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Attualità

Spreco alimentare: 8 consigli pratici per ridurlo

Carrello della spesa

In ottobre si è celebrata la Giornata mondiale contro lo spreco alimentare. Secondo l’organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura (FAO), nel mondo produciamo una volta e mezzo la quantità di cibo necessaria a sfamare tutti gli abitanti, però un terzo della produzione finisce nella spazzatura a fronte di 842 milioni di persone che soffrono la fame. Il conto è presto fatto: solo in Italia ogni anno una famiglia butta in media 49 chili di cibo per disattenzione o negligenza. E non siamo i più spreconi: complessivamente nei paesi occidentalizzati ogni anno si buttano 222 milioni di tonnellate di cibo. Quanta natura sprechiamo! Già, perché spreco alimentare vuol dire anche inutile consumo di acqua e anche aumento dell’inquinamento atmosferico per produzione di anidride carbonica e uso di fertilizzanti.

Ciò nonostante, anche se non riuscissimo a guardare al dì là della nostra vita e ci mancasse lo sguardo d’insieme del mondo, dovremmo assumere dei comportamenti virtuosi per il bene delle nostre tasche (far quadrare il bilancio alla fine di ogni mese), ma anche per combattere l’obesità che affligge molte famiglie e tantissimi bambini, come sa bene chi segue le pagine sul nostro sito. Bisogna cambiare il modo di vedere il cibo, averne più rispetto, dargli il valore che riserviamo a una merce così preziosa, disporne della giusta quantità quotidiana ed essere consapevoli della sua esauribilità e dello strettissimo legame tra produzione e inquinamento.

Nel mio piccolo, mi piacerebbe dare alcuni suggerimenti contro lo spreco alimentare, nello spirito anche della campagna internazionale Think Eat Save, che ben si sposa, sul nostro sito, alla richiesta di educazione alimentare:

  1. prendere l’abitudine di avere un menù di massima per la settimana: è il sistema migliore per assicurare una buona rotazione degli alimenti e fare solo gli acquisti necessari
  2. fare sempre la lista della spesa: è necessario essere mirati negli acquisti e non lasciarsi incantare dalle offerte quando non sono necessarie e soprattutto riguardano prodotti facilmente deteriorabili
  3. acquistare gli alimenti man mano che si desidera consumarli e nella quantità giusta: è questo un modo anche per uscire più spesso da casa e quindi uno stimolo a camminare
  4. controllare quotidianamente il frigo e settimanalmente la dispensa: il consumo degli alimenti presenti deve essere prioritaria
  5. imparare a conservare gli avanzi: riponendo un cibo subito in frigo o congelandolo è facile mantenerlo in buone condizioni perché possa essere riutilizzato
  6. imparare a riciclare gli avanzi: la cucina creativa tanto di moda nei nostri talk-show, a tutte le ore e su tutti i canali, dovrebbe almeno insegnarci che non è difficile abbinare gli ingredienti per ottenere un piatto originale
  7. verificare la scadenza degli alimenti: il “consumare preferibilmente entro.. ” sta ad indicare che il prodotto, se non ha modificato le sue caratteristiche organolettiche, può essere utilizzato anche oltre la data indicata (del resto il Last Minute Market si basa proprio su questo)
  8. imparare a raccogliere in differenziata l’umido che si produce: a questo punto si dovrebbe trattare solo di piccole quantità di scarti.

 Questa riorganizzazione della spesa e dello stile di vita alimentare permetterà di guadagnarci in salute e nel portafoglio e assicurerà un futuro migliore a tutti, ma soprattutto ai figli dei figli dei nostri figli e, che ci interessi o no, a tutti i figli del mondo.

Dott.ssa Marina Cammisa
Pediatra
marina cammisa