima colazione, idealmente condivisa con la famiglia. Sebbene sia ormai confermata una correlazione stretta tra pasto del mattino e performance scolastica e livello di attenzione, solo 2 bambini su 3 fanno colazione in modo adeguato. Un bambino su 10 la salta completamente e il rapporto aumenta a uno su 4 se il bambino è a sua volta figlio di genitori che non hanno questa sana abitudine. Come sempre nell’educazione efficace e coerente dovremmo impegnarci dando il buon esempio, specialmente con bimbi meno inclini a mangiare al mattino. Apparecchiate la tavola la sera prima e anticipate la sveglia di 10 minuti: la colazione ideale si compone di latte o yogurt, 1 frutto e 1 porzione di cereali o pane o fette biscottate (tutti preferibilmente integrali).

La merenda del mattino anche è importante, ma spesso è inadeguata. Idealmente a garanzia di una buona qualità sarebbe opportuno prepararla a casa. Sebbene la frutta rappresenti una scelta ottimale per leggerezza e apporti zuccherini e di vitamine, di fatto è poco utilizzata dai bambini a scuola anche perché si scontra con pizzette, cornetti e merendine ben più accattivanti. Sarebbe utile fare dei semplici progetti di classe per condividere scelte sane, non necessariamente frutta, benché con piccoli accorgimenti sia facile comunque da portare e consumare (in un contenitore ermetico, tagliata, con qualche goccia di limone perché non annerisca), ma per esempio un piccolo panino di pane casereccio integrale con ricotta e pomodoro o hummus o dei muffin fatti in casa. Non deve comunque rappresentare un grande pasto, sia per non appesantire la digestione durante lo studio che per garantire un buon appetito a pranzo che, quando consumato nelle mense scolastiche, rappresenta spesso un problema. Sebbene non in tutte le scuole il livello del vitto sia elevato, i genitori dovrebbero aiutare a trasferire un’idea positiva della refezione scolastica seppure, come evidente, non sia come mangiare in famiglia. In generale, infatti, l’apporto nutrizionale proposto dalle mense scolastiche è assolutamente adeguato alle necessità del bambino, ed è spesso un pasto più equilibrato di quello proposto in molte case italiane. Un consiglio utile è di scorrere con vostro figlio il dietetico scolastico, reperibile facilmente attraverso le segreterie o le maestre stesse, per aiutarlo a fare le scelte giuste e non cedere alle selettività e agli evitamenti classici cui fanno spesso seguito i “bis” di primi o pane o dolce proposti dagli operatori ai bambini più affamati. Questo comportamento è assolutamente inappropriato e – va ricordato! – anche perseguibile, ma è ciò nonostante molto diffuso, quindi: supervisionate! Negli intenti del Ministero della Salute il pasto scolastico avrebbe non solo un fine pratico/sociale, ma anche didattico, con attenzione alla composizione e varietà del pasto e l’inserimento, in alcuni istituti, anche di vitti etnici a cadenza mensile per allargare gli orizzonti gastronomico-culturali dei più piccoli.

Grande attenzione andrà portata alla “merendina” pomeridiana che è spesso supercalorica, a compensazione dei riferiti digiuni a mensa, o per tirare su il bambino dopo il sovrastimato dispendio energetico dell’attività fisica del pomeriggio. L’eccesso invece, se da un lato favorirà la comparsa di sovrappeso, dall’altro ostacolerà un sano appetito per la cena che, strutturata con primo, secondo, contorno e frutta nelle giuste porzioni, dovrebbe rappresentare lo schema classico del pasto serale dei nostri figli.

Non sottovalutate la capacità anche dei più piccoli di acquisire delle competenze nutrizionali. Sia con i miei pazientini che negli incontri con i bambini delle scuole, mi sorprendo sempre del grande desiderio che hanno di acquisire informazioni sul cibo e l’alimentazione, e di come ricerchino e facciano proprie le basilari regole nutrizionali quando sono proposte coinvolgendoli nel ragionamento e rendendoli parte attiva delle scelte alimentari che li riguardano.

Dott. Federico Mordenti
Medico Specialista in Scienza dell’Alimentazione
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